Metal-novelas #1

Apriamo questa rubrica per segnalarvi alcune delle novità che si trovano sulla rete, sempre in ambito di musica rock&metal (mi sembra logico specificarlo, mica ci mettiamo a trattare dell’ultima trasmissione di cucina che si trova in televisione…).
Quale genere musicale ha maggiori possibilità di avere grandi, epiche, inutili epopee e drammi? Il metal! Ecco. A guardare alcune notizie che appaiono su internet o sui giornali di settore/musica/strumenti, le rockstar (o presunte tali) sembrano un mucchio di casalinghe disperate ed ansiose nel dare la loro opinione sul nulla o di affermare l’ovvio.
Ci sono alcuni metallers/rockers che hanno qualcosa da dire, ma spesso stanno in silenzio. Chissà perché!?
Ma non indugiamo oltre, ecco le notizie più fresche (molte delle notizie vengono tratte direttamente da BLABBERMOUTH, altre da siti di riferimento musicale o interviste web).

OZZY OSBOURNE – il Madman ha affermato che ci sarà qualcosa, un evento, che accadrà nell’ottobre del 2015 (Hell’s Gate). Nel frattempo, giusto per speculare ancora un po’ sulle finanze dei propri supporter, farà uscire la 600.000.000 raccolta di suoi brani, titolo? Memoirs of a Madman. Ne sentivate la mancanza?

LARS ULRICH – non smette di mettere becco in qualsiasi questione. Trovato con quella stangona della sua fidanzata al lavoro di lei (le passerelle), il puffuto batterista si è messo a discutere sulle differenze fra metal e moda… facendoci capire perché è meglio che si dia alla moda.
L’articolo originale lo trovate QUA.

IN FLAMES – Non domi di aver smesso di fare dello swedish death metal e poi di fare del metal decente, gli svedesi In Flames si sono adoperati per fare uno show acustico. Ecco a voi come si bullano e qualche estratto dal concerto che potete vedere da QUESTO video. Sicuro come le tasse in questo caso Friden non ha bisogno di tirar fuori dal cilindro qualche trucco per tenere in vita uno dei growl/scream più fiacchi in assoluto.

MANOWAR – I Manowar decidono di spostare il tour americano per concentrarsi sul prossimo disco in studio. Il titolo di Blabbermouth è fuoriviante perché non dice che lo spostano, oltre che per concentrarsi sul disco, anche perché ci sono delle difficoltà di pianificazione dello stesso. Una cosa è certa, possiamo già prevedere il prossimo contenuto del nuovo CD dei Manowar al 98%. Lo staff di TheMurderInn propende per: sangue, morte, onore, gloria, metal, fratellanza, spade, combattimento, fede, unione, magia. Abbiamo anche l’immagine della macchina da scrivere della band (tratta da truemetalhead.com)

GODSMACK – Shannon Larkin afferma che adesso si considerano più una band hard rock che una metal. Dormi tranquillo Shannon, nessuno vi aveva mai scambiato per una metal band.

GRUNGE – Dopo vent’anni che è morto e sepolto, si continua a parlare del ruolo del grunge nella musica (chi lanciandoli palate di letame addosso, chi, invece, incensandolo). Ecco i contributi di alcuni dei grandi trombati dei primi anni 90. L’articolo è tratto da Blabbermouth e lo potete leggere QUA.

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Rotting Christ Story (pt. 2)

Se siete interessati alla prima parte: ROTTING CHRIST STORY (pt 1)

1.8. Khronos

Il primo segno di cambiamento dal recente passato è il cambio di produzione, Xy passa il testimone allo stesso Sakis aiutato da Peter Tagtgren degli Hypocrisy/Pain e l’album viene registrato in Svezia presso gli Abyss Studios, con il working title di “Chronos 666”.
Il disco esce nell’agosto del 2000 ed il titolo definitivo è Khronos. L’artwork del disco è creato da Spyros dei SEPTICFLESH e fornisce una rappresentazione grafica del nome della band di Sakis (un cristo in avanzato stato di decomposizione, appunto). Se il progressivo indurimento dei suoni (notevole il ritorno alle chitarre distorte e leggermente “zanzarose”) ed un peso maggiore del black metal erano già stati preannunciati, una delle novità sta nella presenza di una cover all’interno della tracklist del disco. Lucifer Over London, originalmente eseguita dai Current ’93 (dark wave), emerge per il suo tocco oscuro ed il trattamento Rotting Christ al brano lo rende quasi una composizione propria, tanto che il leader dei Current ’93 chiama Sakis per fargli i complimenti per la riuscita.
A supporto di Khronos viene intrapreso un tour europeo da headliner (con a supporto Madder Mortem, Vintersorg e Tristania), con concerti anche in altre località ed un ritorno trionfale in Grecia (concerto sold-out al Rodon Club e tour del Paese).
Contrariamente all’usuale routine che aveva preceduto la realizzazione di Khronos, i Rotting Christ non si rigettano immediatamente in studio per dare alla luce il successivo sforzo discografico. In luglio la band partecipa per la seconda volta nella sua storia al Rockwave Festival ad Atene, con gruppi come Judas Priest, Megadeth, Savatage, Cradle of Filth e altri. Questa può essere vista come l’ultima apparizione pubblica di Sakis&Co., a parte un one-off gig a Londra con i My Dying Bride del 27 Aprile 2002.
La band approfitta dello stop dal touring e si concentra sulla prossima creazione, portando delle modifiche sia a livello d’immagine, sia come sonorità. Per la gioia dei fan della prima ora, il quintetto greco decide di tornare al logo originale, lasciandosi alle spalle quello in caratteri gotici che aveva contraddistinto il marcato cambio di sonorità.
In materia più strettamente musicale, filtrano notizie di un progressivo indurimento delle sonorità, più ancorate al black metal degli esordi che alla commistione gothic-black delle ultime uscite.


1.9. Genesis & In Domine Sathana

Registrato presso i Stage One Studios e con Sakis e Andy Classen come produttori, i Rotting Christ ritornano a “registrare in casa” (nello stesso studio avevano registrato anche l’ottimo Triarchy Of The Lost Lovers) e partoriscono un disco aggressivo dal nome di Genesis.
Le sonorità non deludono le anticipazioni e sono molto più dure e ruvide rispetto alle precedenti uscite in studio, ma non si può negare che gli anni passati ad introdurre nel loro sound componenti gothic e classic metal siano stati dimenticati. Le orchestrazioni e l’apporto atmosferico delle tastiere è fondamentale alla riuscita del disco, comportando notevole grandeur e teatralità in un ordito di per sè votato a tempi leggermente più veloci dei precedenti e con più passaggi black metal, ma tutto sommato melodicamente accessibili.
Genesis esce il 26 agosto 2002 ed è significativamente l’ultimo contributo su disco del chitarrista Kostas Vassilakopoulos (che apparirà ancora, però, nel successivo DVD live In Domine Sathana). La band fa uscire 10 tracce (più una, Astral Embodyment, inserita come bonus track nell’edizione brasiliana) di puro black targato Rotting Christ (perciò ampiamente contaminato e variegato quanto basta per distanziarlo completamente dalle scene come quella norvegese, svedese o, per restare in territori più vicini, quella francese). L’artwork viene curato da Set’h.
A Genesis segue il classico filone promozionale e, in quest’ottica, può rientrare il primo DVD ufficiale della band greca: il già citato In Domine Sathana (uscito sempre per Century Media nel 2003). Il DVD racchiude più concerti, invece che essere la classica “presa diretta” di un unico show e vede, infatti, la band in azione in diversi luoghi e in anni differenti.
Le prime sedici tracce ci presentano la band in formato attuale, con un concerto (ben 16 tracce comprensive di intro ed outro d’ordinanza) registrato proprio l’anno prima. Altri concerti rappresentati sono cinque tracce provenienti da uno show tenutosi nel 1996 a Cracovia (tour a supporto di Triarchy Of The Lost Lovers) e si chiude con un altro concerto recente tenutosi ad Atene nel 2003 che viene aperto con l’ossessiva In Domine Sathana, che poi da il titolo allo stesso DVD.

1.10. Sanctus Diavolos

L’anno 2004 parte con la notizia che i Rotting Christ sono rientrati in studio e vogliono dare seguito a Genesis. La prima novità, già anticipata poco sopra, è l’abbandono di Kostas come secondo chitarrista dopo otto anni di onorata militanza nelle fila del Cristo Marciscente.
La band, ridotta ad un terzetto con Sakis che si occupa nuovamente delle tastiere, entra nei SCA Studio in Grecia fra il maggio ed il giugno del 2004 e poi lascia il mixing al rinomato Fredrik Nordström nei suoi Fredman Studio di Stoccolma. Il risultato di questo sforzo compositivo è Sanctus Diavolos (data d’uscita il 20 settembre 2004) e si riconosce un filo rosso che collega questa uscita con il precedente Genesis.
A partire dallo stupendo artwork (sempre a cura di Seth Siro Anton), Sanctus Diavolos si presenta al pubblico con un’irruenza rimasta per parecchio tempo sopita sotto l’ottima produzione e le chitarre levigate. Sakis&Co. decidono di premere il pedale dell’acceleratore sia sotto il profilo dell’uso delle tastiere e chorus (molto presenti e lasciati agli arrangiamenti di Christos Antoniou – si senta, per esempio, un brano come Thy Wings Thy Horns Thy Sin) sia sotto quello strettamente musicale (con chitarre ruvide, spigolose e sonorità poco addomesticate anche rispetto ad un disco abbastanza duro come Genesis). Il riffing di Sakis si fa nervoso e fratturato, lasciando la morbida matrice melodica in secondo piano di competenza delle tastiere (si veda il lavoro combinato nella traccia Sanctinomius). Queste differenze sono sia il punto di rottura sia il punto di forza del disco, contribuendo a rinfrescare leggermente un suono ormai maneggiato in maniera perfetta dalla band e con tante possibilità di ripetersi (rischio sempre presente per band longeve). Sanctus Diavolos spezza in maniera più netta il legame con il precedente periodo gothic (senza rinnegarlo, questo va sottolineato) e permette alla band di presentarsi all’appuntamento con il prossimo disco (che seguirà a 3 anni di distanza) con un bagaglio fresco ed aggressivo.
Da annotare il fatto che Sanctus Diavolos è l’ultimo album uscito per la Century Media.
I successivi tour a supporto del disco vedono, soprattutto per il potenziale mediatico del personaggio coinvolto, la polemica suscitata da Dave Mustaine in occasione di un festival tenutosi in Grecia nel 2005. Il leader dei Megadeth, ormai born-again christian o cristiano rinato, si rifiuta di partecipare al festival se nel bill compaiono anche i Rotting Christ.
Sempre nel 2005 viene annunciata l’entrata nella band del secondo chitarrista George Bokos (ex Exhibition, Nightfall et altri).
Nel 2006 i Rotting Christ inaugurano la fresca collaborazione con la Season Of Mist (nuova label della band) con la compilation Passage To Arcturo + Non Serviam, comprensiva di diverse bonus track e inediti live. Passage To Arcturo vede aggiunte alla tracklist originale The Nereid of Esgalduin e Vicious Joy & Black Delight (provenienti dall’Ep del 1992 Dawn Of The Iconoclast – prima volta su CD) e Feast Of The Grand Whore (direttamente dal demo Satanas Te Deum del 1989). Oltre alla presenza di tre bonus track audio, la Season Of Mist inserisce anche tre brani live da poter vedere su Pc (Morality Of A Dark Age e Feast Of The Grand Whore registrati dal vivo in Messico nel 1994 e Non Serviam registrato dal vivo in Grecia nel 2002).
La bella cover art di Nikos Miritis rappresenta perfettamente questa compilation.
Il primo album di canzoni nuove arriva l’anno successivo, nel 2007. La label è sempre la Season of Mist, ma ci sono notevoli cambiamenti sia nel sound sia nelle modalità di registrazione.


1.11. Theogonia

La lineup è nuovamente quella a quattro (Sakis si occupa ancora delle tastiere), con George Bokos nel posto lasciato vacante da Kostas ormai 3 anni prima e la registrazione viene effettuata da Aris Christou (il quale mixa anche il disco) e dallo stesso Sakis, sempre più a capo della direzione creativa della band anche in studio (infatti è lui che si occupa della produzione, di registrare, mixare ed effettuare il mastering). Questo netto cambio di timoniere in sede di registrazione non porta assolutamente nessun deficit nella potenza del sound o incertezza nella produzione, anzi, se possibile, rende maggiori la qualità e la compattezza dello stesso.
Il disco esce il 22 gennaio 2007.
Theogonia, questo il nome del disco, è un album che mischia fortemente le idee sviluppate nei precedenti dischi (si sentano, per esempio, alcuni passaggi che si riagganciano alla tradizione made in Rotting Christ), creando un compendio unico delle tentazioni gotiche permanenti nel DNA della band ed il feeling black metal evoluto che hanno ritrovato da Khronos/Genesis in avanti. A questo Rotting Christ-sound si aggiunge, però, una componente che fino a quel momento era quasi assente se non in quantità minime: l’influenza del sound ellenico/meditteraneo, un impasto atmosferico che localizza pienamente i Sakis&Co. come band del Sud dell’Europa e con un retaggio particolare. Le lingue utilizzate nel disco diventano due: inglese e greco (presente anche in diversi titoli) e la matrice regionale fornisce a Theogonia la possibilità di stagliarsi sulle recenti produzioni.
L’apertura, lasciata a Χαος Γενετο (The Sign of Prime Creation), è una dichiarazione d’intenti ed un grimaldello per l’album. Le sonorità più ruvide vengono smorzate da un suono di chitarra nuovamente pieno e potente, ma senza perdere gli spigoli (come nel periodo gothic) e la matrice gotica/metallo classico permane nelle atmosfere e nell’utilizzo delle melodie (i chorus, sempre più presenti, vengono coordinati nuovamente da Christos Antoniou). L’esuberanza melodica/adrenalinica di certe tracce di Theogonia viene compensata perfettamente da inserti più veloci e ferali, ma sempre con un occhio al saggio utilizzo delle tastiere e di non ricercare la mera carnificina sonora ma un sound evoluto e più stratificato (esempio Enuma Elish).
L’album, oltre alla indiscutibile qualità, è anche particolarmente ricco per i fan. Sakis&Co. appagano i loro fans con un bonus DVD contenente una serie di track live (registrate fra Italia, Brasile, Russia e Grecia), un “making of” del disco ed il videoclip di “Keravnos Kivernitos”.
Nello stesso anno esce una compilation che copre tutta la carriera della band greca dagli esordi fino allo stesso Theogonia.

 

1.12. Non Serviam – A 20 Years Of Apocryphal Story

 La storia recente vede la band impegnata in diversi tour a supporto dell’album e, nell’anno 2009, festeggiare il ventennale di attività (Satanas Tedeum).
Per l’occasione viene pubblicato Non Serviam – A 20 Years Apocryphal Story (uscito nel febbraio 2009 per la Season of MIst) e comprende due DVD con la registrazione di un concerto tenutosi ad Atene nel 2007 e tutta la biografia della band, video ufficiali e bootlegs ed un doppio Cd con la registrazione audio del concerto di Atene.
Per cavalcare l’onda delle pubblicazioni retrospettive, la Season Of Mist fa uscire, nel luglio 2009, la compilation Semigods OF The Serpents Cult che passa in rassegna il periodo compreso fra Triarchy Of The Lost Lovers e Sanctus Diavolos.
Per una band abituata a far uscire dischi con una cadenza annuale o ogni due anni, il tempo passato fra Theogonia ed il suo successore è enorme, ma l’impegno profuso per festeggiare i vent’anni di vita è stato alquanto intenso.


1.13. Aealo

Il 2010 vede perciò la band far uscire la nuova fatica in studio: Aealo. Registrato fra luglio ed ottobre 2009 al Lunatech Studios in Katerini (Grecia), anche questo disco vede Sakis dirigere completamene i lavori (accollandosi produzione, mixing e mastering) e scriverne i testi (tranne la cover di Orders From The Dead originariamente di Diamanda Galas, in cui la band fornisce il background sonoro per le ieratiche vocals della cantante).
Aealo non si discosta moltissimo dal precedente come sonorità (sempre quel mix fra black metal, metal classico, gothic ed influenze folk della propria terra), ma si differenzia sostanzialmente per la riuscita dell’insieme. Dove Theogonia era compatto e relativamente più estremo nel suo propoporsi, Aealo punta tutto sull’atmosfera ferale ed oscura che lo circonda. Le canzoni si avvalgono di chorus variegati (voci femminili, spoken-word, chorus maschili) ed un impianto sonoro più “semplice e lineare” rispetto al precedente album. I brani sono d’impatto e giocano tutto sull’immediatezza del messaggio e la forza dello stesso e non sono rari momenti in cui si propende per il midtempo, rispetto ad accelerare il passo ed aggredire l’ascoltatore. Le atmosfere riconducibili direttamente alla Grecia ed al Mediterraneo fuoriescono in maniera ancora maggiore rispetto agli LP precedenti e ne fanno un disco dall’anima profondamente folk a cui si è aggiunta un’armatura pesante di black/gothic metal.
A supporto del disco, Sakis&Co. si mettono nuovamente on the road con una serie di concerti e tour caratterizzati dalla presenza di diversi brani dell’ultima fatica in studio.

1.14. Early Years
Nel gennaio 2012 viene il box set Early Years contente le cassette dei primi passi in studio della band: Satanas Tedeum, Passage To Arcturo e Ade’s WInds. Il box set è limitato a sole 100 copie.
Il 2012 vedrà uscire anche la nuova fatica in studio della band.

 

 

1.15. Conclusioni

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio a ritroso nel tempo, andando a (ri-)scoprire una delle band più caratteristiche del panorama black metal greco (ed europeo).
Gruppo per pochi eletti agli inizi, i Rotting Christ hanno lavorato sodo per riuscire ad aumentare il seguito ed il loro potenziale espressivo, non limitandosi a canonizzare una formula fortunata, ma sperimentando e allonatandosi verso territori estranei al loro background senza, per questo, snaturare completamente il sound o venendo meno all’onestà compositiva. Qualità, questa, che è merce rara in un mondo come quello musicale, in cui per vendere tre copie viene meno la coerenza e la propria storia.

 

NON SERVIAM

1.16. Ringraziamenti:

A DraconianHell per il lavoro sulle foto;

Un ringraziamento particolare va a Sakis Tolis (chitarrista/cantante/compositore dei Rotting Christ) per la disponibilità, gentilezza e le foto che contraddistinguono questo articolo.

 

(articolo originariamente apparso su www.themurderinn.it)