Slo Burn – Amusing The Amazing

I progetti post-Kyuss di John Garcia hanno tutti un tratto in comune: per quanto buoni siano, per quanto compiuti siano, sono tutti adombrati dal carisma del singer americano. La sua voce è il trademark (e ci mancherebbe!) e, sia quando è dritta al punto sia quando gigioneggia con furbizia, copre tutto, anche il riff più possente. Fra tutti i progetti successivi allo scioglimento della grande band desertica, solo gli Unida e gli Slo Burn meritano veramente di essere menzionati. Gli Hermano mi sono sempre sembrati fuori fuoco, una band che voleva ma non poteva; problema mio, sicuro, ma non sono riuscito a togliermi questa sensazione con nessuno dei dischi (tre più un live!) che hanno pubblicato nel periodo d’attività. Gli Unida mi sembrano più cazzuti e compatti e hanno brani che sono superiori, per quanto si discostino dallo stoner vero e proprio e sbaracchino in territori quasi più hard rock o similia. Gli Slo Burn, invece, hanno molto di quella componente stoner desertica, quell’attitudine infradito, capello di paglia, birra in una mano e l’altra, in alternanza, fra la canna e i boxer. Amusing The Amazing (annata 1996) è solo un EP di quattro tracce, cui sono stati aggiunti dopo altri cinque brani (che erano presenti nel primo demo della band).
A Garcia va dato atto che ci mette il cuore in ogni progetto, non sempre riuscendo a trarne il 100%… ma non demorde e continua imperterrito a giocarsi le sue carte. Gli Slo Burn sono una creatura dalla vita breve e spesso misconosciuta, ma se non li avete mai sentiti e volete riprovare quella sensazione di svacco totale e acceleratore che scende e scende e scende… sono per voi.
Non sarà nella Champions League (cristo quanto sono colto!) dello stoner internazionale, ma questo disco fa il suo campionato con i contro-coglioni.

[Zeus]

Kaltenbach Open Air / 20 – 22 Agosto 2015

Il Kaltenbach Open Air arriva alla sua 10 edizione. Ebbene sì, 10 anni di attività per un festival che, nel corso degli anni, ha espresso la volontà di proporre qualcosa che si ponesse in una sorta di “terra di mezzo” fra i grandi nomi – Wacken Open Air, Summerbreeze, Party.San etc- e i festival underground. Come? Trovando una location eccezionale, inserendo nomi di punta del panorama metal (basta guardare le locandine delle scorse edizioni per capire che non si sono tirati indietro in fatto di sfide e volontà di soddisfare le esigenze del pubblico) in un bill che vede molti nomi di fascia intermedia o addirittura underground della musica pesante.
Quella del 2015 è la decima edizione, quella del primo anniversario che conta. Essere sulla piazza per così tanto tempo significa avere i coglioni quadri e una visione d’insieme di tutto rispetto.
Il Kaltenbach Open Air vede una tre giorni (dal 20 al 22 Agosto) di metal per i palati più disparati: dal black al death, dal grind al folk/doom, dal thrash al black-death melodico e via dicendo.
Questa è la ricetta: diversificare. Mettere sul piatto tante possibilità, tanta musica, e lasciare che la qualità proposta parli da sola.
L’edizione 2015 del festival vede, come headliner, l’espressione più furente del black metal svedese: Dark Funeral e Marduk. I Dark Funeral hanno recentemente fatto uscire una nuova traccia (Nail Them To The Cross) che sarà l’anticipazione del prossimo disco in uscita nel 2015. I Marduk, invece, sono già on the road per supportare il loro nuovo disco Frontschwein.
Ad accompagnare i due big del black svedese, ci saranno gli americani Agalloch (ormai una realtà affermata nel panorama musicale pesante), i brasiliani Krisiun, gli Anaal Nathrakh, i Rotting Christ, i God Dethroned e molto molto altro che potete vedere sul sito internet del festival.

Non ci sono ancora molte informazioni relative agli orari, ma l’organizzazione sta già mettendo a disposizione informazioni e suggerimenti su dove dormire, dove mangiare e come riuscire a raggiungere il luogo del concerto.
Organizzazione tedesca/austriaca (per la precisione).

Restate collegati per ulteriori sviluppi!

[Zeus]

Intervista a Mr. Lordi – Il Deposito (Pordenone)

“Hai paura dei mostri?” Questa era la tipica domanda che ci facevamo da bambini e le risposte erano le più disparate. In questo caso però solamente i cattivi devono avere paura di questi mostri perché la loro arma è il Rock e la useranno per spaventarli a morte! Forse un po’ troppo lanciato come inizio ma se la loro arma è il Rock avrete capito di chi stiamo parlando; stiamo parlando dei Lordi , gli strepitosi mostri finlandesi che, reduci dall’ultimo lavoro in studio dal titolo Scare Force One, stanno affrontando un tour europeo con incluse alcune date in Italia. Ed è proprio Pordenone ad essere stata scelta come tappa per ospitare il loro spettacolo horror, al ritmo di un buon Hard Rock coinvolgente ma soprattutto divertente. Quale migliore occasione se non questa per incontrarli e fare quattro chiacchiere con loro. Ai nostri microfoni si presenta il loquace e divertente Mr. Lordi che, nonostante abbia appena dato il 100% on stage, si intrattiene con noi senza dare segni di stanchezza parlando non solamente della sua band ma spaziando anche sulla sua passione per i Kiss. Buona lettura!

The Murder Inn: Buonasera! È un piacere conoscerti e soprattutto grazie per averci concesso un po’ del tuo tempo. Probabilmente sarai un po’ stanco dato che sei appena sceso dal palco.

Mr. Lordi: Buonasera anche a voi ed è un piacere anche per me conoscervi. Non vi preoccupate per la stanchezza; sono qui seduto e mi sto fumando una sigaretta quindi mi sto rilassando. Complimenti per la maglietta! L’avevo notata dallo stage. L’immagine della protagonista dell’Esorcista fa sempre un certo effetto.

TMI: Essendo venuti a vedere un horror show direi che ci stava alla perfezione non trovi? Come sta andando il tour?

Mr. Lordi: Certamente! Il tour sta andando bene e con le altre band ci siamo trovati veramente bene. Soprattutto ci ha fatto molto piacere dividere il palco con i SinHeresY, sono dei ragazzi in gamba e ci siamo trovati molto bene con loro.

TMI:! Ok, dato che le domande in questi casi sono sempre tante ed il tempo è poco cercheremo di puntare su quelle per noi più importanti. Tipica domanda. Dato che siete in tour per promuovere il vostro ultimo lavoro, raccontaci qualcosa di questo Scare Force One.

Mr. Lordi: Beh dunque, è il nostro nuovo album ma ti posso dire sicuramente la cosa più importante; è il miglior album che sia mai stato fatto nella storia di tutta la musica e non ho nient’altro da dire. (Risate … NdA). No a parte gli scherzi, sono molto soddisfatto di questo lavoro e lo sono anche i miei compagni d band. La reazione è stata positiva anche da parte di chi ci segue quindi sicuramente possiamo dire di aver fatto un buon lavoro. Lo abbiamo registrato nella Finlandia lappone, circa trecento chilometri al disopra del circolo polare artico ma la cosa divertente è che il tempo meteorologico  in quel periodo è stato veramente pazzo. Come ti ho detto eravamo trecento chilometri al di sopra del circolo polare artico, quindi ti immagini faccia freddo. Invece ci alzavamo la mattina con undici gradi e nel pomeriggio la temperatura raggiungeva trentasette o trentotto gradi! Pazzesco! Guardavamo la situazione meteo in Europa e vedevi che qui in Italia c’erano diciassette o diciotto gradi. Avevano ribattezzato la Finlandia lappone il posto più caldo d’Europa, da non crederci. Comunque, le recording sessions sono andate veramente bene, abbiamo registrato in una enorme villa ed è stato meraviglioso perché stavamo lavorando come se fossimo in studio ma non eravamo in uno studio. Quindi sicuramente la situazione di essere in studio ma allo stesso tempo di non esserlo ha sicuramente creato un buon feeling tra di noi.

TMI: Sicuramente può aver aiutato. Invece di trovarvi in un ambiente freddo contornato da apparecchiature vi siete trovati in un ambiente più spazioso e più accogliente ma avendo a disposizione tutto quello che avreste avuto in studio.

Mr. Lordi: Esattamente. Una situazione diversa che sicuramente ci ha aiutato a lavorare meglio. Comunque in definitiva siamo soddisfatti, non solo perché è l’ultimo album ma perché abbiamo gestito bene le cose.

TMI: Abbiamo iniziato come si fa spesso parlando dell’ultimo album. Vorrei però portarti indietro di un album cioè a To Beast Or Not To Beast; per come la penso io ho trovato quell’album molto diretto, molto in your face, mentre ho trovato quest’ultimo più arricchito di melodie. Non fraintendermi, ci sono comunque pezzi in your face ma trovo che viene dato più spazio per le melodie. Tu cosa ne pensi?

Mr. Lordi: Sì in parte non hai torto. Tieni presente che per quell’album avevamo cambiato due componenti; sono entrati Mana, il miglior batterista Metal del mondo (Risate…Nda) ed Hella. Probabilmente, quando entrano componenti nuovi in una band, viene portata inevitabilmente della nuova energia in quanto i nuovi arrivati cercano di far vedere che la band non ha perso nulla ma che in compenso ci ha guadagnato. I vecchi componenti vengono stimolati da ciò e quindi si parte cercando di dare il meglio comunque. Con l’album precedente avevamo quindi spinto molto sulla batteria, sull’uso dell’energia e cercando di tenere la melodia come un contorno. Con l’ultimo lavoro abbiamo cercato comunque di mantenere la stessa energia di quando sono entrati Mana ed Hella ma portando nuovamente più in luce la parte melodica. La cosa divertente è che per entrambi questi album abbiamo scritto e composto molto. Se nell’album ci sono dieci pezzi significa che dietro abbiamo almeno da quaranta a sessanta demo, ovvero possibili pezzi che poi non vengono inseriti. Quando decidiamo i pezzi da inserire in un album ci troviamo ad ascoltare songs molto differenti che variano da quelle più dure a quelle più melodiche; bisogna quindi trovare il giusto compromesso in modo tale che l’album segua una linearità. Diciamo che comunque non mi fa paura osare e puntare più sulla melodia che sul sound più duro; basta pensare che se i Kiss hanno fatto un album con sonorità Pop  allora possiamo farlo tranquillamente anche noi. (Risate … NdA).

TMI: Dato che hai menzionato i Kiss, hai sentito che è uscita l’autobiografia di Paul Stanley?

Mr. Lordi: Si l’ho sentito ma purtroppo non l’ho ancora comprata.

TMI: Io ho iniziato a leggerla due giorni fa quindi devo ancora farmi un’idea. Ti ho menzionato i Kiss perché sapevo che tu eri il presidente della Kiss Army in Finlandia.

Mr. Lordi: Sì lo ero ma anche se non lo sono più sono sempre la mia band preferita e sarò sempre un loro grande fan. Adoro ogni album che hanno fatto in quanto sono la prima band che ho ascoltato quando ero ancora un ragazzino.

TMI: Ora non ricordo ma dovremmo avere circa la stessa età, di che anno sei?

Mr. Lordi: Sono un classe 1974.

TMI: Io sono un 1977 quindi ti seguo a ruota. Comunque ricordo che la prima volta che sentii parlare dei Kiss avevo circa due o tre anni. Nel 1979 usciva Dynasty e quindi si sentiva parlare molto di loro. Ricordo che in ogni locale o bar in cui i miei genitori mi portavano c’era un flipper dei Kiss. Possiamo quindi dire che il primo impatto con loro è stato di tipo visuale e non musicale. Quando sono diventato un po’ più grande avevo persino un adesivo di Ace Frehley sulla mia bicicletta. In sostanza erano dei supereroi per me. Alla loro musica mi sono avvicinato invece a fine anni ’80, nel periodo senza il trucco, quando cominciai ad ascoltare Metal e quando sentii per la prima volta la canzone ‘Crazy Crazy Nights’.

Mr. Lordi: Invece il primo album dei Kiss che ho sentito io è stato Creatures Of The Night ma non avevo minimamente idea di che facce avessero e quindi come fossero. Le prime foto che ricordo di aver visto su di loro riguardavano il periodo dell’album Lick It Up e quindi non mascherati. Un giorno un mio amico e compagno di classe mi ha detto che aveva un po’ di foto dei Kiss e me le fece vedere; tra queste c’era una loro foto con il make up. Oh Cazzo! Ma si truccavano così? Che figata! È stato amore a prima vista e non ho smesso più di seguirli. Sembravano dei supereroi.

TMI: Infatti! Io devo comunque ringraziare gli amici di mia sorella. Ho una sorella più grande di me e alcuni suoi amici ascoltavano i Kiss quindi è grazie a loro se li ho scoperti. Comunque bisogna dire che vi hanno influenzato molto perché nonostante il vostro look sia più horror credo che siano stati un’ispirazione per te.

Mr. Lordi: Puoi ben dirlo cazzo! Se non ci fossero stati loro probabilmente in questo momento non sarei davanti a te conciato così e con queste zeppe (Risate … NdA.). Come ti ho detto poco fa sono la prima band che ho ascoltato, hanno segnato il mio percorso musicale, ho perfino tatuaggi dei Kiss sul mio corpo quindi non smetterò mai di seguirli. Pensa che ho dovuto comprare un’altra casa per ospitare la mia collezione di Kiss memorabilia che possiedo da anni quindi sono pazzo per loro; Specialmente sono un fan di Gene Simmons e io volevo essere Gene Simmons.

TMI: Anch’io adoro Gene Simmons. Potrei essere il fratello più piccolo in quanto mi accomuna a lui la lingua, guarda!

Mr. Lordi: Ahahahahahah! Io riesco a muoverla come lui, guarda! (Risate … Nda). Io cerco di ispirarmi a lui anche per la postura, per il modo di guardare il pubblico e per come sa catturare l’attenzione su di sé.

TMI: In effetti prima ti guardavo da vicino ed in effetti quando punti lo sguardo si può notare che cerchi di emularlo. Anche se tu sei più demoniaco

Mr. Lordi: Ma io sono un misto tra un demone ed un troll (Risate … NdA). A parte gli scherzi, sono stati degli ispiratori e se oggi faccio questo, oltre che per passione per  lavoro, lo devo a loro.

TMI: Torniamo a noi, come nasce una canzone dei Lordi?

Mr. Lordi: Dunque, principalmente la maggior parte delle idee vengono quasi sempre fuori dalla mia testa quindi circa il novantacinque per cento delle melodie nelle nostre canzoni ce le ho in mente io. Purtroppo io non suono e quindi le melodie che ho in mente possono essere lì da giorni, a volte da mesi, a volte da anni. Quando una melodia mi sembra essere quella che potrebbe essere utilizzata su un prossimo pezzo, prendo il cellulare e mi registro mentre la canticchio e quando dobbiamo iniziare a comporre dei pezzi le faccio sentire agli altri e ne discutiamo. Tante volte sono dei riff che ho sentito alla radio e che mi sono canticchiato, altre volte nascono direttamente dalla mia testa e così via. Ok, tante volte anche i miei compagni portano delle idee e quindi la canzone può nascere da una linea di chitarra; per alcuni pezzi abbiamo fatto così ma la maggior parte delle volte vengono da quello che c’è sotto questo teschio (Risate … NdA).

TMI: Parliamo ora della line up della band. Tu e Amen siete i membri più anziani mentre per quanto riguarda gli altri componenti ci sono stati negli anni diversi cambiamenti. Gli ultimi arrivati infatti sono Mana e Hella. Soffermandoci quindi sulle tastiere ed in particolare su Hella; provando a fare un confronto tra lei e Awa, che differenze noti oppure cosa ti piace dell’una rispetto all’altra?

Mr. Lordi: Dunque, la differenza principale sta nel fatto che Awa viene dal Pop; ok, le piace anche l’Eighties Metal e ha suonato anche con qualche band Rock ma principalmente viene dal Pop e quindi la sua base sono band con le sonorità dei Depeche Mode. Quando Awa arrivò per sostituire Enary già si notavano delle differenze; Enary ad esempio aveva una base classica e quindi lei teneva entrambe le mani sulla tastiera usando tutte e dieci le dita. Awa invece tendeva ad usare di più la mano destra per creare le melodie e la sinistra la usava di meno o meglio la utilizzava per creare atmosfera e per giocare sugli effetti. Per quanto riguarda Hella invece, pur essendo di base classica, lei viene dal Metal e quindi la sua base è Metal; usa quindi le tastiere con l’idea di creare le atmosfere per un pezzo di tipo Metal. Ad esempio a lei piace molto intrecciare la chitarra con le sue tastiere cioè le piace seguire le linee di chitarra con la tastiera usando quindi uno stile tipico del Metal. Fare un paragone tra loro è quindi difficile. Quello che mi piace di Hella è che è fuori di testa e penso che sia una performer eccezionale. Sembra veramente pazza quando la vedi on stage. Si muove a scatti, spalanca gli occhi come fosse veramente una bambola pazza. Le piace alla follia quello che fa e non la ferma nulla. Pensa che ora è incinta di cinque mesi ed è qui in tour con noi  fino a che le sarà possibile suonare con noi.

TMI: Sul serio? Congratulazioni a Hella! Questa è pura dedizione. Parlando di Awa comunque bisogna dire che anche lei era molto comunicativa.

Mr. Lordi: Sicuramente. Nulla da togliere ad Awa ma Hella mi fa impazzire perché quando mi giro e la guardo sembra veramente pazza. È molto più giovane di noi e quindi sicuramente ha molto entusiasmo e questo da una ventata di stimolo, come ti ho detto poche domande fa.

TMI: Torniamo a parlare di Scare Force One, da cosa siete stati ispirati per questo album?

Mr. Lordi: Bella domanda. Dunque durante l’ultimo tour, io e Amen stavamo bevendo in tour bus e per qualche strana ragione lo stereo stava suonando gli Iron Maiden. Amen mi guarda e mi dice che sarebbe interessante provare a prendere influenza dai riff dei Maiden o da King Diamond per i pezzi del prossimo album, giocare quindi su riff, ritornello, assolo e via dicendo. . La canzone ‘Scare Force One’ è la prima che abbiamo composto per quest’album.  Quando la stavo buttando giù nella mia testa avevo in mente Rob Halford e i Judas Priest. Quando la canzone è stata completata è piaciuta a tutti, alla label, agli altri componenti della band e ad altri che ci seguono. Tutti quanti eravamo soddisfatti nel dire che questa era una fottuta Killer Song. Amen, che era quello che aveva avuto l’idea e che aveva proposto la cosa, mi guarda e mi dice:-“Che cazzo è questa merda!? L’ho guardato stralunato e non capivo che cazzo gli stesse passando per la testa. A me veniva in mente ‘Painkiller’ dei Judas Priest quando l’ho sentita completa la prima volta e lui invece non era convinto. Le prime reazioni dei fans sono state positive e tutti quanti ci mostravano entusiasmo per quel pezzo. Alla fine si è convinto anche lui che il pezzo va bene e si diverte pure a suonarla ora. Quindi l’idea dell’album è stata quella, melodia è Metal.

TMI: Prima durante ‘Scare Force One’ ti guardavamo ed in effetti c’era un riferimento a Rob Halford

Mr. Lordi: Ahahahahah! Il cappello e gli occhiali da capitano di linea. Sì forse in modo subliminale trasmettevo che mi sono ispirato a Rob Halford.

TMI: Facendo un salto nel passato, quando hai capito che era il momento di fondare i Lordi?

Mr. Lordi: Dunque, io ho suonato in altre band i cui componenti erano più influenzati dalla scena Thrash Metal e dalle sonorità più dure. Come ti dicevo a me invece piaceva la melodia e la teatralità di band come Kiss, Twisted Sister, Alice Cooper ecc. Non potevo quindi portare le mie melodie in quel tipo di band perché avevo bisogno di una base Hard Rock per suonare le mie idee. Poi ho incontrato Amen e ho trovato quindi la prima persona interessata a suonare quello che avevo in mente. Poi abbiamo iniziato a trovare gli altri componenti ed il resto è storia. All’inizio è stata dura ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Voglio dire, ce l’abbiamo fatta nel senso che la band era completa, che quello che volevamo fare era pianificato, che i nostri costumi erano pronti ecc. Il successo mondiale, come ben saprai, è arrivato molto dopo ma alla fine possiamo dire che è andata bene e che con un po’ di pazienza le mie idee si sono realizzate.

TMI: Direi di sì. Visto che il tempo sta stringendo e prima che il vostro tour manager ci faccia fuori ti faccio l’ultima domanda. Molti di noi hanno perso degli amici e delle persone care, nel vostro caso si parla quindi di componenti del gruppo e quindi intendo Otus. Ti va di ricordalo qui e di raccontarci qualcosa di lui?

Mr. Lordi: Beh, musicalmente parlando era un batterista eccezionale. Posso tranquillamente dire un batterista Metal eccezionale. Per quanto riguarda il suo carattere era un tipo molto chiuso in sé stesso e molto per le sue ma che aveva dentro Dottor Jekyll e Mr. Hyde. Me n’ero accorto già dalla prima volta che ci ho parlato al telefono che era una persona difficile ma c’erano delle volte che era estremamente attivo ed altre che era veramente chiuso in sé stesso. A volte bastava che bevesse qualcosa e cambiava radicalmente il suo modo di essere. Per quanto riguarda la professionalità a livello musicale non ho nulla da dire ma per quanto riguarda il resto era molto difficile come persona. Non posso negare che ci sono comunque bei momenti che abbiamo condiviso assieme e che è stato un duro colpo quando se n’è andato.

TMI: Ok Mr. Lordi! Abbiamo finito e grazie del tuo tempo. Ti auguriamo il meglio e ti ricordo una cosa. Ricordati di leggere l’ultimo libro di Paul Stanley.

Mr. Lordi: Grazie a voi per questa simpatica chiacchierata e appena finisco il tour stai tranquillo che la prenderò

Come sempre, le persone che vengono dal Nord Europa si dimostrano sempre essere le più gentili ed accomodanti. In bocca al lupo ai Lordi e al prossimo show.

[Girli]

Lordi – Scare Force One (AFM 2014)

Tremate, tremate, le streghe sono tornate! In questo caso però più che di streghe, si tratta di mostri!
Nuovo lavoro dalle lande sperdute di Rovaniemi, Finlandia, nuovo lavoro in casa Lordi!
A poco più di un anno di distanza dal potente “To Beast or Not To Beast “, la risposta hard rock ai ben più noti Kiss, torna a farsi sentire con questo buon “ Scare Force One”.
Ad un primo ascolto si nota subito che il nuovo disco prende leggermente le distanze dal precedente lavoro, che brillava nella discografia dei Lordi per potenza  , rassestandosi su sonorità più melodiche e tipiche per la band finnica pur restando “in your face” quel tanto che basta per renderlo godibile a chi, come me, predilige un certo impatto sonoro ed una discreta velocità.
Andando più  nel profondo il disco è tipicamente Lordi style, melodie e riff che ti risuonano nel cervello per giorni e  testi che strizzano l’occhio pesantemente a tematiche horror, cantati dalla graffiante ma mai eccessiva voce di Mr Lordi. Dietro le pelli e alla tastiera, troviamo i componenti più estremi (se così si può dire) della band, che condiscono le atmosfere create dai colleghi, con ritmiche più dirette e veloci (e qualche sprazzo di doppia cassa che non guasta mai) e con quei duetti chitarra-tastiera che tanto piacciono ai finlandesi.
Lavoro accattivante e che non stanca, questo “Scare Force One” si assesta al secondo posto nella mia personale chart dei dischi dei Lordi, preceduto ovviamente dall’ottimo “To Beast or Not To Beast”.
Se vi piace l’hard rock, questo due dischi non possono mancare nella vostra collezione!

7/10

Tracklist

01: SCG7: Arm Your Doors and Cross Check
02: Scare Force One
03: How To Slice A Whore
04: Hell Sent In The Clowns
05: House Of Ghosts
06: Monster Is My Name
07: Cadaver Lover
08: Amen’s Lament To Ra II
09: Nailed By The Hammer Of Frankenstein
10: The United Rocking Dead
11: She’s A Demon
12: Hella’s Kitchen
13: Sir, Mr. Presideath, Sir!

Lineup

Mr. Lordi – Vocals
Amen – Guitars
Ox- Bass
Hella – Keyboards
Mana – Drums

[Neni]

SEPULTURA – Aggiunta una data a Milano a Luglio

*** Riceviamo e pubblichiamo ***

Hellfire Booking in collaborazione con Associazione Musicale Costa Ovest & Eg Production è felice di annunciare il ritorno dei:

– SEPULTURA
www.facebook.com/sepultura

Nati nei primi anni ’80 in Brasile, i SEPULTURA sono ancora oggi considerati come un punto di riferimento per il Metal e tutte le sue sfaccettature, visto che la band nei suoi oltre 20 anni di carriera è riuscita ad esplorare con successo tutti i sottogeneri del Metal stesso. La loro fama si deve senza ombra di dubbio ad una album in particolare, “Roots”, che nel 1996 riscosse un successo enorme di vendite e critica. Dopo periodi di silenzio e indiscrezioni continue, i SEPULTURA decidono di tornare in pista primi anni 2000, rilasciando anche nuovi lavori. Le loro performance live della scorsa estate sono ancora ben impresse nella memoria di chi ha assistito ai loro live, talmente intensi da far ricredere anche i più scettici nostalgici di Max Cavalera.

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27.07.15Circolo Magnolia, Circonvallazione Idroscalo 41,Segrate,Milano

Prevendite disponibili sui circuiti Ticketone.

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Per informazioni:

www.hellfirebooking.com

info@hellfirebooking.com

DOPE DOD – Il 4 Aprile al Vidia di Cesena

*** Riceviamo e pubblichiamo ***

 

Hellfire Booking in collaborazione con Machete Productions è orgogliosa di presentare:


– DOPE DOD

www.facebook.com/dopedoddopedod

Molti di voi li conosceranno,altri ancora no..DOPE DOD è il nome che negli ultimi mesi sta mettendo a ferro e fuoco il panorama dell’Hip Hop Mondiale.
Provenienti dall’Olanda,terra famosa per gli eccessi il combo hardcore composto dai 3 Mc Skit Vicious,Jay Reaper e Dopey Rotten torna a farci visita per un’unico appuntamento il prossimo 19 Aprile al Vidia Club di Cesena accompagnati da alcuni special guest del panorama Italiano per una serata unica.

I 3 di Gronigen diventati famosi negli ultimi anni per il loro mix unico tra Hardcore Hip Hop accompagnato da sonorità Dubstep/Drum’n Bass e Jungle si sono fatti  conoscere ultimamente anche per le diverse collaborazioni fatte con il rapper nostrano Salmo e Big Names del Rap come Onyx,Sean Price e Redman.

Dopo la loro ultima apparizione lo scorso settembre al 6° Compleanno dell Hip Hop Tv in compagnia della Machete Crew  Jay Reaper & Soci passeranno in Italia per una serie di appuntamenti imperdibili prima della prossima estate.

Conosciuti per le loro performance dal vivo, con oltre 150 concerti alle spalle in pochi anni,tour di spalla a nomi come Limp Bizkit e Korn i DOPE DOD durante quest’appuntamento speciale presenteranno alcuni dei loro pezzi nuovi estratti dal loro ultimo mixtape “Master Xploder” accompagnati dai loro più grandi successi.

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04.04.15 – Vidia Club,Via San Vittore,1128,Cesena

Evento Fb: www.facebook.com/events/882319598454195/

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Prevendite disponibili sui circuiti Ticketone.

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Per Informazioni:

www.hellfirebooking.com

www.facebook.com/hellfirebooking

info@hellfirebooking.com

www.vidiaclub.com

www.macheteprod.com

Valhall – Red Planet (2009)


Non so perchè, ma quando parte il disco Red Planet mi immagino sempre questa scena.
Fenriz che si siede sulla sua poltrona preferita, quella con la pelle d’alce, e incomincia a bere come un marinaio appena rientrato in porto. Quando il caro Fenriz è abbastanza lesso da non capire più un cazzo di quello che sta succedendo intorno a lui, entrano nel suo appartamento personaggi a caso e incominciano a maltrattarlo a suon di Perry Como, droghe pesanti, l’intera congrega del Rancho de la Luna che gli passa dei bong che stordirebbero Jimi Hendrix nella sua forma più smagliante e qualcosa di simile ad un totem del baffo più famoso al mondo (e colui che, ci mancherebbe, veneriamo ogni volta che sentiamo un riff degno di questo nome: Tony Iommi, lunga vita Riffmaster). Svegliatosi da questo tremendo trattamento carnal-droga-musicale, il povero Fenriz è pronto per dare alle stampe un nuovo disco dei Valhall, la sua band frichettona, quella non deve fingere di non essere più un certo Hank Amarillo.
Il risultato della pesante sessione di droghe e fresco nordico è proprio questo Red Planet, un prodotto che non stona in nessuna compilation, proprio perché è difficile trovarcelo. Diciamocelo, non è che tutti gli ascoltatori di stoner/doom psichedelico gli vien in mente subito il gruppo di Fenriz, peccato perché fra colonne sonore per Hotel di infima categoria (Rohypnol) in cui la battona con meno malattie è da estrarre al lotto e cavalcate psichedeliche ma sorvegliate benevole da The Man himself (sì, sempre lui: Tony Iommi), questo disco dei Valhall riesce a farsi apprezzare appieno. Non ha le caratteristiche classiche dello stoner modello Kyuss o Orange Goblin et similia, ma ha un gusto più morbido, una buona e sana balla tranquilla, questo è il gusto che ti lascia. Una sbronza buona.
E poi sono l’unico che, ad un certo punto, ci sente dentro un richiamo cazzuto ai Mercyful Fate?! Probabilmente sì visto che mi vengono in mente ogni volta che sento partire quei falsetti…
I Valhall sono l’afterparty perfetto dopo una session devastante di droghe e alcool. Sono morbidi e psichedelici, ma hanno ancora il tiro giusto per far contento chi vuole sentirci dentro i riff e la circolarità.

LOUDER THAN HELL – La storia orale del metal (Arcana – 2012)

Chi meglio può raccontare la storia del metal se non chi la vissuta e scritta? Nessuno. Quindi questo libro (scritto dal duo John Wiederhorn & Katherine Turman), che racconta la storia del metal attraverso le parole dei suoi protagonisti è perfetto.
Tenendo conto poi che le citazioni riportate sono prese da una quantità di artisti veramente vasta, e
che viene spazzolato un ampissimo range di sottogeneri , dall’hard rock al black passando per lo street all’hardcore metallizato e via dicendo, e che il tutto è impaginato in modo da rendere la lettura molto scorrevole e piacevole non mi resta di consigliarvelo vivamente.
Unica nota: il più sano qui dentro c’ha la rogna, ma è anche per questo che ci piacciono tanto questo genere di storie, no?

[Skan]

The Resistance – Scars (Ear Music – 2013)

Perchè procurarsi questo disco?
Perchè chi ha la mia età e ha fatto il mio percorso musicale, leggere che un disco è scritto e suonato da Strömblad e Ljungstöm, ti viene voglia sicuramente di ascoltarlo. Per gli altri bisogna precisare che i due in questione erano i “gestori” dei primi IN FLAMES, periodo “Jester Race” e “ Whoracle”, e qui è detto tutto. C’è qualcosa di quegli album in questo cd? Poco poco, diciamo che si sente qualche melodia “svedese”, per il resto è una corsa death-­thrash­core, senza un attimo di tregua. Cd di questo genere c’è ne sono a bizzeffe, non è niente di nuovo o di speciale, sicuramente già sentito, però è ben suonato e i pezzi ci sono tutti. E’ il classico disco che ti metti in macchina per fare l’autostrada tirando su la lancetta del contachilometri e urlare il ritornelli ad ogni cambio marcia.

[Skan]

Behemoth – The Satanist (Nuclear Blast – 2014)

Rientro sul mercato dei polacchi Behemoth, ormai nomi grossi della scena, con il Leader Nergal ormai VIP in patria. Cosa ci si aspettava? E cosa ci si è trovato? Sicuramente il precedente “Evangelion” non era un gran che, però chi ha visto i Behemoth dal vivo si è sicuramente reso conto della coesione del gruppo e della capacità di creare atmosfera, ecco la loro forza dal vivo è proprio l’atmosfera sulfurea che riescono a creare. Sono riusciti a riproporre tale atmosfera su questo disco? Si. Pienamente.
Nonostante l’iperproduzione, le forti orchestrazioni, le trombette ecc. in The Satanist si sente pienamente l’atmosfera pesante e oscura che i Behemoth hanno dal vivo e che avevano su quei capolavori a nome “ZIA COS KULTUS” e “SATANICA”. Come riescono a crearla? Non l’ho capito. Perche le canzoni sono su ritmi più “semplici”, c’è molta melodia, ci sono molte parti “cantabili”, ma tutto funziona, è tutto funzionale, e ti rimane nelle orecchie e nella testa, ma rimanendo comunque un album di metal estremo e s­a­t­a­n­i­c­o.
Citare un titolo o un altro, qui non ha senso, questo disco va ascoltato dall’inizio alla fine, in quanto mi sembra strutturato per essere cosi assimilato, dalla cadenzata “Blow your trumpets gabriel” fino all anthem finale “O father o satan o sun”, dategli assolutamente un ascolto!!

[Skan]