Lodare Satana con i Necrophobic

Cosa avete fatto il 1 maggio 2015 per la festa dei lavoratori?

Noi di TheMurderInn, in incognito questa volta, siamo andati a vedere il concerto degli svedesi Necrophobic. Mentre millemila persone perdevano vista e voglia di vivere davanti al concerto del 1 maggio di Roma, ecco che una Panzer Division della corazzata TMI si muove verso Sud (Brescia) e va al Circolo Colony per un festival death/black.
Il festival del “Concerto del 1° Maggio” in casa Colony è ad alta percentuale italiana, con headliner e gruppo di spalla stranieri.
Il sottoscritto ed il buon Skan raggiungiamo la meta giusto in tempo per sentire qualche nota dei primi due gruppi (Ekpyrosis e Eternal Samhain) che, per questioni di deontologia professionale (scarsa o assente), non commentiamo. Sarà per la prossima volta ragazzi!
Ritorniamo in pista per l’esibizione dei Voltumna, band che unisce death, black e suggestioni etrusche. I ragazzi si sbattono e cercano di trovare una via personale al classico “Satana, morte, distruzione“, cosa che comunque è sempre ben accetta. Il risultato finale è un prodotto ancora acerbo ma suonato abbastanza bene.

Dopo un paio di band d’apertura, ecco che incominciano a salire act più conosciuti nell’underground italiano.

I primi a calcare il palco sono i Black Flame. L’esperta band torinese parte un po’ spenta, forse a causa dei suoni non eccellenti (problema che ha azzoppato un po’ le band d’apertura, ma che ha miracolosamente risparmiato i Gravecrusher e Necrophobic), ma poi si riprende e sciorina un 40 minuti furenti e ben eseguiti. Il salto di qualità ed esperienza si sente e giudicare i Black Flame di un livello superiore è vincere facile.

Seguono i Darkend. La band emiliana, attiva quasi da 10 anni ormai, si presenta con uno dei palchi più addobbati di una rassegna molto chitarra-amplificatore-suonare. Fra teschi, candele, pentacoli e ghiaccio secco, il palco sembra un vero teatro dell’orrore, il momento culmine di un rituale satanico in pieno stile. I Darkend sparano un black metal sinfonico, in cui il riffing è il centro di tutto. Menzione speciale al cantante che si sbatte per unire allo scream anche molte pose teatrali. A mio gusto preferivo i Black Flame, ma il pubblico a seguire i Darkend era numeroso e va dato atto alla band di aver dato tutto.

Con i Darkend finiscono i gruppi italiani presenti al Concerto del 1° Maggio del Colony.

I primi a calcare il palco sono gli ungheresi Gravecrusher. Formatisi da poco, ma con esperienze personali che mettono radici negli anni 90, la band ungherese martella il pubblico in sala con 40 minuti di death metal sano, ruspante e ignorante quanto basta. Si sentono i riff lerci, gli stacchi e ripartenze, il groove e i testi gore/horror. In altri termini, quello che ci si aspetta dal death metal. I suoni diventano molto più chiari e tutto smette di essere così impastato come per gli opening-act italiani. Efficaci e brutali, una bella prova. Skan approva così tanto da donare alla causa i suoi Euro e prendersi EP, magnete e maglietta. Si supporta l’underground,figlioli.

Veloce cambio di palco ed ecco salire gli svedesi Necrophobic. Ammetto con rammarico di non averli mai visti dal vivo con la formazione originale o una delle sue precedenti versioni, ma non dispero. Si guarda quel che si può. Il cantante non è quello che ha registrato il disco (Tobias Sidegård è stato mandato via dalla band a causa dell’aggressione domestica a danno della sua compagna) e della formazione originale rimane solo il batterista. Ad affiancarlo un gruppo di vecchie volpi da palco: Anders Strokirk alla voce (già vocalist dei Necrophobic all’inizio della loro avventura – dal 1992 al 1994), un immobile Alex Friberg al basso e Fredrik Foklare alla chitarra, conosciuto per la sua militanza negli Unleashed. Il set copre le diverse epoche della band, sia il prodotto più recente, Womb Of Lilithu del 2013, sia estratti da The Nocturnal Silence e Darkside.
Non posso non menzionare le facce di Strokirk, le sue espressioni erano uno spettacolo nello spettacolo.
A parte le note di spirito, il livello dei Necrophobic è talmente alto, grazie anche ad una prestazione superlativa di Friberg, che li pone fuori concorso. Dove per i Necrophobic suonare QUEL tipo di swedish death/black è naturale, per gli altri è sempre uno sforzarsi. Non saprei come spiegarmi meglio, dovrei chiedere al buon Skan di intervenire.
Sentire la potenza di brani come Revelation 666, Asmodee, la stessa Darkside o The Ancient Gate è qualcosa che ravviva l’animo e fa sentire la presenza del Grande Capro in tutta la sala.

Ultima cosa prima dei saluti: sempre buona l’organizzazione del Circolo Colony. Tanto di cappello per la gestione spazi, ritmi e tranquillità del locale. Complimenti.

Se siete rimasti a casa a guardarvi il concerto del 1° maggio, ed eravate in tanti visto che il Colony non era pienissimo, vi siete persi l’unico modo intelligente di santificare il lavoro: ascoltando, corna al cielo, ampie lodi a Satana.

4 pensieri su “Lodare Satana con i Necrophobic

  1. Pingback: Tsaaaar Bombaaaa e far passare l’estate a perdere vertebre. Necrophobic – Mark Of The Necrogramm (2018) – The Murder Inn

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