Clutch – Robot Hive / Exodus

Fuori piove come Dio la manda (perché è Dio che manda le cose brutte, Satana ci regala il rock… ricordatevelo) e io guardo il calendario con fare distratto. Il problema è che come sottofondo ho i Clutch e per la precisione Robot Hive /Exodus. Il problema non sono i Clutch, sia lode a loro, ma al fatto che mi distraggono da quello che devo fare.
Per questo motivo ho mandato a fanculo quello che dovevo fare e mi sono messo a scrivere. Perché non potendo uscire con la decapottabile (non ce l’ho), braccio fuori dal finestrino e una costina di maiale che mi imbratta la barba a causa del tempo voluto da Dio, allora accendo un cero ai Clutch e li ringrazio perché la loro musica mi porta fuori da queste quattro mura.
Uscito dopo la deflagrazione di Blast Tyrant, un disco per certi versi più semplice dei precedenti (semplice nel sacro modo di vedere dei Clutch, non nella maniera cazzara dei millemila gruppi che escono e pensano che una scorreggia sia l’equivalente di un grande prodotto), Robot Hive / Exodus si lascia la barba musicale con pettini di puro blues e non smette di farlo fino alla fine del disco. Neil Fallon e soci sono bravi a sfoderare un cocktail micidiale che unisce le suddette dodici battute del Diavolo con funk, accenni stoner e quella grande aggiunta chiamata Hammond/organi vari.
Il suono precedente era caldo, umorale, avvolgente, tanto da sentirtelo scorrere giù per il gargarozzo come un cazzo di whiskey, ma la nuova versione con Hammond è totale.

Non sto recensendo, abbiate pietà, qua stiamo parlando di uno dei gruppi che sta facendo la storia anche adesso… a distanza di 22 fottuti anni.

Ci sono ancora i pezzi orecchiabili, quelli maledetti come Mice And Gods, che ti prendono per il culo facendoti credere che potresti arrivarci anche te a scrivere un brano così semplice, ma sono i Clutch che l’hanno scritto e si sente. Se poi ci mettete che sono forse uno dei pochissimi gruppi che conosco ad essere riusciti ad inserire in una canzone un ritornello come “10001110101“!!

Ma i Clutch non si lasciano blandire dalle facilonerie del pezzettone facile, loro vogliono prenderti e mandarti KO con i loro dischi. Ecco che troviamo brani dalla fortissima componente funk e blues, torridi come trovarsi in un locale pieno di spogliarelliste nel pieno del deserto e altrettanto efficaci nel metterti ben bene sdraiato sul divano… non fosse altro per il suono liquido fornito in maniera da Mick Schauer con i suoi tasti d’avorio.

Pensate bene ad una cosa: i Clutch, dopo dischi ottimi come questi, non si sono adagiati a contare monete e/o scrivere dei brani inutili tanto hanno comunque una Burning Beard da sparare fuori al momento opportuno, ma si sono presi il disturbo di accelerare così tanto da tirar fuori dischi come Earth Rocker del 2013. Giusto per dire: dopo vent’anni vi facciamo ancora il culo.

Amen.

[Zeus]

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9 pensieri su “Clutch – Robot Hive / Exodus

  1. Pingback: Clutch – Earth Rocker (2013) – The Murder Inn

  2. Pingback: Weaponized Funk! Clutch – Book Of Bad Decision (2018) – The Murder Inn

  3. Pingback: Quante volte dobbiamo ribadire la grandezza dei Clutch? The Elephant Rider (1998) – The Murder Inn

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