Un tempo il metal era molto più verde – la rassegna del 2015 di TheMurderInn

Quest’anno, perché è il 2015, perché siamo l’inverno sta arrivando (come dicevano in una serie televisiva, ma qua sembra che sia l’equivalente della tipa figa al bar che te la fa annusare e poi se ne va via) o per qualsiasi motivo, fra cui che ne abbiamo voglia, facciamo un piccolo resoconto, una sorta di un-due fra il buon Skan e il sottoscritto Zeus. Non vogliatecene male, ad una certa età (nonostante molti pareri contrari), si tirano le somme… e il risultato non viene mai.

Skan:

Il 2015.

Riassuntone di fine anno.

Più passano gli anni e meno si ringiovanisce.

E come ogni fine anno si va con la memoria agli anni passati e si dice mugugnando tra sé e sé: ” Ma quest’anno è uscito un capolavoro?” che ne so, giusto per rimanere nella mia generazione, “un altro NOLA, un altro NIGHTFALL IN THE MIDDLE EARTH, un altro DE MYSTERIIS DOM SATHANAS, un altro MUTTER, un altro LEVIATHAN??”. No, effettivamente no. Quindi che bisogna fare? Automutilarsi nella disperazione più totale? Non ascoltare più metal? Andare al bar, bere, e ammorbare un povero avventore con la storia che una volta il metal era molto più verde rispetto adesso, e i nuovi gruppi copiano solo i vecchi gruppi e per questo c’è stato un inverno caldo? A mio parere niente di tutto questo, perché:

A) Quei dischi di cui si diceva prima esistono ancora, quindi se vuoi ascoltarteli basta inserire la cassetta nel mangianastri e lasciarsi travolgere. Sono capolavori, e in quanto tali funzionano oggi come allora.

B) Di roba decente quest’anno ne è uscita, a me sono piaciuti un sacco SULPHUR AEON, PARADISE LOST, il live dei ROTTING CHRIST, e devo ancora ascoltarmi CLUTCH e un sacco di altra roba.

C) Continua il trend positivissimo dei piccoli eventi/ concerti. Mai come in questi anni ho visto il fiorire di eventi/concerti (in Italia e all’estero) di piccola media taglia, fatti da fan per i fan. Che ne so, avete visto il bill del Fosch fest 2015, o lo United as One in Emilia Romagna, o uno dei innumerevoli festival minori in Austria, o in Germania o nell’Est Europa? Questi a mio avviso sono attualmente la linfa vitale del metal. Ormai dischi ne escono a valanga, di ogni genere e sottogenere, ma la qualità del gruppo la si vede solo su un palco. E se l’ambiente è ristretto e l’atmosfera è quella giusta, la miscela diventa TNT. Quest’anno sono andato al Kaltenbach in Austria, ed è stato più rigenerante che una seduta dallo psicanalista dentro una Spa.

D) E’ inutile fare riflessioni da talk show sulle uscite di quest’anno, anche se divertenti e/o piacevoli, sono completamente inconcludenti. Intanto, non mentiamoci visto che abbiamo un età in cui è richiesto fare i seri, il metal per noi è una dipendenza. Potrebbero seguire 5 lustri in cui non vengono stampati proprio dischi e noi riusciremo sempre a trovare qualcosa di cui nutrirci, anche a costo di autoprodurcerlo in cantina. Pertanto se non uscirà un capolavoro neanche il prossimo anno, è lo stesso, uscirà quello dopo, o chissà quando, ma si troverà sempre qualcosa con cui scapocciare allegramente.

Propositi per l’anno nuovo? Approfondire il punto C, nei limiti concessi da età-soldi-famiglia. (Capito Zeus 🙂 ? )

E quindi pertanto, il mio consiglio in modello anziano da bar, è approfittate del trend ” eventi minori in aumento”, uscite dai social network, fatevi qualche chilometro e una/due sere in tenda o albergo, vivetevi il metal, che non c’è niente di più bello che staccare dal mondo reale (TM) e andarsene per un po’ sotto un palco, ascoltare qualche gruppo che si sbatte versandovi in faccia tutta quell’energia e violenza e facendovi vibrare all’unisono con tutta la folla.

Ci si vede l’anno prossimo, statemi bene.
Skan

Zeus:

Ad un certo punto della vita si cerca di tirare una linea fra buoni e cattivi, lo fanno tutti. Io non ce la faccio, sarà che in questo 2015 ho dato più spazio all’ignoranza manifesta dentro di me, sarà che non ho più la voglia di mettermi a giudicare qualcosa, guardarmi alle spalle e vedere chi ha fatto cosa e come nel metal è un po’ il gioco dell’Indovina Chi?. Prima ti prende, poi incominci a scassarti le balle perché tanto è sempre quello con gli occhiali e i baffi.
Procedo anche io a punti, mi ispiro (e copio) il mio socio… perciò vi potete trovare a vostro agio come quando comprate in maniera compulsiva merdazza al Discount.

A) Uscite interessanti ce ne sono state, non posso dire niente. Dischi che ti prendono e ti lasciano con i denti sulla portiera, ecco, questo forse no. Passato il momento? Forse. Passato il trend? Non credo. Penso che confrontarsi con giganti come i dischi passati (e citati dal buon Skan nel suo intervento) è impresa ardua e allora tanto vale prendere e far uscire il meglio possibile. Tanto ci sarà sempre lo stronzo che dirà: “questo disco non è come Master Of Puppets” o “sarebbe bello che uscisse un nuovo Vulgar Display Of Power“. Cazzo. Se li volete ascoltare, sono a vostra disposizione! Prendete la mano, prendete il Cd, mettetelo nello stereo e fanculo, avete la vostra musica preferita.
Se invece siete propensi solo allo sport nazionale della critica a cazzo di cane, la mano, invece che metterla sul CD, potete mettervela nella chiappe e suonare la lambada.

B) Mi accodo al buon Skan per le uscite Top di quest’anno: Sulphur Aeon, il live dei Rotting Christ, i Paradise Lost (che non ascoltavo da una vita e che adesso hanno persino la residenza nel mio Ipod grazie all’ultimo disco), i Clutch (che sono riusciti nella difficile prova di non sfigurare di fronte ad un disco imponente come Earth Rocker – sempre loro – e perciò ancora più dura dal punto di vista della qualità). Grazie al Kaltenback Open Air ho scoperto una grande band: i C R O W N. Questa band mi sta ossessionando da mesi e non riesco proprio a tirarla via dai miei ascolti settimanali. Cazzo, sti francesi sono riusciti a tirarmi dentro nel loro loop infernale.
Uno dei vincitori, nonostante una batteria che con il passare del tempo mi fa storcere il naso (preferivo quella sul disco precedente), è Frontschwein dei Marduk. Ormai li ho visti X volte dal vivo e continuano a piacermi e non mi importa assolutamente di tutte le critiche che li piovono addosso da anni.

C) Concordo ancora con Skan per quanto riguarda la questione festival e concerti. Non è vero che il metal sta morendo e che non ci sono più eventi. Il fatto è che, spesso, si è troppo pigri per prendere la macchina, farsi x chilometri e vedersi la band che si supporta. Arrivi al bar e vedi i metallari da bancone (quelli che sono Trve ma che non si muovono neanche con la gru) e senti critiche sullo stato del metal. Ma porco il demonio, muoversi? Non è che tutti i concerti arrivano sotto casa e, quando arrivano, spesso e volentieri sono disertati per qualche ragione (spesso anche valida, almeno nella mia zona). I concerti minori, i festival meno rinomati e pubblicizzati (il Kaltenbach di quest’anno è stato un vero toccasana per mente e corpo, sia lodato il Grande Capro per questo) hanno delle line-up incredibili e continuano a macinare metal e buone proposte (non so se lo sapete, ma anche quest’anno il Fosch Fest spara un bill mica da ridere e non ha i prezzi extra di altri festival più quotati).

D) Prossime uscite? Io aspetto, come ogni volta, il nuovo dei Rotting Christ (RITUALS) anche se, dalla preview che ho sentito, suona molto come un mix di cose già sentite. Ma cosa volete farci? I Rotting Christ hanno un credito illimitato e perciò non mi faccio influenzare dal singolo (sempre il brano peggiore del disco) e aspetto l’uscita e fanculo, tanto sti greci si autocopiano riff, assoli o testi da quando hanno iniziato. E producono sempre cose incredibili.
Il resto? Non ha importanza. Se esce qualcosa è tanto di guadagnato, se non esce niente, beh, ci sono sempre i grandi classici da ascoltare o qualche cosa di non propriamente ributtante uscirà nel 2016. Perché farsi il fegato amaro adesso? E a che pro?

I propositi dell’anno nuovo di Skan sono in linea con i miei. Punto.

Cosa posso dire come chiusura? Che essere dei superfan del metal su Facebook è l’equivalente di andare in giro a vantarsi di aver scopato dopo aver visto un porno. Lo so, lo dicono già con quella cosa del suonare del DJ, ma cazzo, mica posso inventarmi tutto. Il mio consiglio è sempre lo stesso: meno pippe mentali su Facebook e più chilometri su strada, più concerti (grandi o piccoli, scegliete voi) e più attività vera e propria del metal. Si supporta anche con piccoli gesti: comprare un CD ogni tanto, andare a vedersi un concerto ogni tanto, cercare di fare proseliti da inviare nelle grandi armate di Satana contro il Dio cattivo e iracondo. E fanculo al LIKE su Facebook.

Stay brutal,
Zeus

[Skan & Zeus]

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