Anvil – Anvil is Anvil

In uscita il 26 febbraio 2016 il sedicesimo album in studio della heavy metal band canadese Anvil. Per tradizione, tutti i titoli dei loro album sono composti da tre parole, e anche questa volta non fanno eccezione, intitolando il loro nuovo lavoro Anvil is Anvil.

Gli Anvil sono una di quelle band che non sono riuscite a fare il passo che gli avrebbe portati nel Valhalla della musica. Hanno ispirato molte band, tra cui Metallica, Slayer, Anthrax e molti altri. Caduti un po’ nel dimenticatoio, tornano alla ribalta dopo il docufilm Anvil the story of Anvil del 2009, dove si racconta la tragicomica storia della band, con i due fondatori Lips Kudlow e Robb Reiner, costretti a fare rispettivamente l’autista e il muratore per vivere. Memorabile il prologo, dove racconta come nel 1984 le più famose band del momento tra le quali i Whitesnake, Scorpions e Bon Jovi, parteciparono a un grande festival in Giappone. Tutti hanno avuto un enorme successo e venduto milioni di dischi…tranne gli Anvil.

Dopo questa lunga introduzione, forse un po’ fuori tema, ritorniamo a Anvil is Anvil. Devo confessare che non mi aspettavo nulla di differente dagli ultimi 15 album del gruppo: un buon classico heavy metal, riff potenti, ritornelli orecchiabili e assoli pentatonici. Appena iniziato ad ascoltarlo invece la sorpresa. Il primo pezzo, intitolato Daggers and Rum, parte con risate e rumori da bar piratesco e subito dopo l’intro inizia questa pirate metal song. Vuoi vedere che questo album veramente porterà quel sound nuovo alla band, che servirebbe veramente per farli uscire dagli anni 80? Dopo i cinque minuti abbondanti di Daggers and Rum, parte il secondo pezzo intitolato Up, Down, Sideways, canzone molto sul stile Motorhead sia nel modo di suonare che nel modo di cantare. Finite queste due chicche si passa a Gun Control, pezzo heavy abbastanza lento e pesante e a Die For A Lie, con il suo testo sull’esistenza di Dio di una banalezza disarmante, un po’ come la musica e agli assoli..meglio passare alla prossima, Runaway train, che insieme a Zombie Apocalypse e It’s Your Move suonano molto bene, senza molte variazioni di stile.Lo stesso vale per Ambushed, mentre qualche sorpresa la troviamo su Fire On The Highway, con un ritornello piacevole che poco si lega però alla ritmica iniziale.Con gli ultimi due pezzi Run Like Hell e Forgive Don’t Forget giungiamo alla fine dell’album ed è tempo di tirare le conclusioni.

Anvil is Anvil è semplicemente l’ennesimo album degli Anvil, dove dopo 16 album che poco si differenziano uno dall’altro, continuano a sfornare dischi oramai standardizzati efuori dal tempo per continuare a galleggiare nel mondo della musica. Tranne le due chicche iniziali, il disco non mi è piaciuto molto, o meglio, mi è piaciuto come tutti i lavori degli ultimi 25 anni, che tranne poche eccezioni possono essere definiti come una sola lunga canzone dalla durata di un quarto di secolo.

Voto 5,5

Tracklist:

“Daggers And Rum”
“Up, Down, Sideways”
“Gun Control”
“Die For A Lie”
“Runaway Train”
“Zombie Apocalypse”
“Its Your Move”
“Ambushed”
“Fire On The Highway”
“Run Like Hell”
“Forgive Don`t Forget”

[Manuel]

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