Tool – 10.000 Days


In questo periodo sto guardando l’archivio di TMI e noto che ci sono delle mancanze. O mi sono fumato la trielina o sono sparite nel buco nero di TheMurderInn… in ogni caso manca 10,000 Days dei TOOL all’appello.
Questo disco l’ho praticamente fuso nel lettore. All’inizio avevo un rapporto conflittuale con questo disco: dopo due bisonti come Aenima e Lateralus, è difficile uscirsene con un disco efficace. Da qui il mio iniziale disamoramento per 10,000 Days. Le tracce “Wings For Marie” e “10,000 Days” erano troppo lente, “Rosetta Stoned” troppo particolare, “The Pot” troppo semplice… Tutte opinioni che, con l’ascolto, ho cambiato.
Se la doppietta iniziale di Vicarious e Jambi settano il disco su un progressive metal molto groovy, il lento flavour etereo di Wings Pt. 1 e Pt. 2 sono un binomio che stacca e si staglia sul resto del disco. Non si recepisce subito la grandiosità delle due canzoni, ma pian piano ti infettano e ti ritrovi a tendere l’orecchio e aspettarti quella lentezza e quella fragilità così pronunciata che solo due grandi pezzi dei TOOL sanno fornirti.
Se il finale di un’ideale prima parte del disco può essere vista con The Pot (groovy e efficace), la seconda cinquina di brani mette a fuoco un retroscena quasi da X Files. I temi sono alieni e lo stream of consciousness di Rosetta Stoned ti trasportano su Alpha Centauri, per poi prenderti a calci in culo e farti arrivare oltre l’Universo conosciuto.
Questa è forse la traccia cardine della seconda metà di 10,000 Days, preceduta com’è da due antipasti sonori (Lipan Conjuring e Lost Keys) e seguita da due canzoni come Intension e Right In Two, quest’ultima chiusura ideale delle tematiche aliene del disco.
Viginti Tree, 5 minuti di effetti e rumori che richiamano un silenzio che non esiste nello spazio, ci consegnano un CD che, a tutti gli effetti, non ha niente di cui vergognarsi nei confronti dei grandi vecchi della band.
Tratti negativi? Difficile reinventare sempre tutto, a volte qualcosa richiama Aenima e qualcosa fa intuire una certa vicinanza a Lateralus… ma stiamo sempre parlando di autocitazionismo e, vista la portata dei due paragoni, possiamo tranquillamente chiudere un’occhio su questo fattore.

[Zeus]

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