Artifacts Of The Black Rain – In Flames 20 anni dopo

A sentire quello che fanno adesso, sembrano passati molto più di vent’anni.
Vi giuro, non me lo ricordavo che ci fossero due decadi a separarci dal penultimo, enorme, disco degli In Flames (oh, a me, Whoracle, piace, c’è anche chi lo trova troppo catchy). Senti The Jester Race e ti sale una rogna incredibile a vedere che merdazza hanno tirato fuori dopo (Whoracle a parte, sia chiaro). Canzoni indistinguibili una dall’altra ma, soprattutto, prescindibilissime. Nessuna che possa ambire al ruolo di vessillo della band, da carta d’identità degli svedesi.
Vi ho già raccontato del concerto, terribile, dei Sepultura… non vi avevo detto che c’erano gli In Flames come headliner. Questo solo per farvi capire come gira la ruota della fortuna. Comunque sia, dopo essermi frattura la minchia ad ascoltare la versione più spompa possibile dei brasiliani, ecco che arrivano sul palco gli svedesi. Ho incrociato le dita per tutto il viaggio affinché il concerto fosse quelli “nostalgia” o, almeno, “best of”. Persino quando hanno iniziato a tirar fuori dal cilindro i pezzi nuovi sono rimasto speranzoso, da testone quale sono, di avere un proseguo tutto incentrato sul vecchiume della band.
Serve che aggiungo altro o vi basta il tono miserevole di questo ricordo per farvi capire come proseguì quel dannato concerto? Capisco tutto, ma se hai nel repertorio canzoni come Moonshield, Lord Hypnos, Artifacts Of The Black Rain… (ma, dai, tutto il disco è ottimo), perché cazzo vai a suonare brani da quelle due mezze aberrazioni di Soundtrack o Reroute??
Lo so, dovevo parlarvi di The Jester Race. Lo so, lo so. Ma cazzo, The Jester Race è il PRIMO disco da procurarsi degli In Flames (in qualche modo, giuro… scaricatelo anche, ma tenetevelo la) e se non l’avete mai sentito, o voi che leggete questo blog, almeno fatemi la cortesia di mettervelo in cuffia su YouTube ADESSO. Non dopo, ADESSO.

[Zeus]

Quando uscì, questa era la nuova cosa: giovani svedesi che mischiavano il death metal (svedese of course) con gli Iron Maiden.
E com’era? All’inizio era stupendo, con dischi come questo: melodici ma potenti, con momenti malinconici suonati da dio e ispiratissimi. Una musica da ascoltare quasi in solitaria per assaporare tutte le sfumature. Questo disco, all’epoca, l’ho consumato.
Poi anche questo genere divenne la moda, moltissime uscite di gruppi tutti uguali e inutili (chi ha detto Soilwork??) e i capostipiti , tipo gli In Flames se ne androno via per altre strade (brutte strade, tanto brutte).
Ma questo disco rimane. Ascoltatelo, e ditemi che non asfalta la maggior parte delle uscite di cosidetto death melodico degli ultimi 20 anni? Una sola Moonshield asfalta intere discografie.
Poi qualcuno mi spieghi perche gli In Flames non suonano più canzoni da questo album o da Whoracle dal vivo? Cioè, hai l’Audi top-accessoriata in garage e giri con la Tipo scassata? Misteri….

[Skan]

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13 pensieri su “Artifacts Of The Black Rain – In Flames 20 anni dopo

  1. Questi erano veramente gli In Flames, poi si sono sempre piu’ commercializzati…

    Behold the heart of mine in flames
    A top the highest mountain
    Below the darkest depths
    In the valley of hate I wander
    My frost bitten heart is set ablaze, set ablaze

    Piace a 1 persona

      1. La questione non e’ nostalgia, ma quello che penso e’ che piu’ band se possono avere la faccia di culo di commercializzarsi senza fottersene del passato beh lo fanno. Gli In Flames hanno semplicemente visto che ammorbidendo il sound hanno avuto piu’ vendite,piu’ concerti contenti loro ma alla fine verranno solo ricordati per i primissimi lavori dopodiche’ si qualche canzone carina ma nulla di che. Non ho nulla con gk In Flames che per ora reputo la band che mi ha fatto veramente vivere un concerto indimenticabile all’Unholy Alliance (Thin Eyes Bleed, Lamb of God, Children Of Bodom, In Flames, Slayer).

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      2. Ma certo, se non hai voglia di farti conoscere o vendere o altro, continui a suonare nella saletta prove e sei felice così. Se vuoi vendere, e fare il botto, qualche concessione commerciale la devi fare. Inevitabile questo. Lo hanno fatto tutti… se resti duro e puro, rimani nel circuito underground, ma continui a fare il secondo lavoro.

        Piace a 1 persona

  2. Pingback: Invecchiare bene: In Flames – Whoracle | The Murder Inn

  3. Pingback: Una collezione di perle. Dark Tranquillity – The Gallery (1995) – The Murder Inn

  4. Pingback: Unanimated – Ancient God Of Evil (1995) – The Murder Inn

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