Recensione Novembre – Ursa (2016)

Da più di un mese, cioè dall’uscita del singolo Umana, eravamo in trepidante attesa del nuovo disco degli italiani Novembre. Il disco che, in qualche modo, ne segna il ritorno, dopo 8 anni in cui è successo di tutto, anche all’interno dei Novembre stessi.

Così, con l’innesto in formazione di David Folchitto degli Stormlord alla batteria e di Fabio Fraschini al basso, una delle migliori realtà italiane pubblica questo “Ursa“, disco che, se non musicalmente, tematicamente prende le distanze dal passato, concentrandosi sul rapporto uomo-natura, mutuando il proprio titolo da quello all’epoca previsto per la traduzione francese de “La Fattoria degli Animali” di Orwell.

Musicalmente, questo lavoro suona tremendamente Novembre. I nostri mostrano subito il loro lato migliore in Australis, così come nel singolo Umana, sintesi perfetta di quello che rappresenta questo disco. Arpeggi malinconici accompagnano la delicata voce di Carmelo Orlando nei momenti più mesti del full-lenght, e il tutto è intervallato da qualche consueta virata nel doom-death metal, amalgamando con perizia dolenti dissonanze e voci gutturali.

“Ursa” vive di queste continue tensioni, donando all’ascoltatore un vero e proprio viaggio nelle atmosfere plumbee del quartetto romano. Viaggio che non dovrebbe deludervi, soprattutto se siete fan di vecchia data del gruppo in questione. Un gradito ritorno.

[Somberlain]