Dimmu Borgir – Enthrone Darkness Triumphant (1997)

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Da web

Enthrone Darkness Triumphant dei Dimmu Borgir è uno di questi dischi che, una volta sì e una no, è sul mio iPod, questo la dice tutta sulla potenza che ha questo disco dopo 20 anni di onorato servizio.
La volta no è semplice da spiegare: il suo posto lo prende Stormblåst e ci son pochi cazzi, sarà meno pulito e non si potrà fregiare di avere, in apertura, Mourning Palace, ma quello del 1996 è un cazzo di disco.
Qual’è la forza di E.D.T? Quello che i Dimmu Borgir partoriscono nel 1997, è disco di black metal sinfonico (ma in quel momento anche i Cradle Of Filth erano sinfonici e anche gli Emperor erano considerati precursori del symphonic black metal), suonato bene e prodotto ancora meglio (mai come in questo disco c’è l’unione perfetta di Svezia – Norvegia in un disco, grazie alla produzione lucida lucida ma non plastica dei The Abyss Studios). Enthrone ha le canzoni e tutti sono sugli scudi, per l’ultima volta in assoluto (da questo disco in avanti c’è un progressivo rincoglionimento della band e un declino generale verso un nulla plastico e iper-prodotto).

Mi viene ancora da ridere a ripensare una critica fatta da una rivista specializzata su questo CD: togliendo le tastiere sembra di ascoltare gli AC/DC, togliendo le chitarre, sembra di sentire un gruppo dance.

Le recensioni sono fatte, anche, per essere smentite.

Una cosa che rinfranca è la mancanza delle clean vocals (introdotte con inopportuna quantità con l’arrivo di ICS Vortex al basso – mi immagino Shagrath e Silenoz pensare: “ehi, se ci stavano nelle band di Vortex, perché non mettercele un po’ a caput minchia anche da noi?” e le hanno piazzate a iosa ovunque) e c’è una generale tendenza ad equilibrare le parti suonate con quelle iper-verbose tipiche delle produzioni dei Dimmu Borgir, elemento, quello della iper-verbosità, che si farà sentire con maggiore forza nei dischi dal 2000 in avanti.
Enthrone Darkness Triumphant è un disco che funziona su tutti i livelli: spacca quando deve, ha la componente decadente data dagli arrangiamenti di Stian Aarstad (che ha il merito di suonare su tutti i dischi migliori dei Dimmu Borgir – un caso?) e, soprattutto mi piace ripetermi, ha i pezzi eccellenti.

Ad un concerto di qualche anno fa, dove i Dimmu Borgir nella versione scarnificata (perciò senza cori, nani, ballerine, trapezisti e circo equestre al seguito) hanno riproposto Enthrone Darkness Triumphant per intero, il mio socio di TheMurderInn Skan ha detto una verità assoluta: “Iniziare un concerto con Mourning Palace? Ai Dimmu piace vincere facile“.
Sono d’accordo.
Ed è da 20 anni che continua ad essere vera questa affermazione.

[Zeus]