Cosa è successo in questo 2017

Anche Glenn Benton festeggia (foto da web)

Semplice, ce la siamo presa comoda.
Scherzi a parte, in quest’anno siamo rimasti poco attivi ed è un grande peccato, ma la vita è così. Quando hai vent’anni e molti collaboratori, aggiornare il sito, il blog (che ancora non esisteva) o andare ai concerti/eventi/interviste e via dicendo era un grande gioco. Adesso che i vent’anni sono passati, i collaboratori molto prima e oltre al sito ufficiale (www.themurderinn.it) hai anche un blog, la situazione è complessa.
Abbiamo visto qualche concerto e abbiamo recensito qualche disco, ma i fasti antichi, con recensioni quasi giornaliere, sono andati. Ritorneranno? Vedremo, intanto rimaniamo qua, sempre fedeli ad un marchio – TheMurderInn – che sentiamo come casa, come sinonimo di fratellanza.
Perché TheMurderInn è partita come webzine metal (e così è rimasta) ma è diventata una famiglia.
A tal proposito, in ritardo ma è una nostra caratteristica non andare al passo con i tempi, voglio dire due cose. La prima è semplice: si può iniziare a collaborare, scrivere insieme, condividere un genere musicale serio (il metal) e riderci sopra, questa è la base, il minimo sindacale del voler diventare qualcosa.

Noi di TMI vogliamo persone che diventino parte della famiglia.

E la famiglia di TheMurderInn è diventata più grande e non grazie a collaboratori che pensano di essere stocazzo ma sono solo tristi personaggi (non vi vogliamo, ricordatevelo).
La famiglia di TMI è diventata più grande con I Due Grandi Boss (dicasi coloro che mettono il denaro per mantenere attivo il sito e anima storica di TheMurderInn) che hanno ricevuto una splendida bambina e anche il mio socio di molti viaggi e concerti è diventato padre per la seconda volta (anche se non proprio quest’anno). Anche un’altra ex-collaboratrice di TMI è diventata mamma per la prima volta e, se istruisce la figlia a dovere, forse abbiamo la speranza di qualcuno che recensisce fuori dai confini italiani.
Questa cosa mi rende felice per due motivi:
– il primo è che ci stiamo costruendo i collaboratori in casa;
– il secondo è che quando rincoglionirò del tutto (non credo manchi troppo tempo), e gli eredi finalmente diventeranno abbastanza grandi da seguire la via della mano sinistra in musica, potranno tranquillamente disconoscere le vaccate che ho scritto bollandole come deliri di un pazzo. Cosa che fa sempre fiction e permette almeno una decina di articoli ed evitare il classico blocco dello scrittore.

Prima che mi perdo in vaccate lo metto per iscritto: Auguri di cuore e Congratulazioni.

In musica che cosa è successo invece? Non lo so, visto che sto operando come un gambero e andando indietro invece che avanti, ma qualcosa del 2017 l’ho ascoltato. E, con buona probabilità, abbiamo anche scritto qualcosa (ma non potrei giurarci e, in fin dei conti, non mi interessa molto bullarmi di questa cosa – ci sono già abbastanza siti che sono sul pezzo, aggiornatissimi, e che seguo con curiosità, che garantiscono notizie fresche e recensioni dell’ultimissimo disco).

Cosa possiamo promettere per il 2018?
Non lo so. Sincerità nelle recensioni? Quella è un trademark da quando siamo partiti. Non siamo sponsorizzati da nessuno, non abbiamo fondi statali, provinciali e persino Google ci schifa visto che scriviamo quando vogliamo. Siamo anarchici negli hyperlink, nei video e nella musica. Facciamo quello che ci fa piacere e solo quando ci fa piacere. Potrei dire: TheMurderInn Is Freedom. E vai con festoni e trenini – io faccio la carrozza di coda, ovvio.
Scriveremo, questo sì.
Andremo avanti e indietro negli anni con album che ci hanno formato come metallari e nuove uscite che ci sono piaciute. Andremo a qualche concerto e vi faremo il report.

Una cosa, invece, la devo fare assolutamente ed è scoprire l’anno e il giorno esatto di fondazione di TheMurderInn.
Perché vi direte?
Perché mi dispiacerebbe perdermi il giorno esatto in cui questo sito diventa maggiorenne. L’abbiamo portato alle elementari, alle medie ed infine l’abbiamo visto fare il bullo alle superiori, adesso è il momento di farlo diventare grande.
Come ho sempre detto: 18 anni di presenza online non sono pochi e vorrei festeggiarli in maniera degna. Questo è il piano A per il prossimo futuro.

Nel frattempo, vi faccio/facciamo i migliori auguri di Buon Anno.
Ci rivediamo nel 2018.

[Zeus]

 

Annunci

Medico Peste – א: Tremendum et Fascinatio

L’aria polacca deve essere pregna di particelle anticristiane che, in qualche modo, creano un substrato particolarmente virulento nelle band locali. Gli ascolti degli ultimi mesi sono tutti incentrati su band polacche post-2000 (non è un fattore di rigore, ma è solo una scelta consapevole di “ricerca sonora del nuovo”) e, almeno per una buona metà, il black metal che propongono è una versione mutata di quello che troviamo nelle terre nordiche (Svezia e Norvegia – si va a parare nella maggior parte dei casi) o in terra di Francia. Il black c’è, sia chiaro, ma le band nate o che incominciano l’attività di registrazione dopo il 2000 sembrano orientarsi su un discorso quasi post-black metal, cosa che dilata le atmosfera, rallenta i ritmi forsennati e non coincide, sempre e comunque, con l’adorazione di Satana.
I Medico Peste rientrano perfettamente nella concezione di black metal polacco moderno. Provenienti da Cracovia, il quintetto polacco esce con un primo EP (Graviora Manent) e nel 2012 fa uscire il disco di cui sto parlando.
ℵ: Tremendum et Fascinatio è stato registrato, mixato etc etc da M., mastermind Mgła (nonché datore di lavoro di ben due musicisti dei Medico Peste – recrutati in sede live).
Ma come suona ℵ: Tremendum et Fascinatio? Il suono è potente, registrato bene, abbastanza pulito e lontano mille miglia dal classico suono da scantinato del black norvegese. Se vogliamo tirar in ballo il Grande Nord, le coordinate sono più svedesi che altro. Ma non è tutto, visto che nel grande calderone di Tremendum et Fascinatio incontriamo anche scorie tratte dai Kriegsmachine (altra band in cui è coinvolto M.) e rimandi al black metal “paté e baguette”, come i Peste Noire.
Questi ultimi, a mio parere, sono citati espressamente nella traccia Thanksgiving (si senta l’intermezzo contaminato da quella pazzia rurale presente proprio nelle prime tracce di L’ordure à l’état pur). Quindi, a ben vedere, i Medico Peste si divincolano fra rimandi disparati che, con l’andar del tempo, si mischiano e si contorcono senza però finire per amalgamarsi in maniera perfetta. Certo, il sound è ottimo e non c’è niente da dire sulla registrazione e alcuni brani sono concepiti bene. Certo, l’aver posto l’attenzione sulla follia, il disagio e la religione fornisce una chiave di lettura che non è sempre la solita.
Ma ci sono i ma, questo è poco ma sicuro.
Ci sono dubbi dietro tracce che sono abbastanza lunghe (in media oltre i 7 minuti), ma che sembrano incompiute sotto l’aspetto della gestione del tempo e delle idee. Qualche down creativo e un po’ di lungaggini tanto per tirar su il minutaggio in meno e saremmo di fronte ad un disco che, per i recensori più attenti e bravi, varrebbe almeno mezzo punticino in più.
Ma così non è.
Questo è solo il primo disco, quindi c’è tutto il tempo per rimediare e trovare un sound personale e convincente, anche limando su tempi e gestione delle dinamiche della canzone.
[Zeus]