Canzoni da battaglia: Bolt Thrower – Mercenary (1998)

Nel lontano 1998 i Bolt Thrower fanno uscire Mercenary (6° disco in studio) e noi, poveri esseri umani, non sapevamo che quella creatura guerresca era in dirittura d’arrivo (due album e poi tanti saluti).
Mercenary è anche l’ultimo disco con Karl Willetts alle vocals prima della reunion per quel cazzo di gran disco che è Those Once Loyal.
Ma torniamo al qui e allora, dopo …For Victory (1994) la band si prende un paio d’anni per registrare il successore, evento mai riscontrato prima nella storia dei Bolt Thrower; Karl Willetts&Co., infatti, avevano un ritmo lavorativo invidiabile di un disco ogni 1/2 anni.
Se vogliamo Mercenary si trova in quella posizione scomoda di essere un album celebrativo (6° in studio, 10 anni di attività dal primo In Battle There Is No Law!) e in un momento di rivoluzione del mercato musicale estremo mondiale. Willetts e soci se la prendono comoda e, riprendendo il discorso lasciato con il precedente, ne rubano la struttura dei brani e cercano di capire se orientare il proprio sound su posizioni più groovy/midtempo (scelta che poi sarà “rubata” dai God Dethroned nei loro dischi a marchio bellico) o cosa tirar fuori di nuovo dal cilindro.
La scelta, in fin dei conti, era abbastanza semplice: essere sé stessi ma aggiornare il sound al 1998 e quindi puntare con maggiore decisione, pur senza abusarne, sul groove e macinare un sound potente (anche se la produzione, in questo senso, lo penalizza leggermente). Dall’altro lato, però, il sound incomincia a stagnare per molti motivi, fra cui quelli sopra elencati di una carriera decennale e un mercato strano.
Alcuni pezzi sono molto fighi (ad esempio, No Guts, No Glory che ti esalta sempre quando parte con il rombo del cannone), ma altri brani nel disco si assestano su un lavoro onesto, quasi di mestiere e che, pur essendo Bolt Thrower al 100%, ti fa pensare che avrebbero potuto fare qualcosa di più.
Ti chiedi se qualcosa avrebbe potuto essere fatta diversa e, sospetto, se lo siano chiesti anche gli stessi inglesi: dopo Mercenary Karl Willetts saluta e per il successivo Honour – Valour – Pride del 2001 viene reclutato Dave Ingram (fino a quel momento con i Benediction).
[Zeus]