L’amico ubriacone: Iron Monkey 9-13

Memori del fatto che nella mia provincia lo stoner è la musica dei pochi, posso affermare con orgoglio che gli Iron Monkey erano conosciuti forse da due persone su 400.000, quindi siamo messi bene. Our Problem è un disco talmente grande che, spesso, mi lascia senza parole per recensirlo e, quando mi intestardisco, scrivo delle banalità che potrebbero tranquillamente essere perle di altre webzine metal.
Il problema con gli Iron Monkey è essere quello che sono: immensi. Un gruppo deviato che ti fa sentire bene con te stesso perché, a sentirli, sai che loro stanno male. Stavano male prima, quando registravano Iron MonkeyOur Problem, e stanno male adesso con 9-13. Johnny Morrow è scomparso nel 2002, pace all’anima sua, ma dopo 15 anni di totale delirio ecco che gli inglesi lasciano pipa di crack, latte di Fosters e, toltosi il laccio emostatico, ti scaraventano in faccia il nuovo disco di una delle creature più putride dell’Inghilterra moderna.
Dalla formazione a cinque di Our Problem sono passati a quella a tre, con Jim Rushby ad occuparsi di chitarra e vocals – voce che non raggiunge l’efficacia malatissima di Morrow, ma che nel nuovo corso degli Iron Monkey ci sta bene. Questo è il fatto: gli Iron Monkey del 2017 non sono più quelli del 1998, hanno mutato prospettiva e lo sludge della fine degli anni ’90 è mutato in una creatura irsuta che ha inglobato ancora più estremismi. Le partiture sabbathiane-meet-blues non sono più così presenti, anche se alcuni giri ci sono, ma il RIFF è diretto, violento e forse spostato verso l’equilibrio fra metal, sludge, stoner e post-qualcosa che tanto fa modernismo. Moreland St. Hammervortex riassume tutto quello che ho detto, ve lo giuro, perché entra nel grande filone delle canzoni lunghe e quasi “progressive” (non prendetelo come termine scolpito nella pietra) degli Iron Monkey, come lo erano 9 Joint Spiritual Whip Shrimp Fist.
Gli Iron Monkey targati 2017 sono questo: meno bluesy (se vogliamo) e molto più diretti al punto, ti sverniciano le orecchie con potenza e uno scream demente.
Forse adesso, dopo anni e anni, gli Iron Monkey verranno riconosciuti degni di ascolto anche qua da me; ho il sospetto che persone che hanno approcciato lo stoner e si sono spostate su gruppi di genere ma più “levigati” e “progressivi” (Mastodon, Baroness o, arriverei a dire, persino la nuova versione dei Queens Of The Stone Age), una volta entrati a contatto con questa bestia sozza d’alcool e droghe li reputino talmente grezzi, volgari e violenti da rigettarli.
Un po’ come farebbe il figlio di papà entrato per sbaglio all’interno di qualche bettola popolata di casi umani, ubriaconi, zoccole e umanità di vario tipo.
[Zeus]

Annunci

3 pensieri su “L’amico ubriacone: Iron Monkey 9-13

  1. Pingback: Orange Goblin – Back From The Abyss (2014) – The Murder Inn

  2. Pingback: Nel 1998 è uscito un disco che vi cambierà la vita… Iron Monkey – Our Problem – The Murder Inn

  3. Pingback: Il culto. Iron Monkey – We’ve Learned Nothing (1999) – The Murder Inn

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...