System Of A Down (1998)


Nell’estate del 2002, privo di ogni capacità di intendere e volere, ero in quel di Rimini con alcuni ex compagni di classe. Già le reunion di classe mi provano un ribrezzo fottuto (tanto che l’evento migliore in assoluto è stata la fuga con il buon Skan verso un festival stoner in Emilia Romagna – concerto trovato in 10 minuti e che mi ha permesso di scappare dall’ennesima richiesta di “cena di classe”), figuriamoci andare al mare a Rimini – veramente qualcuno va al mare a Rimini o Riccione? – e divertirsi.
Il Dio del Rock mi ha messo davanti a dalle prove per testare la mia fedeltà e io, umile scribacchino di questo genere dedito ai 4/4 e al Grande Capro, ho cercato di tenere fede a
l principio: Rock’n’Roll Ain’t Noise Polllution.
Ma non divaghiamo. In quel di Rimini, nello splendido sottotetto di un Hotel con mezza stella probabilmente auto-assegnatasi e/o restata sulla facciata dalle decorazioni natalizie, avevamo portato uno stereo portatile.
Per chi fosse troppo giovane, una radio è questa cosa sulla destra. No, non ha mp3 o ipod o altro, fa suonare quelle cose chiamate CD.
La musica dentro quello stereo non era scelta dal sottoscritto, anche perché non avevo la minima idea che gli altri avessero portato anche lo stereo. Ma, al tempo, ero un po’ fuori dai giochi, quindi non mi sono posto il problema di cosa portare o meno come musica. Il termine giusto era “sbattersene il cazzo”.
Uno dei CD all’interno di questo sordido mangiasabbia – lo stereo portatile era infatti portato anche in spiaggia, cosa che ha reso i dischi delle ottime spugnette abrasive – era quello dei System Of A Down, per la precisione Toxicity. Visto che al tempo i soldi erano pochi (situazione che non è cambiata neanche adesso ad essere onesti), la versione di Toxicity che ascoltavamo era una brutale compilation di mp3 tirati giù da Napster (o Gnutella o similia) e, oltre tutto, anche sbagliata.
Alla traccia numero 5, invece che esserci X, la canzone originale di Toxicity, c’era Spiders del precedente e omonimo disco d’esordio della formazione armena. Questa canzone svettava nel disco, quindi sono andato a cercare su internet (la DSL faceva miracoli in lentezza al tempo) e non trovandola sul disco ho mandato a cagare tutto finché non mi è giunta l’ispirazione di vedere il disco precedente. Ed eccola qua.
Spiders è, senza dubbio, una delle migliori canzoni di System of a Down. Il resto non raggiunge quel bilanciamento fra melodia e aggressività che riesce così bene a Tankian&Co. Il resto del disco è un mischione di generi che spazia dal nu-metal, al thrash, al progressive in stile Tool e varie altre influenze. Quello che però manca system of a down è qualche altra canzone hit che, come succede nel successivo Toxicity, supporti il disco. La prima prova in studio degli armeni non mi ha mai appassionato troppo, eccezion fatta per Spiders che, per quanto possa piacere il genere o meno (io non ne vado pazzo), è una canzone che il suo perché.
E forse, lo dico in retrospettiva, aver trovato questo brano è l’unica cosa buona uscita da quella vacanza a Rimini.
[Zeus]