Girovagando su Encyclopedia Metallum: Human Serpent – The Gradual Immersion In Nihilism (2014)

Io, gli Human Serpent, non li conoscevo.
Ma partiamo dal principio: al Colony Open Air della scorsa estate mi sono fatto un viaggione turbolento con gli Mgła e, sulle scie chimiche di questo portentoso trip metallico, mi sono andato a fare un giretto nei meandri di Encyclopedia Metallum. Come ho già detto altre volte, utilizzo E.M. quando la mia memoria si incrina e/o non ho un cazzo di voglia di cercare le fonti di quello che dico, quindi mi informo due secondi e poi scrivo le porcherie belle recensioni che voi 9 lettori adorate tanto.
Nel mezzo del cammin dell’Encyclopedia, mi sono imbattuto, saltando di link in link, sulla pagina degli Human Serpent e posso dire che mi hanno intrigato per due fattori: a) provengono dalla Grecia e, come sapete, qua a TheMurderInn siamo fanatici dei Rotting Christ – cosa che ci fa sempre sperare per la terra che governa l’Egeo; b) il titolo “The Gradual Immersion In Nihilism” mi sembrava qualcosa di buono vista la mia costante ricerca di musica “allegra e positiva”.
Giusto per provare, sia lodato il Metallo, mi sono ascoltato il loro esordio – targato 2014 – ed eccoci qua al presente e alla recensione di oggi. Perché gli Human Serpent partono strani, bislacchi e bastardi come l’herpes. I brani ci sono (otto) e la durata interessante (35 minuti) sono due fattori che depongono bene, visto che odio i dischi pretenziosi.
I greci, avendo capito questo, mi vengono incontro con un disco che è veloce, i tupa-tupa furiosi ci sono, ma che sprofonda in luridissimi rallentamenti che ti fanno esclamare: eccazzo. In senso positivo, ovvio. Perché è così, quando ci vuole ci vuole, e con questo disco un “eccazzo” ci sta.
Per completare l’opera il duo greco inserisce anche canti liturgici e sulfuree atmosfere clericali, ma sinceramente questo è un cliché abusato e non da nessun quid alla proposta dei discendenti di Agamennone. Avendo capito anche questa cosa, nei successivi due dischi, il comparto “Chiesa-monaci-riflussoesofaringeoliturgico” è stato ulteriormente diminuito (se non cassato di brutto), cosa che almeno trasporta la band in una dimensione che è la sua e non un mischione terribile di quello che è di tendenza adesso.
Da quel pomeriggio, gli Human Serpent sono finiti stabili sul mio ipod: questa è una certificazione di qualità, perché l’Ipod, a parte i dischi che devono esserci per partito preso, è lo strumento ufficiale del DEMONIO per permettermi di scrivere queste recensioni.
E se un disco rimane più del tempo necessario a capirci qualcosa, vuol dire che se ve lo perdete, causa pigrizia o perché siete impegnati a mettervi i pollici nell’ano, state facendo un grosso errore.
[Zeus]