Pist*On – Number One (1996)

A seguito di un favore fatto (avevo prestato alcuni CD contenenti la discografia completa dei Blue Oyster Cult) ad un amico che frequentava il pub dove ero solito spendere parte del mio sudato stipendio, il suddetto amico mi aveva ripagato con un DVD pieno zeppo di musica di tutti i tipi: dal black al death, dal noise al punk, dal rockabilly all’alternative. Mi mancava la zampogna del contandino montano e avevo fatto jackpot.
Dentro il supermix di gruppi e generi, c’era questo gruppo: i Pist*On. All’epoca della loro uscita sul mercato mondiale, non li conoscevo. Penso di averli scoperti circa 10 anni dopo, ma potrebbero essere addirittura 11 gli anni passati dal loro avvento sulla scena musicale mondiale e il mio sentirli.
Penso che i fattori del mio disinteresse verso Number One fossero ben chiari guardando la cover art: brutta? Direi che il giudizio di un fumetto che piscia in bocca all’altro fumetto rende perfettamente chiaro il concetto di orribile. Soprattutto perché non c’è neanche quel po’ di gnocca, che funziona sempre nelle cover brutte, che almeno risolleva la storia e ti fa dire: ok, la copertina è brutta, ma la tizia è gnocca forte.
La musica è quella che è, un mix di metal e alternative che, a metà anni 90, andava per la maggiore. La voce di Henry Font richiama molto quella di James Hetfield post-Black Album (quindi con tonalità più basse) e il suono dei Pist*On (o Piston, a seconda di quando li avete scoperti, pre o post Atlantic Records) è grasso, grosso e potente.

Su internet, non proprio il posto dove trovare l’oro colato delle affermazioni, si citano addirittura i Pist*On come “antenati” dei Disturbed.

Di tutto il disco, ancora oggi, continua a rimanermi in mente solo qualche parte di Parole, canzone che apre Number One. Il resto mi si confonde sempre nella mente, non riuscendo mai a rimanermi più di 5 secondi nell’anticamera del cervello.
Dischi paraculi e/o prescindibili ne sono usciti a badilate nel corso del tempo e Number One, forse il migliore dei due CD dei Pist*On che avevo su questo malvagissimo DVD, rientra nella seconda categoria.
Non sempre è così, ma a volte la selezione naturale discografica stronca band che non hanno granché da dire.
[Zeus]

 

 

 

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