Amorphis – Tales From The Thousand Lakes (1994)

Ormai questo blog ha più occhi alle sue spalle che di fronte, ma cosa volete farci: siamo dei romantici noi e non ci tiriamo indietro quando, per caso, ci casca fra le mani un disco come Tales From The Thousand Lakes degli Amorphis. Ammetto che ho un rapporto molto speciale con questo disco per molti motivi, non ultimo che gli Amorphis sono un gruppo che mai tradisce le aspettative, al massimo ti fa storcere il naso con dischi che non ti soddisfano come avresti voluto, ma brutti? No.
Dicevo, TFTTL è un disco a me caro. La prima volta che l’ho recensito era x-mila anni fa e ancora pubblicavo recensioni a due sul sito ufficiale di Themurderinn, all’epoca avevo iniziato una serie di review dei dischi degli Amorphis insieme a Shinoko – un tempo attivissima in TMI, così come nel forum italiano della band finlandese. La recensione era enorme, lunghissima, spiegata e scritta col cuore in mano. Adesso come adesso, recensioni così lunghe e articolate, non le saprei neanche più scrivere. Scrivevo descrivendo la traccia, presentando la band, cercando il substrato lirico… grandi tempi eh? Adesso scrivo quattro fregnacce, non controllo neanche se ho fatto cappelle con la grammatica, metto insieme e giustifico e via con il walzer.
Capito perché su TMI siamo anarchici? Perché ci sono recensori come me che non capiscono un cazzo e continuano a scrivere. Ma sapete cosa? C’è la passione e il gusto di trasmettere qualcosa al prossimo, a chi legge, che mi fa andare avanti.
Questo è la stessa cosa con Tales From The Thousand Lakes. Il disco ha 24 anni e, pur risentendoli nel reparto registrazione, non ne risente in fatto di emozione che ti da quando lo ascolti. Ancora oggi, e son passati anni, il disco mi emoziona. Ancora oggi, cari i miei lettori, c’è un mio amico che mi dice “quella cassettina l’ho letteralmente distrutta a forza di ascoltarla“. Ancora oggi, e ve lo posso assicurare, uno dei momenti di condivisione metallica più alta (ma che ne capite voi, se non ascoltate il genere benedetto dal Grande Capro) è stato quando, al concerto, la band ha fatto partire Black Winter Day e io e il mio socio l’abbiamo accompagnata con un growl micidiale (registrato su recorder). Ancora oggi mi viene da sorridere quando ripenso all’intervista ad Esa Holopainen per il tour di Skyforger, al quale ho detto “vorrei ringraziare Tomi perché mi alleno sul suo growl”, al che mi ha presentato l’attuale singer Tomi Joutsen… ma io volevo parlare con Tomi Koivusaari, primo e inconfondibile chitarrista/cantante della band (poi ho conosciuto anche l’altro Tomi).
Ancora oggi, ve lo dico io, l’atmosfera di Tales… è qualcosa di magico, perché ha, nel suo death metal, quei versi del Kalevala che rendono tutto particolare e senza tempo.
Tales From The Thousand Lakes è un disco che adoro, ce l’ho e lo riascolto quando ho voglia o quando il clima lo chiede… o, giusto per essere coerente, metto su Black Winter Day o Drowned Maid o Magic And Mayhem e continuo imperterrito a ruttare nella caverna per copiare il growl di Tomi.
Poi arriverà Elegy e la magia continuerà.
[Zeus]

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3 pensieri su “Amorphis – Tales From The Thousand Lakes (1994)

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  3. Pingback: L’album rock degli Amorphis – Tuonela (1999) – The Murder Inn

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