Sweden ‘Till Death – Marduk (2009 – 2015)

Continua l’approfondimento dedicato ai Marduk e alla loro discografia.

La formazione svedese, dopo due anni di silenzio e tour a supporto di Rom 5:12 rientra in studio e nel 2009 da alla luce il nuovo LP: Wormwood.

Risultati immagini per marduk wormwoodCon Wormwood, i Marduk continuano il processo di completa autarchia nella creazione del loro sound e di tutto quello che circonda l’aspetto tecnico (le registrazioni sono fatte dallo stesso Devo) e quello visivo (l’aspetto artistico delle cover e foto viene gestito dalla Holy Poison Design di Mortuus). Se su Rom 5:12 il sound della band si avvicinava a quello dei Funeral Mist, come tematiche e atmosfera generale, su Wormwood il passo è ancora più deciso.
Quando ho sentito questo CD per la prima volta, la sensazione di un Mortuus più partecipe e determinante nella scelta del sound mi è sembrata subito chiara. E, vi dirò, a me Wormwood piace parecchio. Strano, bislacco in certe parti, con vocals stranianti e iper-effettate (tanto da rendere inumano il già rauco scream del singer) e con alcune tracce che si inchiodano subito nel cervello – mi viene in mente Funeral Dawn, giusto per citarne una che, in qualche modo, fa convergere il “nuovo” sound dei Marduk nei territori della seconda guerra mondiale tanto cari a Morgan. Logico, in un disco che così tanto si discosta da quanto gli svedesi hanno proposto fino ad ora, qualche colpo meno riuscito c’è e le critiche del pubblico non si sono fatte attendere, ma nonostante tutto non si può parlare a) di un brutto disco, b) di un disco privo di ispirazione, c) di un disco di mestiere – questo, cari miei, lo avrebbero fatto se fossero tornati di nuovo a suonare come su Panzer Division Marduk.

Con cadenza ormai classica, dopo due anni Morgan&Co. fanno uscire un EP che, ai sostenitori del periodo guerresco della band, fa venire subito l’acquolina in bocca.

Risultati immagini per marduk iron dawnIron Dawn fa ben sperare tutti i fan, me compreso. Dopo due dischi con tematiche religiose, seppur fatte marcire sotto tonnellate di blasfemia, ci vuole un ritorno al tema della seconda guerra mondiale e Iron Dawn lo preannuncia già dalla cover. L’Ep è onesto: tre canzoni originali per un totale di 13 minuti di musica che spazia dall’aggressione di Warschau II – Headhunter Halfmoon Wacht Am Rhein – Drumbeats of Death per arrivare ai ritmi marziali e compressi di Prochorovka – Blood and Sunflowers. Probabilmente il miglior EP uscito a firma Marduk dal 1990 ad oggi.

Dopo aver “festeggiato” i vent’anni di attività con l’EP Iron Dawn e aver fatto uscire due singoli (Coram SatanaeSouls for Belial, questo contenente la cover dei Woven Hand Oil On Panel), il quartetto svedese rientra in studio e fa uscire il successore di Wormwood.

Risultati immagini per marduk serpent sermonSerpent Sermon (dodicesimo album in studio) è quanto di più fresco e ispirato mi sia capitato di sentire da una band che, ormai, ha un bel paio di decenni sulla schiena. Il sound è compatto, potente e chiaro ma senza perdere niente in fatto di impatto o essenza del black metal. Ho aspettato questo disco con impazienza, guardando il sito della band o facebook, nell’attesa di notizie che, per molti mesi, non si sono fatte sentire. Quando l’ho comprato mi sono ritagliato il tempo necessario per gustarmelo e farmi sorprendere. Sì, perché dopo tutti questi anni volevo avere qualcosa di nuovo ma tipicamente Marduk e, cazzo, Serpent Sermon lo è. Il CD è praticamente un best-of tanta è la qualità delle canzoni, forse l’unico brano meno azzeccato è Hail Mary (Piss-Soaked Genuflexion) e, seppur meglio e più definita grazie ai cambi di tempo, M.A.M.M.O.N.. Gospel Of The Worm è furia cieca che porta il disco verso la conclusione e due fra i brani più cadenzati e “lenti”: World Of Blades Coram Satanae (inserita come bonus track dell’edizione deluxe). Un disco, questo Serpent Sermon, che non mi stanco mai di sentire.

Tre anni dopo Serpent Sermon, i Marduk rientrano in studio e mantengono “quella promessa” che avevano accennato con l’EP Iron Dawn: un nuovo disco dedicato alla guerra e, precisamente, alla Seconda Guerra Mondiale.

Risultati immagini per marduk frontschweinFrontschwein l’ho letteralmente consumato da quando l’ho sentito la prima volta e, dopo averli visti a supporto anche di questo disco (al Kaltenbach Open Air), il CD non è uscito dal lettore mp3 per diversi mesi. Motivo? La qualità delle composizioni.
La tematica potrebbe far pensare ad un Panzer Division Marduk #2 con 16 anni di ritardo, ma non fate l’errore di crederlo. Il primo era un conto in sospeso della band con la cristianità in generale, la guerra era una metafora dello scontro cruento e bestiale fra le forze di Satana e quelle di Dio. Frontschwein, invece, è dedicato interamente alla guerra e, con maggiore precisione, alle truppe tedesche (i Frontschwein – traducibile, non letteralmente, con carne da cannone). Rispetto a Panzer Division Marduk, questo nuovo disco presenta una maggiore dinamicità e non punta tutto sulla velocità e sull’assalto all’arma bianca; pur non mancando diverse accelerazioni e abbondanza di blast-beat, i rallentamenti e le subdole melodie che impregnano il CD sono una boccata d’aria fresca in quello che è, a tutti gli effetti, un disco quadrato e oscuro. Riascoltandolo con maggiore criticità si potrebbe riscontrare qualche dubbio sulla scelta del suono di batteria (quella di Serpent Sermon era decisamente meglio e quando partiva ti tirava cazzotti nello stomaco senza pietà) e qualche momento di mestiere, ma niente contro cui puntare il dito. A me piacciono anche brani di cui ho letto critiche abbastanza feroci come The Blond Beast Doomsday Elite (entrambe più lente rispetto alla media) e difendo questa posizione anche in questo posto. Dal vivo, The Blond Beast esplode letteralmente ed è difficile evitare l’headbanging compulsivo. Se poi, come ultima traccia ufficiale, mettete la parossistica Thousand-Fold Death, capite che questa rappresentazione della guerra è quanto più vicino all’omaggio alla devastazione e al dolore di quanto possano essere molti dischi di classico black metal a tematica satanista.
[Zeus]

 

Un pensiero su “Sweden ‘Till Death – Marduk (2009 – 2015)

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