Unanimated – In The Forest Of The Dreaming Dead (1993)

Ci sono band che hanno raccolto molto meno di quanto avrebbero potuto: vuoi te per sfiga, per mancanza di coraggio, di tempistiche o di cosa ne so io, questi gruppi sono stati ignorati dal grande pubblico. Della categoria mi vengono in mente i Soilent Green (sfigati all’inverosimile) o i protagonisti di questa recensione: gli svedesi Unanimated.
Vista la condizione in cui versavano, due dischi in tre anni, e la pausa di decenni, ho approcciato questa band quando hanno fatto uscire In The Light Of Darkness del 2009. Prima, ahimé, non li conoscevo.

Lo so, dovrei bullarmi e dire che so tutto di tutti, ma in realtà non è così e anche io scopro le band quando cazzo ho tempo, voglia o possibilità.

Dopo aver fatto diventare In The Light Of Darkness il mio disco per scaldare la voce prima delle prove – eggià, sempre quella maledetta mania di voler fare più di quello che il Grande Capro ha deciso che io diventi -, sono andato indietro e ho recuperato Ancient God Of Evil (del 1995) e il primo In the Forest of the Dreaming Dead (disco targato 1993). Al che, potete anche capire il mio stato di costante eccitazione – sessuale e non. Questi due CD degli anni ’90 sono due perle nascoste che, a mio parere, superano anche il pur eccellente comeback del 2009 – a parte la title-track che è, e sarà, una canzone che mi sloga le vertebre ogni volta che parte -.
In the Forest… è un disco abbastanza maturo, ma ancora seminale per la band svedese. Ha il sound giusto, un mix di black-death che si avvicina alla proposta dei Dissection (anche perché gli Unanimated propendono più per il death che sul versante black metal), e ha le canzoni, quindi il songwriting, per far vedere che Bohlin, Broberg&Co. – ‘sti cazzo di nomi nanici – sanno costruire canzoni di un certo spessore.
La band non tradisce sotto l’aspetto puramente tecnico e pur non avendo “picchi d’eccellenza masturbatori“, riesce comunque ad essere pronta e preparata più, e meglio, di molti newcomers dell’epoca.
La mia domanda è: sarà stato anche il ritardo fra demo ed LP a fortificare il sound e l’attitudine?
Vai te a saperlo.
In conclusione vi dico: In The Forest Of The Dreaming Dead è un disco che, messo in moto nel lettore/mp3 player, ci rimarrà per un po’ di tempo. Questo è sicuro o così è stato per me. E poi, giusto per confermare la qualità della band, ecco che nel 1995 è uscito Ancient God of Evil… il resto, come si dice, è storia.
[Zeus]


P.s: questo disco, giusto un mesetto fa, ha compiuto 25 anni di vita!