Inquisition – Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm (2010)

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Da quando Skan mi ha fatto scoprire gli Inquisition con Obscure Verse For The Multiverse, posso affermare che la percentuale di viaggioni mentali è aumentata in maniera spropositata. E gli Inquisition ci mettono il carico da novanta nel mandarti a discutere di trigonometria con i Grandi Antichi con i loro dischi.
Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm precede Obscure Verse For The Multiverse di tre anni e, francamente, reputo i due dischi una doppietta talmente eccellente da lasciarmi senza parole. Ok, sto diventando come certi siti che lodano e sbrodano bagnandosi le mutande quando arrivano i dischi.
Fanculo, inizio di nuovo.
Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm è un gran cazzo di disco. Punto. A supportare la mia affermazione vi basta schiacciare play su Astral Path To Supreme Majesties e capite che non c’è scampo, Dagon e Incubus hanno tirato fuori una traccia che vi spedisce a calci in culo a canticchiare melodie dissonanti con i Mi-Go e Azatoth. Il bello è che su tutto svetta IL RIFF, supportato da una batteria che detta tempi e impone un senso di marcia al possibile caos ancestrale causato dalle note di Dagon e dalla sua voce che, di disco in disco, smette di assomigliare ad un growl umano.
Io cito Astral Path To Supreme perché è veramente una bomba, ma poi c’è Desolate Funeral Chant che, nella sua apparente semplicità, ti piomba sul terreno e poi via a cantare Hare Krishna pelato e vestito d’arancione, tanto il cervello ormai ti è andato in culo.
Se poi arrivate alla title-track, cosa che vi consiglio di fare perché un disco degli Inquisition deve essere ascoltato tutto senza skip, allora vi troverete nella summa del  loro pensiero: riff circolari che si dilatano e poi ritornano in sede, accelerano e rallentano per creare quel tribalismo ipnotico tanto caro a Lovecraft, e poi c’è la voce inumana che intona:

Into doctrines of the cosmos
Black hole portal consumes all light
Roam through black paths in your journey
… Deep within the macrocosm

Sotto tutto, c’è Incubus che procede ferale, incurante di tutti i riti cultisti praticati dal singer.
Tiri dritto e ti pigli male con Crepuscolar Battle Hymn o, almeno, così succede a me. Il respiro ti si setta sul ritmo della chitarra e ti ritrovi a barcollare ritmicamente in mezzo al bus – il che è cosa buona e giusta per Cthulhu, ma i passeggeri potrebbero non apprezzare il tuo tentativo di far piombare il loro squallido viaggio al lavoro nel baratro del tormento e della follia.
Forse Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm è un mezzo gradino sotto il successore Obscure Verse For The Multiverse, ma solo perché quest’ultimo è un LP talmente esatto da non lasciare scampo.
[Zeus]