Macchine che sgasano e bevute assassine. Dissection – Storm Of The Light’s Bane (1995)

Risultati immagini per dissection storm of the light's bane

Storm Of The Light’s Bane è intimamente legato ad una gita alcolica in una provincia italiana del Nord. Dovessi posizionare questo LP, lo metterei in quel contesto anche se, quando ho effettuato questa trasferta, il disco in questione era ormai uscito da anni e i Dissection erano “morti e sepolti“. Mi ricordo di aver preso il treno e aver percorso non so quanti Km e non so quante ore, ‘sti cazzo di regionali erano (/sono) un tormento per il viaggiatore, per giungere al paesello dove avrei incontrato un po’ di vecchi amici. Potevo sospettare che la situazione si sarebbe trascinata verso il degrado assoluto quando come benvenuto sono partiti aperitivi e birre in quantità spropositata, tanto che sono arrivato a pranzo (ero ospitato in casa di un’amica) che vedevo la Madonna doppia e mi esprimevo come un Giurato qualsiasi. Non domo, e affermando baldanzoso “reggo, non preoccupatevi”, mi sono scolato un paio di birre a pranzo che mi hanno segato le gambe.
E non era finita.
Passata qualche ora, saliamo in auto (penso la mia prima, e ultima, volta su un mezzo che assomigliava ad una macchina di Fast & Furious) e mi accomodo felice come un Budda sul lato del passeggero mentre sotto tiranneggiava il rombo del motore e il death metal.
Nonostante i pregiudizi sulla guida femminile, lei guidava molto bene e io continuavo a conversare con Odino al mio fianco nel tentativo di tirarmi insieme dall’assalto frontale alcolico. Finito il primo Cd death metal, parte una canzone che, per un motivo o per l’altro, ha accompagnato il duo Fast&Furious per tutto quel weekend.
La canzone era:

Quelle chitarre, quel titolo (secondo me fighissimo nella sua semplicità – ma non è l’unica che mi intriga) e tutto l’insieme è stato così perfetto nel suo essere totalmente casuale che mi ha tormentato per tutta la serata. Infatti canticchiavo la canzone di cui sopra mentre ero alla cena e cercavo di comportarmi degnamente con il prossimo.
Il proposito, come potete immaginare, è terminato dopo la terza birra che, sussurrandomi parole di luppolo e miele, ha riattivato l’aperitivo e mi ha fatto passare lo specchio trasportandomi in una dimensione parallela.
Finita la cena, siamo rientrati sulla macchina fiammeggiante ed ecco che è riparartito Storm Of The Light’s Bane. Non riesco a spiegarmi perché mi ricordo questo particolare, sono convinto che siano stati ascoltati altri CD, ma nessuno mi è rimasto in mente come questo. Nessuna canzone di tutto quel weekend mi è rimasta in mente più di Soulreaper, Night’s Blood o Thorns Of Crimson Death. Niente da fare, c’erano i Dissection e non c’era nient’altro, tanto che nella fermata successiva continuavo a canticchiare una melodia o l’altra mentre l’alcool prendeva le redini del mio cervello e, logicamente, mi faceva parlare a vanvera e/o improvvisare danze tribali sotto il segno di una band a caso (i Pantera / altro gruppo che ha la capacità di finirmi intorno quando le birre incominciano a girare).
La serata è finita brillante, come potete capire. E per brillante, cari miei, significa che sono riuscito a infastidire molti e disgustare altri (fra cui la mia amica, che mi ospitava fra l’altro) e mi ha fatto capire che ci sono i dischi che piacciono e poi ci sono i Dissection. Gli svedesi entrano di diritto nella schiera di band elette che possono e devono essere messe in una compilation, in macchina o accompagnarti in giro mentre i fumi dell’alcool si stordiscono quando tiri un rutto.
Storm Of The Light’s Bane lo ricorderò sempre per questa serata micidiale, mentre il connubio metal + alcol prendeva la sua forma più nobile di illumunazione e pace dei sensi.
Non so che altro dirvi, anche perché spero che non debba realmente mettermi a recensire questo disco. Vero?
[Zeus]