The swedish way of death metal – Dark Tranquillity (1995 – 1999)

Nella scorsa puntata abbiamo parlato degli esordi dei Dark Tranquillity, adesso proseguiamo e affrontiamo un trittico di album che si rivelerà fondamentale per il successo del quintetto svedese nel panorama metal europeo e mondiale. 

Dopo aver fatto uscire l’EP Of Chaos And Eternal Night, i Dark Tranquillity rientrano in studio e danno alla luce il disco che, per una buona parte dei metallari, è il loro LP definitivo.
Immagine correlataSe vogliamo trovare il punto d’inizio della popolarità dei Dark Tranquillity, possiamo fissare il 1995 The Gallery come sicuro punto di partenza. Il disco è affascinante in ogni suo aspetto, a partire da Punish My Heaven (con quel suo afflato da technical death metal) al resto del CD. Le linee vocali che si sovrappongono creando un senso d’urgenza di The Dividing Line, la partecipazione emotiva di Edenspring o l’esplosione di malinconia che contraddistingue Lethe sono ormai dei classici. Per molti The Gallery è il disco definitivo, per alcuni è il giusto antipasto prima di procedere alla registrazione di The Mind’s I. Su questo punto la critica si divide. Per me The Gallery è un disco quasi perfetto, forse grezzo in certi punti e scollegato (non è certo un concept) ma la potenza di questo disco è enorme – il tutto aiutato anche dall’espressività di Stanne, in quel momento capace di trasmettere emozioni forti grazie al suo growl mai troppo estremo e sempre comprensibile.

Con un timing perfetto, due anni, la band svedese entra di nuovo in studio e da alle stampe il seguito del capolavoro del 1995. Non saprei dirvi se, in quel momento storico, fossero preoccupati di dover uscire con un LP che fosse superiore al precedente o fossero così sicuri di sé/incoscienti che The Mind’s I non avrebbe potuto uscire in maniera diversa da come è stato prodotto.
Risultati immagini per dark tranquillity the galleryPer la recensione di questo disco, vi rimanderei a quella fatta per il ventennale del disco (uscito nel 1997). In questo contesto vi anticipo solo una cosa che ho anche ripetuto in quella recensione. All’inizio non avevo reputato così buono The Mind’s I, ero del partito The Gallery (e lo sono ancora), e quindi non sono mai stato pronto per recensirlo in maniera decente. Adesso, con molti più anni sulle spalle, posso dire che l’LP del 1997 è cresciuto tanto da essere quasi al livello del suo predecessore. Se vogliamo, The Mind’s I è una sorta di predizione del futuro e un omaggio al passato: Anders Fridén partecipa come co-vocals su HedonMichael Nicklasson è nel chorus di Zodijackyl Light (Nicklasson diventerà il nuovo bassista della band).

Il prossimo anno festeggerà 20 anni di vita e, ancora oggi, è l’album di passaggio dei Dark Tranquillity: Projector del 1999 è un album sperimentale e ancora troppo avanti per Immagine correlatapoter essere compreso appieno al momento dell’uscita. In quel momento la scelta di fronte al gruppo era quella di proseguire sulla via che avevano scelto (e, senza saperlo ancora, pavimentato per una schiera di band fotocopia e debitrici di quel sound particolare) o cambiare. I Dark Tranquillity, irrequieti, decidono di rischiare. La line-up rimane quella dei precedenti dischi in studio, ma il sound e l’atmosfera generale che impregna Projector è nuova e differente da qualsiasi cosa si potesse concepire in un disco death metal dell’epoca. Senza fare la recensione vera e propria, di un disco di quasi vent’anni fa è inutile, posso però dire questo: Projector è un LP che ha fatto discutere e storcere il naso a moltissimi amanti della band, ma io l’ho adorato. Non subito, ma continuo ad amare questa prima forma di sperimentazione con clean vocals, pianoforti, melodie molto accentuate e tutto il compendio di “stranezze che il disco porta in dote. Projector mi ricorda l’Università e, dall’altro lato, i viaggi notturni da Innsbruck a Bolzano. Le strade statali, senza traffico, e le luci al neon dei lampioni in un paesaggio addormentato. Forse quella era il miglior enviroment per ascoltare Projector e una canzone come Therein con quei versi come: It was solid/Yet Everchanging/It was different/Yet the same/So I starve myself for Energy.

Projector è l’album che anticipa un cambio di rotta della band, se vogliamo un album di rottura che mischia in maniera acerba tutta una serie di novità e le rimodella secondo una sensibilità tutta svedese. Nel 1999 era in anticipo, adesso possiamo apprezzarlo come un primo vagito, il classico album di rottura, per quello che era il sound dei Dark Tranquillity prima e quello che sarà dopo.
[Zeus]

4 pensieri su “The swedish way of death metal – Dark Tranquillity (1995 – 1999)

  1. Pingback: The swedish way of death metal – Dark Tranquillity (2000 – 2005) – The Murder Inn

  2. Pingback: Darkane – Rusted Angel (1999) – The Murder Inn

  3. Pingback: Hypocrisy – Hypocrisy (1999) – The Murder Inn

  4. Pingback: L’album del cambiamento: Dark Tranquillity – Projector (1999) – The Murder Inn

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...