L’odore d’ascella al mattino. Clutch – Blast Tyrant (2004)

Quanti ricordi con questo Blast Tyrant. Ricordi di ore interminabili in un furgone bianco di una nota marca tedesca, insieme a quattro tizi e diretti verso mete improbabili disposte a casaccio sullo scacchiere europeo: Italia, Austria, Germania, Olanda e Inghilterra. Perché sì, questo disco dei Clutch è stato la colonna sonora di tanti di quei chilometri in autostrada da essere diventato l’essenza stessa dell’autostrada.
Un disco che saltava fuori ogni 3×2, un po’ come le sorprese Kinder. Quando l’atmosfera nel furgone incominciava a scemare, causa ore di viaggio, noia, sbornia della serata precedente e odore penetrante d’ascella (o di brenze pestilenziali), ecco che una Promoter (of Earthbound Causes) serviva a risollevare il morale e far mimare accordi, riff e, soprattutto, la voce di Fallon. Perché l’effetto air-guitar è tutto, ma se non ci aggiungi anche un bel cantato ti togli metà del gusto. Su Blast Tyrant questo non manca di certo e fra testi demenziali e surreali, ci scappa fuori anche qualche assaggio di poesia vera e propria come The Regulator e quel verso “Dream with the feathers of angels stuffed beneath your head” che ho canticchiato più volte di quante abbia voluto.
The Regulator mi ricorda anche festival estivi in zone montane e festeggiamenti fino all’alba. Chiacchierate notturne e viaggi verso città d’arte, anche se per questo specifico caso ci sono i Corrosion of Conformity a contendersi il merito di avermi occupato il cervello nel corso del viaggio.
Non credo di riuscire a trovare un solo episodio debole su Blast Tyrant, tutti i brani sono eccezionali e hanno riff che ti restano incollati alla scatola cranica come una gomma da masticare alle suole delle scarpe.
Sarà che con l’età sono diventato un inguaribile romantico, ma Ghost continua ad emozionarmi (forse meno di The Regulator) e (Notes from the Trial of) La Curandera un ritmo che ti prende al primo ascolto, se non fossi tacciato di eresia potrei dire che ti scatena la stessa voglia di headbanging come quella di muoverti in maniera completamente scomposta – quello che noi che amiamo il metallo chiamiamo danza.

Non so che altro aggiungere, visto che non oso neanche pensare alla vostra vita senza Blast Tyrant dei Clutch. Perché ci sono vari livelli di vita da stronzi, ma questo raggiunge senza problemi la top ten. Fidatevi.

Se invece siete di quelle persone giuste e corrette che Blast Tyrant lo avete/ascoltate, allora sapete di cosa sto parlando e questo stronzo (io) può smettere di spargere lacrime e bit su carta digitale e continuare a raccontarvi storie musicali da altre parti di questo blog.
[Zeus]

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3 pensieri su “L’odore d’ascella al mattino. Clutch – Blast Tyrant (2004)

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  2. Pingback: 11/12/2018 – Clutch (Fabrique Milano) – The Murder Inn

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