Critica alla ragion pura. Discussioni intellettuali su EONIAN dei Dimmu Borgir

Se ancora non lo sapete, il 4 maggio 2018 e dopo un parto lungo quanto un Chinese Democracy qualunque, è uscito il nuovissimo disco dei Dimmu Borgir. Anticipato da un singolone che ti faceva esclamare cose strane grazie ad un testo come:

To the trained eye / There are no coincidences
The more you see / The less it makes sense
To the trained eye / There are no coincidences
If you can not see / You can not truly know

E sotto ti ci potevi immaginare una foto così – che sembra riprendere pari pari il contenuto artistico del suddetto chorus dimmuborgiano.
Risultati immagini per adam kadmon meme
Dopo averci regalato anche Council Of Wolves And Snakes, canzone che paradossalmente sembra un gioiello in confronto allo sfacelo criminale di Interdimensional Summit (puttana la malora a loro e ai loro titoli del minchia), mi sono arrischiato ad ascoltare tutto il disco. Mi son detto, un tonfo del gabinetto con Interdimensional e un 5,5 con Council ed eccoci alla verità, cosa ne tiriamo fuori?
Per questo motivo mi sono messo a chiacchierare con il Sig. Bruno, capitano di compagnia della brigata Slowtorch.

Preambolo.

Io – Ho sentito l’ultimo dei Dimmu Borgir e sto piangendo. Terribile. Veramente brutto forte.
Sig. Bruno – Sono curioso.

Dissertazione primaria (essendo in presa diretta, i concetti sono espressi senza seguire le regole lineari del tempo ma secondo una prospettiva Lovecraftiana del tempo).

Sig. Bruno – ho letto “dammi tre parole…” e stavo per pisciarmi addosso.
Io – Sole cuore amore o puzzi di sudore?
Sig. Bruno – La seconda. Comunque, mi ascolto Eonian. Sono ad 1:40 ed è ok.
Io – Le prime due sono inutili.
Sig. Bruno – 1.50 meeeeeeeeeeeeh
Io – Guarda che sotto ci sono anche degli sprazzi, nel sottofondo. Sopra senti cose becere.
Sig. Bruno – Mi mancano un po’ i cori. Non sento cori. Non ne sento. Dove sono i cori? E i violini. Vorrei tanto dei violini e dei cori.
Io – E Vortex che canta pulito. Oh, a me non piaceva.
Sig. Bruno – Tornando a far discorsi seri: una volta avevano delle chitarre, i Dimmu Borgir, se ricordo bene…
Io – Adesso hanno le Chicco.
Sig. Bruno – Ah, Vortex che cantava in pulito con della violenza sotto a me piaceva.
Io – Le Chicco fanno “squid squid” a volte
Sig. Bruno – Ah, il buon vecchio Simen. Continuo ad aspettare con ansia dei cori.
*Urlo generale di dolore*
Io – i cori ci sonooooooh
Sig. Bruno – C’è la tastierina bontempi che fa pim-pam-papapum!! Che bella!
Io – Quella è violenta. Sorry, quella ti violenta. Mi ricordo Stormblåst e quello andava alla grande [infatti mi piace un botto come disco, NdA]. Anche se inculavano le melodie all’Atari.
Sig. Bruno – (per chi legge: il Sig. Bruno sta facendo ironia sul disco Eonian) secondo me si sono trovati a casa di uno dei due e quello s’era preso la tastierina e sin son detti: dai, facciamolo, un disco. Bello, con pochi cori, niente violini e tutto chitarre violente. Eh, vecchi tempi.

Dissertazione secondaria

Io – Sti cazzo di soldi. Quando non ne hai spacchi, se no fai come i Metallica con Lulu, che faceva/fa/farà cagare il cazzo.
Sig. Bruno – mica per niente “fare la lulu” (umorismo teutonico, NdA) già prima di quel disco non prometteva niente di buono.

Dissertazione Primaria Bis

Io – Se ascolti bene, su Interdimensional Summit c’è Shagrath che canta Rihanna. Probabilemte gli è venuto un coccolone e via di canzoni pop.
Sig. Bruno – Chiudiamo il capitolo Dimmu Borgir e aspettiamo il prossimo va. Tanto qua dentro ci trovi melodie degne di Schlagerpop e i Kastelruther Spatzen (immensa band altoatesinatrombano più loro in una sera che voi in due vite e mezza, sappiatelo. NdA).
Io – Ascoltatelo, che poi mi dici cosa ne pensi.
Sig. Bruno – Ok. No. Ho abbandonato dopo aver risentito Intercultural European Festival (dicasi anche Interdimensional Summit, NdA). Passo a roba meno inquietante.
Io – Tu non hai fegato. Io per punire il Creato di questo disco, vado al cesso in ufficio e inquino l’ambiente. Almeno mi prendo una rivincita morale sul brutto.

Dissertazione Primaria Ter

Sig. Bruno – Ok, lo riascolto. Sono al minuto 19 e tengo botta. Mi sembra di sentire dei cori. E, lo ammetto, mi balla anche il piede.
Io – Qualcosa c’è. Ma discreto. Come l’odore quando entri nei cessi della stazione… quasi non senti che c’è la stazione.
Sig. Bruno – … ma i due euri li devi pagare.
Io – E ti spacca il cazzo farlo.
Sig. Bruno – Almeno l’altra volta il tizio insisteva perché pagassi. In fin dei conti manutenzione e pulizia costano. Un po’ comeper i Dimmu Borgir immagino. Comunque sarei curioso di sentire il prossimo disco – secondo me torneranno a roba più scarna… è impossibile aggiungere dell’altra roba ancora.
Io – Già. Forse tolgono tutto e fanno un disco solo di cori. Un CD dei Dimmu, senza Dimmu. Qualcosa che compreresti, come i dischi dei cori degli Alpini. Fa piacere avere a casa qualcosa che fa contenta tua nonna…
Sig. Bruno – Innovativo il disco dei Dimmu senza Dimmu. Comunque ho capito cosa mi ricorda il plim-plom-plim-plom! Ce l’avevo anche io sulla tastierina Casio.
Io – Anche io avevo quella cosa, prima di venderla ad un parente (Premio Iena 1996, NdA).

Conclusione

Diciamolo chiaro e tondo, uno dei pochi aspetti positivi di EONIAN è che ci sono 9 canzoni più finale strumentale (come da vecchia tradizione Dimmu Borgir pre-2000 e, questo finale, non ci sta neanche male nel contesto). Sono esattamente quante erano su Abrahadabra (qua la traccia strumentale era posta all’inizio, Xibir), solo che ci hanno messo più violini pacchiani, più cori ancora e, se vogliamo, una tastierina che è irritante quando incomincia a tirar fuori i plin-plin-plum. Quando parte augurerei la scagazza al poraccio che la sta suonando al momento (Shagrath o mercenari a caso).
Il fatto è che sotto la marea di minchiate si nota qualche buon passaggio, ma appena lo senti partono i cembali, le compagnie di bersaglieri, il coro SAD e tutto quello che puoi aspettarti dal circo equestre – non ultimo, ovvio, quel sentore di vogliamo fare un disco che potrebbe stare bene in una serie TV come Game Of Thrones (scovatene i passaggi, se avete il fegato). Questo è quello che fa incazzare, vi giuro. Tolti tutti gli orpelli e la merdaglieria varia, nonché eliminando di sana pianta le prime due canzoni, ci sono accorgimenti decenti e alcune idee che funzionano e rimandano al dopo Enthrone Darkness Triumphant, se il trio Shagrath, Silenoz e Zio Fester Galder si fossero degnati di non mandare tutto a troie mettendoci sopra l’Orchestrina Bronchenol. Lo sai tu e lo sanno anche loro, ma tanto la loro è l’attitudine del “cazzomene” e io 25 euro per ‘sto cazzo di CD non li spendo neanche morto.
[Zeus – con la collaborazione inconsapevole del Sig. Bruno]

Ps: ma puttana la malora 2. Non erano black metallari loro? Perché Shagrath si mette a fare il giocoliere come un cazzo di punkabbestia pulcioso?

8 pensieri su “Critica alla ragion pura. Discussioni intellettuali su EONIAN dei Dimmu Borgir

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