Non servono titoli divertenti quando si ha Killing On Adrenaline dei Dying Fetus (1998)

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I Dying Fetus, e lo si è scoperto solo dopo il 2000, avevano un asso nella manica ed era nientemeno che nella persona di Jason Netherton. Il bassista/cantante americano grazie al suo background punk/hardcore forniva la necessaria diversità alle canzoni, tanto che il brutal death metal dei Dying Fetus era lontano mille miglia dal ristagnare in una autoreferenzialità poco soddisfacente in termini musicali. Questo è, ovvio, il mio parere – ci sono molti che ascoltano (e preferiscono) i Dying Fetus post-2000, ma non è il mio caso. Prendete Killing On Adrenaline, disco che compie la bellezza di vent’anni il 27 luglio. KoA ha un groove spaccaossa, passaggi incandescenti e poi via di mazzate nelle gengive e nelle palle: entrambi elementi necessari per un perfetto disco di brutal death metal a mio parere. L’affermazione soprastante, i Dying Fetus erano meglio con Netherton, l’ho potuta verificare anche diversi anni fa quando ho visto la band americana in concerto. La formazione era a tre e proponeva estratti dal nuovo disco e canzoni dal repertorio (ormai) ventennale del gruppo capitanato da John Gallagher: i nuovi pezzi, buoni per carità, non avevano lo stesso tiro di quelli vecchi. Se poi portiamo il confronto fra i nuovi Dying Fetus e i Misery Index (la band di Netherton post-Dying Fetus) nel periodo prima del 2010, si può dire che i Misery Index non annoiano una volta che sia una, mentre sparano fuori quelle cartucce cariche e potenti che i Dying Fetus faticavano a tirar fuori dal cilindro.
Ma il confronto e le pippe mentali del dopo non servono a niente mentre si ascolta Killing On Adrenaline. Il disco risente di entrambe le influenze, quella più classicamente death di Gallagher e l’imbastardimento hardcore/grind di Netherton, e il mix regge e funziona alla grande. Ogni traccia dei 34 minuti scarsi del disco non cede un millimetro e quanto più ci si addentra nei territori death metal, quanto più il retroterra grind esce a far da contraltare e così anche i testi ispirati di Netherton (scrittore che si farà valere anche nei Misery Index con brani sociali).
Se volete godervi un sano momento di sputo di bile verso l’industria musicale che, con perizia, cerca di farci ingoiare tonnellate di merda sperando di farci esclamare anche “che buona”, sentitevi Kill Your Mother, Rape Your Dog.
Tutto il resto suona di grande classico e, ve lo posso anticipare senza paura di spoiler, verrà replicato anche Destroy The Opposition del 2000 – ultimo disco ad avere la line-up capitanata dal duo Gallagher – Netherton. Dopo di questo, la divisione e i dubbi se continuare a seguire i Dying Fetus (e la loro impostazione più death-oriented) o mettersi alle calcagna di quelle bestie assassine che sono i Misery Index.
Scegliete voi… o anche no. A me basta una cosa: prendetevi 30 minuti di tempo, attaccate lo stereo e date una rispolverata a Killing On Adrenaline.
I ringraziamenti potete mandarmeli su Facebook.
[Zeus]

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