La noia mortale. Korn – Follow The Leader (1998)

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Nel torbido 1998, per chi non aveva MTV, c’erano ben poche possibilità di vedere musica diversa da quella proposta dalle radio/televisioni commerciali. Io, ovviamente, ero in una conca fetida che non mi faceva prendere MTV neanche a tirar giù cristi, quindi avevo televisioni come All Music, VideoMusic, Music Box etc che sparavano video musicali a caso (dicasi 300.000 di Mr. Manson, The Unforvigen II dei Metallica etc etc) e nessuna vera, grande novità. Ormai non riesco a risentire The Unforgiven II senza che mi venga un coccolone al ricordo delle superiori.
Uno dei video che girava, sporadico, era quello dei KORN e, per la precisione Freak On The Leash. Una, due, tre volte e ancora. La programmazione sembrava essersi sintonizzata su questi brani e non accennava a smettere – e io, da completo rincoglionito, non mi sono staccato da quella televisione.
Il problema è che i Korn, a me, non sono mai piaciuti particolarmente. Non mi hanno mai attratto e così anche il fenomeno del nu metal (o come cazzo si chiama in realtà). Non mi piace il rap e il ghetto style, quindi se lo mescolate al metal non elevate il genere musica suddetto, ma mi abbassate lo stimolo di liberazione che mi fornisce il metallo pesante. Ve lo dico conscio del fatto che anche i Black Sabbath hanno piazzato un pezzo rappato nel loro ultimo, drastico, disco.
I Korn rappresentano tutto questo: ritmiche percussive, vocals mezzo torturate-mezzo rappate e tutto l’insieme che, sul finire degli anni ’90, tiranneggiava nei negozi musicali e su certe radio.
Quando li ho visti dal vivo al Gods Of Metal, c’è da sorbirsi di tutto in questi festival, ho preferito sedermi nell’erba a mangiarmi un panino con la salamazza piuttosto che sorbirmi un’ora di concerto. Bisogna dare delle priorità nella vita.
Detto questo, però, bisogna anche ammettere che Freak On The Leash deve aver cambiato l’opinione di molta gente nei confronti del metal e/o aver avvicinato molti giovani alla musica del demonio. Questo non è un fattore secondario, intendiamoci. Anzi, posso persino dare il mio importantissimo sigillo di bontà se, dopo aver ascoltato Freak On The Leash, i giovani di cui sopra sono passati ad altro.
Perché, e qui lo dico e NON lo nego, da qualche parte bisogna pur partire
[Zeus]

 

3 pensieri su “La noia mortale. Korn – Follow The Leader (1998)

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