Il resto mancia # 1

Visto che di questi due dischi ho poco da dire e ancora meno battute da fare, gli accomuno in un grande contenitore e via con uno spezzatino misto. Perché questo è il fondamento dello spezzatino o di tutti quei prodotti “poveri” nati dalla tradizione popolare: mettere sul fuoco una pentola, buttarci dentro un po’ di verdure per fare il soffritto e poi incominciare a versarci dentro della carne. Tagli non pregiati, sia chiaro, perché nel caso dello spezzatino o della cottura in padella (brasati etc) è la lentezza che fornisce quel qualcosa in più che li rende teneri e succosi. Mettersi a cuocere in maniera brutale un taglio molto innervato, non fa altro che renderlo duro e non permette ai legamenti, tendini etc di sciogliersi e formare una pappa molliccia che poi irrorerà di gusto il muscolo. A saperci fare con i tagli poveri, lasciati in disparte dagli amanti del filettino e dei pezzi pregiati, si riescono a ricavare delle prelibatezze che non hanno niente da invidiare ai piatti fatti con selezioni più “di rango”. La questione, come detto in precedenza, è tutta una questione di somme: carne + liquido + calore + pentola + tempo.
Non mi piace buttare via niente, ma mi pare brutto dedicare troppo spazio a due dischi che non mi ricordo molto e che mi hanno influenzato solo in maniera “tangente”, quindi molto molto di striscio e unicamente perché, come dicevano i latini e poi hanno ripreso anche i Dark Funeral, repetita iuvant. E io, certe canzoni di Fallen degli Evanescence e di Americana degli Offspring le ho sentite talmente tante volte su Music Box da farmi cadere dalla sedia.
Risultati immagini per offspring americanaPretty Fly (for a white guy) degli Offspring la si sentiva in maniera continuativa e, mi stupisco ancora adesso, riesco a ricordarmi il motivetto e mezzo video – e sono circa 20 anni che non ascolto più quella canzone. Forse l’ho sentita in radio, ma dubito che fosse un programma recente. Gli Offspring erano abbastanza in in quel periodo, forse anche per il revival del punk rock melodico o perché era giusto così, anche loro dovevano avere lo “smash hit” e l’hanno avuto. Più di questo, e di qualche altra canzone, non mi ricordo. Mi dispiace. Ho rimosso così tanti brani dal mio cervello che, adesso, mi ritrovo spesso e volentieri a non ricordarmi le cose. O, forse, è che il punk e il punk rock non mi hanno mai preso troppo, se non nella forma dei Social Distortion e, sentiti questi, mi sono detto: per me va bene, Mike Ness&Co. mi piacciono e questo genere di punk rock melodico, così influenzato dal rock e dal rockabilly, mi sta bene (tanto che ho tutti i dischi della band di Ness).

Gli Evanescence del 2003, invece, sono dall’altro lato dello spettro. Anche loro eranoRisultati immagini per evanescence fallen sempre presenti su MusicBox e, logico, con due canzoni: Bring Me To Life e My Immortal. La prima era un mischione che univa i rigurgiti gothic di Amy Lee con le parti nu metal di Ben Moody creando quello che poi è diventato un grande inno delle adolescenti gothic-eggianti del periodo; la seconda, My Immortal, garantiva fiumi di lacrime et altro da parte delle suddette signorine. Questa seconda canzone è una ballatona strappamutande che ti può piacere se hai 15 anni e, in qualche modo, hai il malessere esistenziale di 15enne.
Forse mi è uscita male, visto che ascolto musica disagiata da troppo tempo.
My Immortal è melensa, melodica, ballatona che prende e fa sognare le ragazzine che, pur cercando il principe azzurro, in verità vorrebbero essere schiaffeggiate sul culo dal tamarro grizzly che le tratta male ma che, in lui, vedono qualcuno da redimere.
Non so se ci ho azzeccato nella descrizione, ma facciamo che dico il giusto visto che qua, in TMI, governo con pugno di ferro e testa di legno.
Dopo questo disco ne hanno fatti altri, che ho tutti su Pc non per merito mio sia chiaro, ma ci hanno messo circa 3 anni per riprendersi dalla sbornia del successo. Tre lunghi anni in cui ci hanno piazzato dentro singoli, dischi dal vivo e anche una separazione artistica fra Amy Lee (generale dell’armata Evanescence) e Ben Moody (luogotenente della stessa), con il risultato che Amy Lee ha continuato con la band (con cui ha fatto uscire dischi con risultati commerciali ben lontani da Fallen) e il buon Moody è finito in un mezzo dimenticatoio. In fin dei conti, povero Moody, non era altro che il chitarrista della band.
[Zeus]

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