Non tutto il funk passa dai RHCP. Infectious Grooves – Groove Family Cyco (1994)

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Mentre molti degli/delle adolescenti si stava chiedendo che fine avesse fatto Kurt Cobain e il suo peregrinare extra-fatto e completamente rincoglionito per Seattle e i Red Hot Chili Peppers stavano per effettuare il primo grande cambio di sound, gli Infectious Grooves facevano uscire il loro terzo disco Groove Family Cyco.
Per chi non li conoscesse, gli Infectious Grooves sono un side-project di Mike Muir dei Suicidal Tendencies e, al tempo, di Robert Trujillo (adesso fermamente intenzionato a restarsene a vivere di cose belle con i Metallica). Non avevo sentito molto della band, forse qualcosina del primo disco (dicasi, avevo sentito Punk It Up per qualche motivo che non ricordo adesso), quindi non mi potevo certo definire un esperto della band di Muir e, men che meno, di funk-metal; quello che però potevo fare era cercare, qua e là, se c’era un loro CD a prezzo-merda, così da potermi sentire con calma il disco e avere idea di cosa facessero “nel complesso”. Risultati immagini per lettore cd portatile 1999
Satana, che tutti accusano di non fare mai i coperti, però mi vuole bene e quindi mi fa trovare Groove Family Cyco ad un prezzo al limite del ridicolo. Prendo il CD ringraziando il Grande Capro e lo metto nel lettore CD.
Per chi fosse nato nel tempo delle grandi rivoluzioni tecnologiche, il lettore CD è questa struttura qua di fianco.
Portarsi appresso questo pezzo di plastica era complicato e, a guardare indietro, capisci perché al tempo c’era uno spopolamento dei merdosissimi marsupi. Comunque sia, il CD finisce nel lettore e mi parte Violent & Funky. Non c’è molto da dire su una canzone che mantiene esattamente quello promette nel titolo: funkettone, hard rock e metal mescolati con un briciolo di vaga follia.
Toccato questo range di sonorità, l’ascoltatore medio dei RHCP abiurava il suo credo per la band californiana e si convertiva al credo di questa band di Venice – California.
Perché il funk furoreggia e la voce di Muir fa da ponte fra chi ama i Suicidal Tendencies e vuole prendersi una vacanza dal loro thrash e chi arriva da altre latitudini sonore e vuole qualcosa che non sappia “di pappa pronta e riscaldata”.
Gli Infectious Grooves, pur non rientrando nei miei ascolti quotidiani, non mi annoiano come i Rage Against The Machine o non mi hanno deluso come i RHCP post-Blood Sugar Sex Magik (disco che mi piace). Questo, per me, è una grande cosa: sono un gruppo con pochi fronzoli e molto sound e, quando partono, hanno un ritmo micidiale – complice ovviamente una sezione ritmica che padroneggia in maniera perfetta il verbo musicale del funk (e del metal).
Strano a ripensarci, non avevo sentito questo CD da epoche storiche (l’ho lasciato a casa dei miei perché a casa mia non ci entrava più niente) e adesso che sto sfruttando YouTube mi dico: era un’epoca passata, ma il sound è ancora quello che ti fa venir voglia di bermuda, canottiere XL (possibilmente di qualche squadra di basket NBA), calzettone bianco alto, Converse e una birra fredda in mano.
[Zeus]