Queen – Innuendo (1991)

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Oggi ho voglia di staccarmi dalla classica routine e mi ficco nel tunnel dei ricordi per parlare dei Queen. Se vogliamo, la band di Freddie Mercury non è neanche troppo distante dal concetto di hard rock che sosteniamo qua a TheMurderInn (seppur ci fregiamo di supportare maggiormente i generi più estremi).
Se dovessi cercare un disco che ho preso subito, questo è IL disco. All’epoca dell’uscita, come è logico, ho dovuto aspettare paghette mensili e regali dai parenti per poter avere un po’ di sane Lire da parte e comprarmi la casettina di Innuendo dei Queen.
Non avevo molte cassette a casa, sicuramente non tantissime di quella musica “dura” che tanto spaventava la gente comune, ma mi stavo informando nella maniera migliore: andavo dal mio vicino di appartamento, più grande di me di qualche anno, e mi facevo copiare su delle cassettine marcissime i dischi che aveva lui. Il primo che mi ricordo, non il primo in assoluto ma quello che mi ricordo per il numero di volte che ho sentito, era quello dei Dire Straits. Penso di aver sentito da lui i Queen o, forse, era un argomento di cui si parlava alle elementari (già, questo particolare mi è rimasto in mente).
Detto questo, mi sono comprato Innuendo e, ne sono quasi certo, il motivo principale era la cover art (strana) e poi per le canzoni che, in quel momento, spaziavano fra tanti generi e sottogeneri che facevano di Innuendo un viaggio molto particolare. Passavi da Innuendo alla melodia di These Are The Days Of Our Lives o I’m Going Slighty Mad e passavi anche all’hard rock di Headlong (una delle canzoni che, insieme a I Want It All, ha rinforzato in me i geni del mio percorso verso la musica del demonio).
Sapevi che però c’era qualcosa di particolare, perché altre canzoni che avevi sentito avevano più energia/esplosività e meno riflessività o uno strano senso di arresa (?) – fragilità (?) – finalità (?). Quando ho sentito questo disco, non sapevo assolutamente quello che stava succedendo all’istrionico cantante e quindi, nella mia ignoranza da bambino, sentivo solo belle canzoni e quella strana sensazione di non-allegria (perché non è un disco triste, ma…). Al tempo, grazie al Demonio, c’era più riservatezza sulle condizioni di vita delle persone e, visto che non c’era Wikipedia ad aggiornarti su tutto quello che succedeva nelle vite delle rockstar, i Queen avevano tenuto il massimo riserbo sulla malattia di Mercury.
Ho ascoltato questo disco per molto tempo, diciamo dalla sua uscita (circa) fino alla fine del 1991. Nel mentre avevo ampliato la mia collezione di BASF copiate e ci avevo aggiunto anche Greatest Hits II, con dentro quella I Want It All che mi emozionava e mi caricava. Quella era la fine di ottobre.
Il 24 novembre 1991 il giornale riportava la notizia che Freddie Mercury era morto e io non sono più riuscito a sentire Innuendo con le stesse orecchie di prima. Mi sono ostinato a prendere anche Made In Heaven, più per ringraziamento alla band che per una vera ed innata volontà di scavare nel torbido della memoria e del lutto musicale.
Ho tenuto Innuendo su cassetta e non l’ho mai ripreso su CD, nonostante gli abbia dato mille ascolti prima del 24.11.1991. Credo che debba restare così.
[Zeus]

5 pensieri su “Queen – Innuendo (1991)

  1. Che musica. E sai mi colpisce pensare… alle elementari parlavamo dei Queen. Anche io alle elementari parlavo dei Queen, è uno dei miei ricordi musicali più “antichi”. Ok, non ne capivo niente, ma c’era qualcosa che mi attirava in quella musica, quel senso estetico, anche, con lo stemma dei Queen e la voce di Freddie Mercury, il modo in cui si vestiva e presentava. Aveva carisma, diamine se ne aveva. Quello che più m’è rimasto dentro è stata la teatralità, quell’impianto un po’ barocco e sfrontato, Barcellona, o Bohemian Rapsody. E Innuendo. E The show must go on… Mi metti di fronte Innuendo e salta fuori tutto i Queen. La cassetta che aveva in casa mio zio, gliel’ho devastata a forza di ascoltarla, era un Greatest hits vol. 2, mi pare. E quando dico devastata dico devastata, perché non l’ha mai saputo, ma l’ho praticamente fusa ed è diventata inservibile. Va bene, lo ammetto, sono una brutta persona.
    Innuendo l’ho ascoltata quasi ogni mattina prima di andare a scuola (al tempo ero già alle medie). Se non è amore questo.
    Io Freddie lo ringrazio veramente per essere esistito. E sai cosa, di quando è morto non ricordo niente, strano. Ricordo solo lui con il mantello e la corona in testa, qualche anno prima. Ero proprio piccola, piccolissima, ma ‘sti cavoli, se mi è rimasto così impresso qualcosa vorrà dire.

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    1. Già, più o meno la stessa cosa. Innuendo e Greatest Hits vol.2 quello con I Want It All nel giro di pochi mesi. E ascolti e i primi tentativi di musica “dura” (perché, per me, era classificabile come musica dura, come vero rock.. non le porcherie che sentivo in giro. Poi ho aggiunto Dire Straits e qualche altra cosa… sempre nel periodo).
      Mi ricordo la sua morte, questo sì. Non mi ricordo perché però… forse stavamo parlando in classe. Anzi, mi sembra di ricordare che un compagno di classe si era messo a piangere. Adesso ho il dubbio, ma forse ero al primo anno delle medie in quel momento (11 anni, giusto?).

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      1. Ci sta, a 11 anni si fa la prima media. O si faceva, ho perso il filo per quanto riguarda l’organizzazione scolastica. Comunque l’età è quella, eri un bambino, praticamente. E poi, mi colpisce pensare che il tuo compagno di classe sia stato così toccato dalla cosa. Beh, era decisamente amato, Freddie – e lo è.
        Al tempo sì, c’erano parecchie porcherie. Qualcosa ricordo, ma devo lottare con il mio cervello che cerca di rimuovere quanta più schifezza possibile.

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      2. Vedi che non mi sbaglio di brutto con età e momenti scolastici? Vabbeh, non che sia difficilissima la cosa, ma io non sono proprio un fulmine a ciel sereno 😀
        Toccato? Credo proprio di sì. Ma era sulla bocca di tutti e sai, quando sei giovane ti contagia la malinconia.
        Però una cosa è certa, Freddie era amato. Questo è un punto su cui non si discute.

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  2. Pingback: Ricordi di un tempo che fu.. Scorpions – Best of Rockers ‘n’ Ballads (1989) – The Murder Inn

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