You Suffer. Napalm Death – Scum (1987)

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Se vogliamo, possiamo anche non parlare di questo CD. Tanto, chi più, chi meno, lo conoscete. Conoscete i Napalm Death, conoscete Scum e non avete problemi a reperire le informazioni su questa band. Vero?
Quello che vorrei sottolineare sono due fattori e il primo è relativo alla straordinaria apertura mentale di John Peel, il quale dagli anni ’70 in avanti ha portato in radio band che, adesso nel 2018, non passerebbero neanche su radio pirata. Questo è pensare avanti, mettere un piede fuori dall’ordinario e creare qualcosa dal nulla. Cosa che, ovviamente, hanno fatto gli stessi Napalm Death che, con Scum, hanno aperto la porta a quello che poi noi chiameremo GRIND. Vorrei proprio dirlo: chi metterebbe in onda, adesso, un disco/un live grind? Pressoché nessuno.
Io mi emoziono ancora quando, nelle rarissime volte che ascolto la radio, mi riesco a sentire Stairway To Heaven senza la falciatura finale. O, stesso discorso, una canzone dei Pink Floyd. Figuriamoci, una volta sono riuscito a sentire addirittura War Pigs dei Black Sabbath. Quindi, se tanto mi da tanto, riuscire a sentirsi una canzone dei Napalm Death rientra nell’ambito dell’improbabile, se non impossibile.
Giusto per darvi l’idea della cosa, in quella straordinaria prova live il quartetto Embury/Dorrian/Steer/Harris,solo in parte quello che aveva registrato Scum, visto che Embury, all’epoca, non era della partita, ha suonato per poco più di 5 minuti tirando fuori 12 canzoni (inseriti nell’EP The Peel Sessions del 1987).
Il secondo fattore esula completamente dal disco. Mi “ricordo” un concerto dei Napalm Death in Trentino (internet mi informa che era il 2006 – la memoria cede inesorabile). A memoria di molti, quel Metaldays Festival, è stato uno dei più devastanti in assoluto. Vi posso assicurare: c’era gente incredibile e tutti i metallari erano presenti in un modo nell’altro, fra cui gente che non conoscevo e che, negli anni successivi, sarebbe diventata parte della cerchia di amici.
Come headliner di giornata c’erano i Napalm Death. La band aveva da poco pubblicato The Code Is Red… Long Live The Code e da lì a qualche mese sarebbe uscito Smear Campaign. Stiamo quindi parlando di una band che, all’epoca, aveva oltre 20 anni di attività, 11 album (e innumerevoli EP etc) e tanti chilometri e concerti sulle spalle. Li ho visti arrivare in furgone, smontarsi le cose, essere disponibili e cordiali e poi, con furia cieca, distruggere il palco. Non mi ricordo molto del concerto in sé, il livello di devastazione aveva raggiunto ormai vette assolute, ma mi ricordo questo fattore: impegno, dedizione, umiltà e caparbietà. Mi ricordo che ero rimasto stupefatto dal cachet che chiedevano per suonare (stiamo parlando di poche migliaia di euro) e del loro essere con i piedi per terra. Ragazzi come noi che, per il tempo di un concerto, salivano sul palco e ti facevano fuori a calci in faccia.
L’efficacia della loro proposta, c’erano sicuramente estratti anche da questo SCUM, si poteva contare dal numero di scarpe rimaste sul terreno polveroso davanti al palco. E dalla gente che, sfinita, bruciata dal sole e con lividi grandi come pompelmi, ritornava mesta verso gli stand della birra o dove c’erano le tende.
Forse è questo che mi ricorda SCUM: la devastazione e il divertimento. La dedizione, senza sentirsi STOCAZZO, facendo quello che si sa fare bene: suonare canzoni veloci, brutali e impegnate.
Ma, soprattutto, mi ricordano che c’è un solo, grande, interrogativo che mi percorre la mente in certi giorni e lo potrei riassumere così

[Zeus]

3 pensieri su “You Suffer. Napalm Death – Scum (1987)

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