Di nuovo al fronte, fratelli. Marduk – VIKTORIA (2018)

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Dopo una stagione ricca di problemi, fra cui quelli con i gruppi Anti-fa americani e show cancellati e poi riprogrammati in location segrete a Stoccolma, i Marduk ritornano al fronte e fanno un nuovo disco dedicato alla Seconda Guerra Mondiale.
Vorrei sottolineare per i più sbadati fra di voi, che i Morgan&Co. flirtano con l’immaginario nazista (e in questo contesto ci si mettono l’artwork rigoroso e pulito e l’utilizzo di pezzi di propaganda del periodo) e si inzuppano le galosce con le battaglie del secondo conflitto mondiale, ma non sono un gruppo NSBM.
Poi saranno liberi di smentirmi, ma per il momento la situazione è questa. A noi piacciono i Marduk che parlano di guerra, delle truppe tedesche, di cristi squartati e suore che pregano nel loro piscio. Ci si accontenta di poco in questo mondo difficile.
Cosa differenzia questo dai precedenti? La prima, grande, differenza è che non viene citato Reinhold Heydrich (di cui hanno parlato su Plague Angel “The Hangman Of Prague“, Wormwood “Funeral Dawn” e anche in Frontschwein “The Blond Beast“), e poi ci sono Werwolf Silent Night. La prima è un black metal punkettone, con i cori schizzati e un Mortuus isterico che sembra in preda a carenza di trielina. Silent Night è forse la traccia più lenta mai suonata dai Marduk e con i 4.02 chiude il disco nella stessa, strana, maniera con cui la band ha iniziato Viktoria. Lasciandoti la voglia di riprendere il discorso e riascoltare tutto il CD, perché i 33 minuti passano in un lampo.

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Il resto del CD è un compendio sonoro di quanto prodotto dalla band svedese negli ultimi anni: velocità assassina, lyrics dedicate alla guerra (e vi giuro che i temi/termini si ripetono un po’, ma vi siete mai preoccupati di questo particolare quando parlate di Marduk?) e addirittura un arrangiamento che mette insieme una parte veloce e una lenta: Viktoria – Devo ci ha addirittura piazzato un solo di basso -.
Sapete cosa c’è che, in un disco come questo, piazza il colpo vincente? I chorus. Li hanno studiato veramente bene stavolta, hanno messo giù le carte e moltissimi hanno l’appeal da essere canticchiati (Werwolf, Viktoria, se vogliamo anche Equestrian Bloodlust o quel stupendo: hammering – keep hammering di Narva).
Non credo che serva aggiungere altro.
Sentitelo e capite cosa sto dicendo: il disco scorre alla grande e si fa (ri-)ascoltare.
Tutte le polemiche stanno facendo marciare Morgan&Co. sull’onda di una sana ispirazione, che Satana li porti in gloria.
[Zeus]

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