Faccio un salto nel 1991, vedo Arise dei Sepultura e ci resto.

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Nel mondo ci sono tantissimi dibattiti che infiammano il popolo: Juve o Milan? Guanciale o pancetta? Fica o culo? Arise o Chaos A.D.?
Visto che siamo, ancora per un po’, un sito che parla di musica, entriamo a piedi uniti nel discorso e vi chiediamo: l’album definitivo dei Sepultura è Arise o Chaos A.D. (lo so, nella domanda dovrebbe entrarci anche Beneath The Remains…)? Roots, come potete vedere, non lo cago neanche di striscio. Perché il discorso che infiamma la platea metallara è sempre lo stesso, meglio la band brasiliana con gli influssi più thrash (chi ha detto Slayer?) o quando ha virato marcia ed è andata a toccare il death con Chaos A.D.? Meglio prima o dopo?
Che cazzo di domande.
Per una questione affettiva, ho sempre reputato Chaos A.D. il MIO disco preferito della band brasiliana, poi posso anche sbagliarmi, ma i pezzi ci sono e tutto l’impianto spacca che è una meraviglia. Poi mi metto a recensire questo disco del 1991 (27 anni fa!!!) e risenti un turbinio di pezzi che spaccano veramente, in cui la sola tripletta iniziale (Arise, Dead Embrionic Cells e Desperate Cry) vale il prezzo di tutto il CD che avete in mano.
Fateci caso, mettete su le prime tre e boom, non servirebbe andare oltre per sapere che, di Arise, voi diventerete drogati. Di quanti dischi odierni potete dire la stessa cosa? Adesso almeno un paio di ascolti dove darglieli, giusto per capire se la prima impressione fosse giusta o un’amena stronzata.
Visto che poi sono abituato di saltare di palo in frasca, mi viene da pensare come cazzo è possibile che lo stesso gruppo (meno Max) sia riuscito a partorire un disco imbruttito come Against (che ha anche festeggiato vent’anni questo 2018).
Arise parla da solo. Ha voce stentorea e si sente tutto il suono della band, quell’urgenza e violenza che poi verranno incanalate nel sound di Chaos A.D. e, infine, ammosciate con dischi sempre meno intriganti. Arise, la canzone, ti fa saltare dalla sedia con quel chorus:

Obliteration of mankind
Under a pale grey sky we shall arise

che tutti quanti cantano in macchina quando stanno tornando a casa con due buste della plastica sul sedile posteriore e dei metallici sofficini Findus da scaldare nella tristezza dell’esistenza terrena. Perché, cari miei, che cazzo ce ne frega a noi di tutto? In fin dei conti abbiamo band come i Sepultura che ci fanno compagnia, che ci fanno gridare come oranghi sui sedili I see the world, old / I see the world, dead o ruggire le parole Creation / Of insane rule / All we hear / Desperate cry. Questo è un buon modo per sfogare la propria rabbia, il proprio tormento interiore mentre il lavoro fa schifo, arrivano le tasse da pagare, piove nei weekend e durante la settimana il sole ti brucia il culo, il telefono si scarica velocemente, le ragazze girano in bikini per strada e tu sei costretto a rimanere dietro un vetro come una scimmia allo zoo.
Mentre la gente si sfascia con apericena o stronzate simili, noi buttiamo su i Sepultura e riacquistiamo un certo equilibrio e non usciamo in strada, a cazzo di fuori, cercando un modo o l’altro per invocare l’apocalisse portato dai cavalieri dello Zodiaco.

Quindi ve lo richiedo: l’album definitivo dei Sepultura qual’è: Chaos A.D. o Arise?
Io la mia risposta l’ho data, ma voi cosa ne pensate. E se non siete né da una parte né dall’altra, che peste vi colga.
[Zeus]