Acrimonious – Eleven Dragon (2017)

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Questo dei greci Acrimonious è il classico disco che sto rimbalzando da mesi e, badate bene, non per la qualità di quello che ci trovi dentro. Lo ascolto, spesso perso nei cazzi miei mentre sono in treno o per strada, tiro giù due appunti mentali e poi, sceso e davanti al PC, ecco che mi perdo le grandissime frasi che avevo in mente. Quindi ecco il classico adagio: E anche oggi si recensisce domani.
Oggi, invece, butto giù queste quattro stronzate e poi voi andate a recuperare il disco che, nonostante i miei sproloqui inutili, merita veramente. Tre album dal 2009 ad oggi e cinque anni fra il secondo (Sunyata) e questo Eleven Dragon. Se la prendono comoda e, intanto, il mondo gira. Gira perché nel 2009 doveva ancora uscire Lawless Darkness dei Watain e quindi il loro principale metro di paragone. Fossero arrivati alla vera popolarità con quel disco, forse ci sarebbe da parlare degli Acrimonious come punto di riferimento dei Watain e non viceversa. Ma così non è. Insieme alla band di Erik Danielsson ci vedrei bene anche un mix di Dissection e qualche miasma greco (giusto per restare nella loro terra natale)  a completare la triade di riferimenti musicali che i più perversi desiderano conoscere. Quindi cosa ci possiamo trovare davanti?
Riff affilati, di classica scuola svedese, con un occhio di riguardo alla scena blackned death tipica dei Dissection, le chitarre acustiche per spezzare l’atmosfera e poi quel retrogusto tutto greco per certe sonorità e melodie. Gli Acrimonious sono questo, c’è poco da inventarsi e creare paragoni imbarazzanti.
Pur essendo lunghetto, undici tracce per oltre un’ora di musica (in tema di black siamo su minutaggio importante), gli Acrimonious non annoiano. O, almeno, riesci ad arrivare senza il minimo segno di sbandamento a Kalvalya, traccia che fa da spartiacque e ti permette di buttarti sulla cinquina che chiude Eleven Dragon senza troppi patemi.
Il merito, sia chiaro, è dato anche dal riffing di chitarra e un buon lavoro nella sezione ritmica. Un prodotto meno ispirato e avrei incominciato a skippare canzoni già dopo la sesta/settima traccia.
Se il ritmo è quello che hanno tenuto fino ad oggi, il successore di Eleven Dragon lo dovremmo vedere dopo il 2020. In ogni caso avrete tempo di recuperarvi questo disco e i due precedenti.
[Zeus]