From Sweden to… – In Flames (2004 – 2008)

Dopo aver pubblicato il temibile Reroute To Remain, la band “si regala” due anni di tour ed EP (che evito di recensire per salvaguardare la mia coscienza). Finito il dovere contrattuale di portare in giro il nuovo disco, gli svedesi rientrano in studio e incominciano a registrare il seguito di quel disco.
Risultati immagini per in flames soundtrack to your escapeNel 2004, a due anni dal precedente, fanno uscire Soundtrack To Your Escape. Va bene, qua non riesco proprio a trovare parole buone. Niente, zero. Ho avuto la sfortuna di vederli dal vivo a supporto di questo disco (nel 2005 – erano in compagnia dei Sepultura, spompati all’inverosimile). Il disco è brutto, piatto e senza il minimo sentimento. Sono certo che hanno voluto buttarci dentro una grossa dose di angst adolescenziale, qualcosa di vendibile alle nuove generazioni metallare in USA e Europa, ma il mix di suoni non funziona proprio. Tutto suona grosso, ma manca di aggressività visto che è pulito e lucido. Fridén alterna uno spompato scream a delle clean vocals loffie, senza nerbo che, spesso, suonano molto piagnucolanti invece che dare un valore aggiunto alla musica. Questo tratto, però, non è destinato a cambiare e, anzi, sarà la via su cui si indirizzeranno gli svedesi. La band, quindi, incomincia il percorso di rivoluzione del suono, immergendolo in sovrapproduzioni, elettronica, tastiere, scream-clean vocals e un’attitudine che è l’estremo opposto delle “perversioni” aliene dei primi CD.
Dopo soli due dischi, gli In Flames tirano fuori un nuovo disco dal vivo. Questa voltaRisultati immagini per in flames used & abused accompagnato dal DVD di alcuni concerti tenutisi in Inghilterra, Svezia etc. Non poteva che essere così, c’era da aspettarselo. Il live, in questo caso, è la dimostrazione che la band sta cambiando. Used & Abused – In Live We Trust del 2005 è il manifesto di questo cambiamento. Trequarti della scaletta non guarda oltre Clayman e il resto prendono da Colony, Whoracle e The Jester Race. Stiamo parlando di una band che non ha intenzione di rimanere a rimuginare su quello che era, ma su quello che diventerà e, potrà piacere o meno, è un tratto che Fridén&Co. hanno portato avanti con una coerenza invidiabile. Il vecchio pubblico era scontento? Loro hanno alzato le spalle e avanti march con la loro linea musicale. Ci vuole una visione d’insieme e coraggio anche per prendere certe decisioni.
Due anni di distanza significa? Nuovo disco in studio! Con costanza tutta svizzera, gli In Flames entrano in sala di registrazione e sfornano il successore del terribile Soundtrack To Your Escape. Il successore si chiama Come Clarity e, rispetto ai due orribili LP che Risultati immagini per in flames come clarityl’hanno preceduto, almeno qualche motivo di sollievo ce l’ha. Non dico che sia un capolavoro, ma stiamo parlando del primo disco che inizia con un accenno, quasi sincero, di aggressività (e stiamo parlando di Take This Life). Il resto del disco sfrutta il nuovo filone “metalcore”, lo mischia e lo risputa fuori in maniera un po’ più vibrante rispetto al disco del 2004. Poi ci sono gli aspetti affettivi, della title-track non posso parlare male perché mi ricorda una ragazza che ho frequentato per un po’. Stavo ascoltando questo disco, per recensirlo, mentre andavo a prenderla in macchina. Quindi il ricordo sarà sempre associato all’appuntamento successivo. I punti negativi sono sempre gli stessi: spesso il lavoro delle chitarre, oltre a tritur riff, è monocromo e anche la batteria non brilla in nessuna maniera. Fridén continua la sua involuzione vocale nello scream ma, almeno, migliora leggermente quella nel clean. Il problema è sempre lo stesso però: gli In Flames dovrebbero contenere al minimo queste svarionate in clean e concentrarsi su creare riffing decenti, melodie accattivanti e tutto quello che, in un secondo, ti fa spuntare la parola In Flames sulle labbra. Secondo me e seppur penalizzato da alcune pecche storiche, Come Clarity è il miglior disco della band da molti anni a questa parte. Immagine correlata

Dopo due anni di attesa, ecco il successore di Come Clarity e, sinceramente, pensavo procedessero su quella via di irruvidimento del sound (non posso certo dire di “ritorno alle origini”). Come potete immaginare, gli In Flames se ne sono sbattuti le balle e hanno tirato fuori A Sense Of Purpose nel 2008 (ha festeggiato i 10 anni qualche mese fa). Il sound si alleggerisce in maniera paurosa, ritorando a dare moltissimo spazio alle parti elettroniche e rendendo le chitarre di zucchero. I riff forse ci sono anche, ma il suono delle sei corde è leggerissimo. I testi sono, come di consuetudine da anni a questa parte, incentrati su paranoie e disagi vari ed eventuali, cosa che fa sorridere ripensando ai testi spaziali e pieni di “fantascienza” dei primi dischi. L’effetto lagna è una delle componenti che si fa spazio in breve tempo ed è l’unica traccia costante di tutti i brani contenuti nel disco. Non c’è scampo, sembra di sentire una conversazione fra emo che si lamentano. Ovvio, sparare su questo disco è semplice, ma poi bisogna riconoscergli due cose: a) ha dentro alcune buone melodie, meglio che il tafferuglio di note a caso dei CD precedenti; b) ha aperto le porte del mercato USA agli In Flames. Perché un disco come questo, leggero, non troppo veloce e/o violento, zuppo di lagna e con una copertina sinceramente ridicola è quello che il mercato americano può sopportare.
Se vogliamo, e lo dico consciamente, questo è l’album che ha fatto da spartiacque fra chi ancora credeva in una qualche “redenzione” della band ed un ritorno ad un suono più duro (come ci avevano illuso con Come Clarity) e chi, ormai, ha abbracciato il nuovo trend degli svedesi. Dopo A Sense Of Purpose, Fridén&Co. perderanno il fondatore della band (Jesper Strömblad – distrutto da depressione, alcool e insoddisfazioni varie) e si ritroveranno fra le mani una bestia completamente diversa da gestire: più grande, più influente sul mercato USA ed Europeo e con un sound che, paradossalmente, si americanizza scimmiottando quelli che, a loro volta, hanno copiato il vecchio sound In Flames. Paradossi della vita.

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