Sentirsi ad Halloween con i Type O Negative – Bloody Kisses (1993)

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Bloody Kisses è, senza ombra di dubbio, il disco più conosciuto dei Type O Negative: vuoi perché heavy e sabbathiano ma più accessibile di Slow, Deep And Hard, vuoi perché non ha la carica di depressione totale che si porteranno appresso dischi come World Coming Down o Life Is Killing Me o, come ultimo punto, perché non è così pulito e artificiale come October Rust. Questo senza menzionare che ha anche delle grandissime canzoni al suo interno, sia chiaro. Perché fra tutto l’hype che si genera, fra tutti quelli che si ringalluzziscono pensando a Christian WomanBlack N.1 ci sono altri grandi brani che compongono la scaletta di Bloody Kisses.
Le due canzoni che ho citato prima sono, logicamente, due grandi canzoni, non sto certo a fare il cazzaro con il mignolino alzato e la sciarpetta; quello che dico, però, è che Bloody Kisses (A Death In The Family) è un pezzo da ricordare nonostante parli della morte del gatto di Pete Steele!! O la cover di Summer Breeze, riproposta sotto l’effetto di sedativi da cavallo e con il vocione del singer polacco-americano è sempre un bel sentire.
A me piace un botto anche Set Me On Fire, canzone che ha un forte accento Beatles-iano e, quando la si sente, sembra un mezzo scherzo della band; la tripletta finale, nei resoconti dei grandi recensori, spesso viene dimenticata, ma Too Late: FrozenBlood & Fire (il riff iniziale mi fa tirar il collo alla macchina – P.s: sto parlando realmente di macchine) e poi c’è la naturale conclusione con Can’t Lose You (e del sitar che la percorre ne vogliamo parlare?).
I testi di Pete Steele sono sempre stati acuti e ricchi di moltissimi riferimenti alla sua vita personale, ma gli spunti umoristici e ironico/dissacranti rendono i ToN una band che, fortunatamente, non si prende così sul serio. Quindi ecco che ci troviamo la presa per il culo totale di Black N.1 (Little Miss Scary-All) e poi We Hate Everyone Kill All The White People. La seconda con l’accento più hardcore, mentre la prima ha un ritmo così sbarazzino e un ritornello così bubblegum che ti ritrovi a canticchiarlo mentre stai a fare la spesa e la vecchia demmerda che ti sta di fianco ti guarda allibita. Ma lei, come è logico, non sa assolutamente cosa significa essere metallari e ascoltare i Type O Negative; quindi la sua anima non potrà essere salvata.
L’inferno è un posto dove ti fanno sentire neo-melodico fino allo sfinimento.

Io comunque non aggiungo altro a questo che ho scritto, tanto è un disco del 1993 e avrete letto la recensione (seria, importante e fidata) su mille altri giornali e siti, ma cazzo, potevamo mancare noi stronzi a dire la nostra?
No, non potevamo. Quindi mi getto nel tunnel dei ricordi, dei giri in macchina fra le montagne innevate, dei pomeriggio d’autunno con i Type O Negative e vi lascio alla stessa occupazione: mettere su il disco, ascoltarlo e andare a riacciuffare i ricordi che Bloody Kisses vi fa saltare in mente.

[Zeus]

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