L’allegria primaverile distrutta dagli Shining – Född förlorare (2011)

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Che strana creatura che sono gli Shining. Sono attivi dal 1998, e in effetti sarebbe da festeggiare il ventennale del loro debutto discografico con l’EP Submitted to Selfdistruction ma non oggi. In questo 2018 ho voglia di parlare di un disco che, nel lontano 2011 (sembrano epoche passate, ma sono solo sette anni fa), mi ha lasciato buoni ricordi e, soprattutto, la fissa per la canzone I nattens timma. Questa, unica cover del disco, è quel genere di brano che ti rimane dentro se incominci a sentirlo nel momento sbagliato. Perché è melodico, uggioso, oscuro e riproposto con una voglia di vivere pari a zero che ti fa salire la scimmia sulla schiena. A me, almeno, è così.
L’ho sentito una volta, molti anni fa, e mi sono subito detto: questa canzone, cover del gruppo prog-rock svedese Landberk, mi accompagnerà e la tirerò fuori quando il freddo che c’è fuori deve pareggiare quello che c’è dentro (questa frase super-figa e super-emo l’ho fregata da qualche parte e, visto il tema, l’ho riproposta adesso. Perdonatemi, anzi no, sbatte un cazzo e ve la leggete così). Född förlorare è un disco particolare, in cui la depressione totale e l’assenza di ogni briciolo di positività verso il futuro vengono sublimati da una mescolanza sonora che passa dal riffing blues-rock-metal alle partiture di pianoforte, dalle aggressioni di stampo black agli improvvisi rallentamenti melodico-emozionali, tanto che l’unica costante vera è quella della depressione buio-pece così fertile nei testi di Niklas Kvarforth. Il mastermind degli Shining, quindi, tira fuori la summa della sua idea di rock/metal degli Shining del 2011 e lo rigurgita in sei tracce (circa 40 minuti di musica). Novità nella proposta? Non moltissime e questo elemento è sicuramente qualcosa che i più affezionati, i die-hard, possono contestare al VII capitolo della storia degli svedesi, ma probabilmente è un disco che Kvarforth sentiva di dover fare per progettare un nuovo corso della sua creatura. Non per nulla, giusto l’anno successivo, è uscito Redefining Darkness che è il primo (e unico, visto che delle parole di Kvarforth bisogna fidarsi cum grano salis) disco ad essere uscito senza la classica numerazione cronologica. Questo perché, sempre secondo le parole del lider maximo, gli Shining non erano più interessati a certe frivolezze come i numeri.
Ma visto che è una persona di cui non ci si può fidare, con il 2013 esce il nuovo disco in studio e riporta: 8 ½ – Feberdrömmar i vaket tillstånd. Capite che la coerenza non è proprio di casa.
Ma questo non c’entra, perché Född förlorare a me piace. Non riesco a stilare una scaletta né sui dischi degli Shining, né in generale, ma è sicuramente un disco che, un paio di volte l’anno, finisce negli ascolti casalinghi/da treno, per portare mestizia e disperazione nell’ambiente. Sarà perché misura bene le anime che lo infettano, sarà che ha una formula collaudata e, per certi versi, è una cosa su cui conti quando cerchi un disco per distrarti, sarà che Förtvivlan, min arvedel è comunque un’ottima intro di CD e In nattens timma quella canzone che è, ma se dovessi consigliare un disco degli Shining (ovviametne per chi gli Shining non li ha mai sentiti, né è avvezzo al 100% al metal estremo), Född förlorare potrebbe essere una scelta logica e azzeccata.
[Zeus]