Immortal – Northern Chaos Gods (2018)

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Estate 2018, una calda estate.
Quando sulle spiagge echeggia ancora il reggaeton, esce tra gli squilli di trombe e gli applausi della stampa Northern Chaos Gods, primo disco degli Immortal senza quel mattacchione di Abbath.
Ovviamente me lo procuro.
Devo ammettere che, in un primo momento, non mi prende bene. Ma la colpa è mia: faceva troppo caldo e sono io che mi faccio influenzare da quelle voci che urlano “sono tornati i veri Immortal!!!” “è di nuovo 1993!!!”; insomma, ragazzi, non basta usare il bianco e nero per l’artwork, siamo nel 2018, non ce la beviamo più la favola del disco registrato nella foresta e sono anni che le chiese non bruciano più!
Quegli anni sono passati, finiti, kaputt!
Appena è tornato un pò di freddo, e la mia mia mente si è fatta più lucida, è venuto il momento di riascoltare questo cd: questo disco è una bomba!! No, non è il ritorno ai primi Immortal, è un compendio di tutte le epoche degli Immortal con qualcosa in più, con un suono “moderno” ma non plasticoso, con i riff e la batteria bestiale a 1000 tipica degli Immortal, ma anche con i riff epici e gelidi degli Immortal e con gli stacchi arpeggiati freddi degli Immortal, insomma, avete capito, un disco 100% degli Immortal!
E i pezzi sono tutti, tutti, di altissimo livello, neanche un riempitivo e con il picco a mio avviso in Where mountain rise, mid tempo epicissimo che cita e omaggia il riff di Where the Eagles dare dei Maiden.
E l’assenza di Abbath? Neanche si nota.
E poi sapete da cosa si capisce che è un disco grandioso? Quando lo finisci di ascoltare ti viene voglia di andare ad un concerto degli Immortal.
Vedere queste canzoni dal vivo dev’essere qualcosa di totale.

[Skan]

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