Il nuovo dei Behemoth – I Loved You at Your Darkest (2018)

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I Behemoth sono come una ragazza che ti è sempre piaciuta e ha molti tratti che ti fanno arrappare lasciandoti a cazzoritto. Elementi, questi, che ti fanno simpatia e che, pur non frequentandola in maniera assidua, te ne faranno parlare sempre bene o, almeno, in maniera positiva. Poi lo sai, ella ha certe qualità che ti rimangono impresse e, di quelle, ne sei profondamente e le metti nella tua personale compilation di cose da ricordare. Il problema è che, ad un certo punto di tutta questa storia, lei ha fatto il botto. Lei ha tirato fuori una prestazione a letto degna di una Sasha Grey e, porcodemoniocane, ti ha lasciato sfinito e con pochi pensieri oltre al “cristo”. Quella prestazione, nel caso dei Behemoth, è stato The Satanist. Questa botta di vita è il momento culminante di tutto e, guardando indietro nel suo/vostro passato, ti accorgi che ci sono stati anche “momenti down” e che superare quello che ha fatto non sarà fisicamente possibile. Troppi elementi sono finiti nel posto giusto, troppe coincidenze si sono verificate per poter essere una cosa replicabile.
Quello che ho appena detto l’avevano capito anche i Behemoth stessi e, più precisamente, Nergal. Il singer polacco, infatti, decide di mettere in naftalina la sua creatura e uscirsene fuori con un disco stralunato in cui dimostra il suo amore per gente come Nick Cave o, almeno alle mie orecchie, Mark Lanegan.
Questa pausa dura quattro anni.
Sinceramente i Behemoth potevano finire in quel momento, non sarebbe stato il dramma peggiore in assoluto. Ci sono band morte da 10 anni che continuano a uscirsene con dischi sempre più imbarazzanti – qualcuno, prima o poi, dovrà dirgliela questa cosa.
Il suddetto fatto, lo scioglimento all’apice della popolarità e con in canna un disco eccellente come The Satanist, non è avvenuto. Nergal&Co. rientrano in studio e se ne escono nell’anno domini 2018 con I Loved You at Your Darkest.
Quindi, dopo esserti impresso nella memoria le gesta della tizia di cui sopra e averci messo una pietra sopra, ti tocca riprendere in mano la questione e confrontarti con lei – con il dubbio che tutto quello che farà sarà di seconda mano rispetto a prima.
ILYAYD è un disco che non può certo spostarsi da quanto messo in pratica su The Satanist. Non lo può fare perché, con quel disco, Nergal, Inferno e Orion hanno trovato la formula alchemica perfetta per creare l’LP definitivo dei Behemoth. Solo che i polacchi non potevano fare un Satanist #2, quindi ci hanno aggiunto più dark rock, qualche spruzzata di gothic, qualche coro di bambini (che sto odiando a più riprese – God = Dog, titolo che poteva uscire ad un dodicenne, e frustrata da una certa confusione di fondo, alcuni la chiamano “unione delle anime dei Behemoth”, io no.). Dei tre singoli c’è la veloce Wolves ov Siberia e le ritmiche decisamente dark rock di Bartzabel, canzone che non mi dispiace ad essere onesti. Meglio di queste fa Ecclesia Diabolica Catholica, traccia dove finalmente si respira il giusto mix fra tutti gli elementi che sono saltati nella testa di Nergal in questi ultimi quattro anni. E.D.C. quindi vince a mani basse il confronto con il primo singolo God = Dog.
Toccando traccia sei, c’è uno strano momento: ti accorgi che la seconda metà del disco non riesci a ricordarla granché. Ok, c’è Sabbath Mater che ha il tiro giusto e anche Havohej Pantocrator vive sulle ali di un buon climax. Il resto? Le altre canzoni soffrono tutte del morbo dei Behemoth, quello che ti fa apprezzare certe cose, te le fa ricordare e altre te le nasconde alla vista e alla memoria, non per bruttura assoluta, ma perché sono di livello inferiore a quanto proposto sulle tracce bomba. Quindi, dico io, perché ricordarsele?
The Satanist non era replicabile, questo era palese dal momento stesso in cui ho messo il CD nel lettore. Lo sapevo e non poteva essere differente. Con ILYAYD, Nergal tira fuori un disco classico dei Behemoth che, come molti dei precedenti, si farà piacere per certi aspetti e ti lascerà indifferente per altri… ma non avrà mai quella potenza a tutto tondo come The Satanist.
[Zeus]