Calci in faccia senza tregua. At The Gates – Slaughter Of The Soul (1995)

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Ci sono dischi che ti definiscono e, in qualche modo, definiscono il concetto di rabbia. Panzer Division Marduk è il disco parossistico che ti serve per evitare di entrare in ufficio armato di machete e sacrificare metà della gente a Cthulhu, The Great Southern Trendkill lo usi quando vuoi manifestare il disagio interiore che hai, mentre la doppietta Blinded By Fear/Slaughter of the Soul è un concetto violenza teso a sradicare il sentimento di pesantezza che la giornata porta con sé. So che lo fate, quindi non vi invito neanche a provare, ma per chi fosse nuovo agli At The Gates il processo è semplicissimo: buttate su il CD/youtube e fate partire il disco e poi sentite come le scorie di una giornata vanno a farsi benedire e l’ansia esistenziale venga trascinata via dai vortici delle chitarre di Björler e Larsson. Perché qua sta la potenza di Slaughter Of The Soul, parte subito attaccandoti alla giugulare, mettendo fuori un disagio emozionale che non smette di avere potere neanche dopo oltre 20 anni dalla sua uscita.
Il bello è che poi non smette, non si tira indietro e ti fa colare nelle orecchie tutto quel male che tu agogni. Ecco perché, quando mi hanno proposto l’acquisto di una prima stampa del disco in questione, non ho potuto dire di no: l’impatto che ha Slaughter Of The Soul sulla giornata e sulla tua capacità di mantenere un equilibrio emotivo anche dopo aver discusso con il capo/fidanzata/moglie/marito/figli è impagabile.
Questo CD è talmente epocale che è l’equivalente anni ’90 di Master Of Puppets degli o di Master Of Reality dei seventies, SoTS un disco che viene preso come metro di paragone e capace di creare, quasi da solo (visto che la compagnia era ristretta e prevedeva l’aggiunta di Dark Tranquillity e primi In Flames), un nuovo genere musicale e un follow quasi idolatrico, visto che gli At The Gates risuonano in non so quante copie-carbone sia di qua che di là dell’Oceano.
Non mi dilungo su quanto hanno contribuito a creare (metalcore etc), perché è un misfatto contro l’umanità e non voglio perpetrare anch’io questo crimine. 
Non ho citato il ruolo di Tompa nell’economia di un disco come questo. Ma non credo sia necessario mettere i puntini su tutte le i, soprattutto per un LP uscito 23 anni fa. Slaughter of The Soul è stato sviscerato e analizzato da millemila recensori, fan, malfidenti, appassionati e occasionali ascoltatori della musica del Demonio, ma il disco è ancora capace di fornire emozioni belluine e sincere, forse la qualità che più ci tengo a sottolineare.
Lo senti, porcocazzo, che quando partono la splendida Cold World Of Lies o l’ovvia scelta di Nausea, quello che stai ascoltando è puro vomito emotivo. Non è prefabbricato e c’è tutto un mondo dietro che, ancora oggi, è attuale. O, forse, ci sono rimasto io a certi suoni, certe sensazioni e dovrei svegliarmi un po’.
Io vorrei scrivere altro, ma mi sono incagliato da un po’ e mi sto riascoltando da diversi minuti Need e, forse, questo è il segnale del “chiudi tutto, fai la summa e poi ritorna a sentirti il disco con calma e tranquillità e, se proprio queste condizioni non sono raggiungibili perché il mondo è pieno zeppo di merda, allora sentilo sputando tutta la bile che hai contro questo destino ingrato e sentiti orgoglioso di essere, in quel momento, ad ascoltare un disco come Slaughter Of The Soul mentre altri, là fuori, non sanno cosa si stanno perdendo e vivono male”.
[Zeus]

6 pensieri su “Calci in faccia senza tregua. At The Gates – Slaughter Of The Soul (1995)

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