Con Satana al tuo fianco: Inquisition – Into the Infernal Regions of the Ancient Cult (1998)

Risultati immagini per inquisition into the infernal regions of the ancient cult

Dopo una serie di demo ed EP, una collezione lunga 8 anni, gli Inquisition se ne escono con Into the Infernal Regions of the Ancient Cult, il primo disco della lunga discografia della band colombiano-americana. Io ci sono arrivato tardi a questo duo (nell’esordio c’era anche Debandt al basso, subito stroncato e, con buona probabilità, ritornato a impacchettare confezioni premium di purissima coca colombiana) e grazie all’intervento provvidenziale di Skan, il quale mi ha parlato di quel Obscure Verse for the Multiverse che tanto ha traviato i miei sogni notturni popolandoli di creature lovecraftiane.
Se siete partiti come me dal quasi fine (Obscure… è del 2013), quando vi troverete di fronte Into the Infernal Regions of the Ancient Cult sarete al cospetto di una bestia tutt’altro che uguale a quella, fortunatissima, release. Dentro i solchi del primo LP si respira Satana a pieni polmoni, nella versione più sporca, grezza, registrata con tutti i crismi del sound “mezzo lo-fi, ma non troppo da risultare True Norwegian Black Metal” e con una batteria che, in certi momenti, sembra registrata in una caverna tanto è l’eco che ne esce. Il trademark, però, è quello che poi caratterizzerà gli Inquisition negli anni successivi: voce monotona e inquietante nell’essere vicina all’inumano a causa della mancanza della qualsiasi emozione; grande ruolo della batteria e poi il lavoro di Dagon alla chitarra. Se vogliamo, in questo primo CD come chitarrista è ancora alle prese con l’evoluzione dello stile che poi lo caratterizzerà, ma si sente che è proprio là. Gli arpeggi, i passaggi dilatati e poi i riff che, più che accelerare, sono funzionali alla creazione del culto e della ripetitività ritualistica dell’invocazione a Satana.
Se poi vogliamo, nel 1998, Dagon e Incubus riescono a tirar fuori una fra le migliori tracce che mi ricordano i Satyricon che ho sentito negli ultimi anni (The Initiation) e poi quelle canzoni che, di Burzum-iano, ne hanno le stigmate ne vogliamo parlare? Solitary Death In The Nocturnal Woodlands Hail The Cult hanno impressa la benedizione di Varg Vikernes.
E se una canzone di 9 minuti, giocata su ritmiche lente ed evocativa nel suo incedere ritualistico, non ti fa sbadigliare allora, forse, possiamo affermare che è una traccia riuscita. Ma eviterei di fare il track-by-track, quello lo potete trovare anche su altre webzine e, sono certo, lo sanno fare meglio di me. Quindi io mi limito a sottolineare che Journey To Infernukeorreka è un momento di stacco “ritmato” più che mai necessario dopo gli oltre 9 minuti di Summoned by Ancient Wizards Under a Black Moon.
Un esordio che, per me, è qualcosa di più e questo lo imputo alla maturità con cui il duo è arrivato a registrare il disco: 8/9 anni fra demo ed EP formano il carattere e Satana ha tempo di aspettare per il giusto tributo.
Questo disco del 1998 non raggiungerà il livello di viaggio mentale di quelli successivi (diciamo, indicativamente, da Nefarious Dismal Orations) ma da qualche parte il culto doveva partire ed è partito invocando Satana ogni 3×2.
Noi approviamo, sia chiaro.
[Zeus]

Annunci

2 pensieri su “Con Satana al tuo fianco: Inquisition – Into the Infernal Regions of the Ancient Cult (1998)

  1. Pingback: Judas Iscariot – Distant in Solitary Night (1999) – The Murder Inn

  2. Pingback: Il Nome della Fossa: Black Metal Compendium (Tsunami Edizioni) – The Murder Inn

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...