Foreste ghiacciate e copertine oscene: Satyricon – Dark Medieval Times (1994)

Satyricon darkmedievaltimes.jpg

In ogni classe che si rispetti, da quelle delle scuole professionali ai licei, c’è sempre stato il tizio disagiato, quello che si impegna anche, ma cristo, non combina un cazzo di buono neanche a pagarlo oro. Il tizio disagiato, fra l’altro, ha anche velleità artistiche che, sotto molteplici punti di vista, non rispondono a nessuna qualità artistica vera e propria.
Quando penso alla copertina di Dark Medieval Times mi viene in mente questo: un tizio disagiato, che ha appena smesso di disegnare gli stick-man e ha incominciato a capire, male, la questione della prospettiva. Al che, visto che è anche la persona che fa i lavori per quattro soldi, ti metti nelle sue (in)capaci mani e speri che il risultato non faccia cagare sassi per i prossimi vent’anni. Il tizio disagio in questione è una tizia e, per la precisione, Jannicke Wiese-Hansen. A voi non dirà un cazzo, ma è responsabile delle cover e dei loghi di band come Burzum, Immortal, Enslaved etc.
Per i Satyricon, sia ringraziato Satana, ha fatto solo questa e, vi giuro, proprio non mi piace. Tutto il contrario della musica che Satyr e Frost tirano fuori e buttano dentro questo primo LP a nome Satyricon.
Qua dentro c’è la prima incarnazione della band norvegese, quella che rimarrà tale per pochi anni prima di lasciarsi alle spalle la pelle di serpente e diventare una nuova creatura chiamata Nemesis Divina. In Dark Medieval Times si sente il gelo, si sente il lo-fi e dentro risuona quel mix straniante di black metal norvegese, veloce e senza melodia e le tastiere che producono tappeti musicali (a volte vagamente a caso e a volte ben messi).
Se vogliamo, gli otto minuti di Walk The Path Of Sorrow e la title-track sono uno statement di quello che i Satyricon (all’epoca neanche ventenni) vogliono dalla musica estrema e che, in un futuro prossimo, influenzerà non so quante generazioni di musicisti.
Quante volte vi capita di sentire un disco di black metal moderno e di “sentirci dentro i Satyricon“? Ecco il livello di impatto che ha avuto il duo Satyr-Frost sul mondo musicale estremo.
E poi, perdonatemi, ma io continuo a ritenere la seconda parte di Dark Medieval Times (canzone) un vero gioiellino con quegli intermezzi acusticheggianti e vagamente barocchi. Non poteva essere diverso, sia chiaro, perché doveva succedere, doveva arrivarti l’immagine di un castello pieno di gente, di turpi sollazzi per festeggiare l’uccisione del nemico e, fra un brindisi con vino speziato e il rumore scoppiettante del grasso di maiale che sfrigola sulla brace, si celebra il più grande rituale orgiastico mai visto. Così me lo immagino io.
Mi dispiace essermi fermato molto solo sulla title-track (una fra le tracce che mi piace di più dei Satyricon), ma si parla di questioni affettive; non vuole certo sminuire le altre cinque canzoni che compongono questo primo LP del 1994. Dentro i solchi di questo disco si sente sì Satana, ma più di tutto si sente il paesaggio norvegese, il gelo profondo, la solitudine rancorosa, le orde degli orchetti e il male (The Dark Castle In The Deep Forest), le foreste e la natura sovrana (Min hyllest til vinterland è paesaggio allo stato puro).
Dark Medieval Times è un disco che, per essere apprezzato al 100%, deve essere ascoltato in una baita di montagna, dopo il calare del sole e con il vento gelido che sbatte sulle serrande e ti morde la pelle. In caso contrario, basta chiudere gli occhi e, in parte, vi ritroverete nelle lande battute dal vento e dal ghiaccio lontano dall’abbraccio caldo di Oslo.
[Zeus]

Annunci

9 pensieri su “Foreste ghiacciate e copertine oscene: Satyricon – Dark Medieval Times (1994)

    1. Ciao!
      Veramente brava, non lo sapevo sai? Un po’ come Legion che, abbandonati Marduk, Devian e Witchery è diventato tatuatore a tempo pieno.

      Comunque lo stile mi piace, brava Jannicke… (io lo dico, in fin dei conti quando ha disegnato le copertine black aveva 18 anni forse, ci sta che lo stile fosse acerbo e/o brutto).

      Mi piace

  1. Pingback: Mayhem – De Mysteriis Dom Sathanas (1994) – The Murder Inn

  2. Pingback: Nel 1993 usciva Det Som Engang Var dei Burzum… – The Murder Inn

  3. Pingback: Il Nome della Fossa: Black Metal Compendium (Tsunami Edizioni) – The Murder Inn

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...