Sangue, morte e Dracula: Marduk – Nightwing (1998)

Marduk - Nightwing.jpg

Mi sono accorto che ho parlato di Nightwing dei Marduk solo nella retrospettiva generale, dimenticando completamente che quest’anno il disco compie vent’anni. Rimedio subito e ne parlo oggi. Nightwing è il primo capitolo della trilogia del black metal: sangue, guerra e morte. Se nominando guerra si capisce subito che si parla di Panzer Division Marduk e con La Grande Danse Macabre ecco la morte (e i primi segnali di cedimento della corazzata svedese), quando si parla di sangue i rimandi sono due: Nightwing Dracula (ma nella sua veste storica). Essendo i due temi strettamente legati, il collegamento sangue – Nightwing – dracula è logico e immediato.
Dopo aver registrato Heaven Shall Burn… con Legion alla voce e avendone testato le doti – dicasi la capacità impressionante di sputare millemila parole senza quasi prendere fiato-, Morgan&Co. rientrano in studio e decidono di portare il black metal svedese su un livello più brutale ed elevato. E lo dico consciamente, visto che le avvisaglie di un cambio di rotta si potevano già vedere nel precedente disco, Dracul va Domni Din Nou in Transilvania, in Nightwing decidono di dividere il disco in due tronconi.
Il primo è un compendio di velocità, brutalità, blasfemia senza ritegno (ad esempio Of Hell’s Fire e Slay The Nazarene) e viene giustamente chiamato Dictionnaire Infernal; mentre la seconda metà del disco, dopo la title-track non inserita in nessuno dei due capitoli, è intitolata The Warlord of Wallachia. Già il nome dovrebbe portarvi sul sentiero giusto, ma per chi si fosse connesso solo ora con la storia, stiamo parlando delle vicende che riguardano Vlad Tepes, chiamato Dracul. Quello che stupisce è l’interesse storiografico, visto che più che essere una collezione di impalamenti et similia, Legion racconta, in più capitoli, le vicende occorse a Vlad III di Valacchia.
Questo argomento permette alla band svedese di cambiare registro in maniera repentina, elemento che contraddistingue i Marduk almeno fino a tempi recenti: Morgan non riusciva a concepire, in maniera evoluta e strutturata, una canzone che alternava parti lente a accelerazioni brutali. Per il chitarrista era tutto o bianco o nero e, vista la predilezione per la velocità, il più delle volte il modo migliore per portare a casa la pagnotta era proprio quella di accelerare fino all’impossibile (vedasi Panzer Division Marduk). In Nightwing, i Marduk “spaccano” l’album e infilano tutti i pezzi più cadenzati nella seconda parte del disco (Kaziklu Bey a parte, che corre come se avesse gli ottomani alle spalle), quella in cui è necessario far raccontare la storia a Legion che, dal canto suo, ne approfitta cambiando registro e adattando un po’ le tonalità per favorire l’espressività di questo mini-concept storico.
Pur non essendo organico, la sua impostazione non gli permette di essere un disco totale, preferisco Nightwing Heaven Shall Burn… When We Gathered. In quest’ultimo si sente Satana e l’obiettivo unico è quello di convocarlo sulla terra, ma in Nightwing ci sono dei gran cazzo di pezzi che ancora adesso sono fra i miei preferiti: le già citate Of Hell’s Fire Slay The Nazarene, ma anche Dreams of Blood and Iron è una canzone che continua a torturarmi i sogni e, testo alla mano, cerco di seguire Legion mentre declama le sue lyrics… Il risultato sono io che ansimo e non riesco a tenere il ritmo del suo screaming. Ma questo fattore, bisogna ammetterlo, è un tratto comune su tutti i dischi con il singer svedese.
Nightwing segna la fine di un certo modo di concepire i dischi da parte dei Marduk: velocità, brutalità, blasfemia, melodia e parti lente. Panzer Division Marduk spezzerà l’incantesimo e porterà la band svedese ad un livello di violenza e brutalità fuori dal comune, tanto che si ritroverà spiazzata essa stessa e già con il successivo La Grande Danse Macabre si sentiranno i segnali di una crisi che finirà, in maniera definitiva, con l’arrivo di Mortuus alla voce. Ironia della sorte, è proprio con il singer dei Funeral Mist che i Morgan ritroverà la capacità di strutturare dischi convincenti in tutta la durata e, con questa, anche una certa predilezione per momenti più cadenzati e/o addirittura vagamente melodici.
[Zeus]

5 pensieri su “Sangue, morte e Dracula: Marduk – Nightwing (1998)

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