Dopo Irreligious non poteva che uscire Sin/Pecado – Moonspell (1998)

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Per qualche motivo sconosciuto al Grande Capro, Sin/Pecado dei Moonspell è stato bastonato da alcune frange di metallari. Non rispondeva alle aspettative metalliche? Non era trve? Non riesco a capirlo, sinceramente. I Moonspell non potevano procedere nella direzione che avevano preso precedentemente, anche perché ormai avevano raggiunto una vetta intoccabile. Ribeiro&Co. dovevano sviluppare un sound diverso, dato che lo spettro black metal ormai era stato soffocato da un indirizzo più gothic e questa nuova direzione viene esaltata alla grande dalla produzione del mastermind Waldemar Sorychta. Già presente sul precedente Irreligious, il produttore polacco segna il passaggio della band nell’epoca d’oro del gothic metal, anzi farà di più, tanto da settare un paragone stilistico per chi si volesse avvicinare alla materia con certi tratti musicali.
I Moonspell, che non erano proprio degli studenti indisciplinati e a digiuno di certe sonorità, partoriscono questo Sin/Pecado. Il disco è distante da quello che era il loro passato remoto, ma con le sue melodie e le atmosfere scure, immerse in quella sensualità perversa che ti fa venire in mente film come Intervista col Vampiro (uscito 4 anni prima), si riallaccia ai momenti meno metal di Irreligious e ne porta avanti il discorso.
A mio parere, modestissimo se vogliamo, Sin/Pecado non raggiunge la vetta di Irreligious ma credo sia una questione di imprinting e di momento storico in cui ascolti certa musica. Io ho sentito prima il disco del 1996, quindi i Moonspell che mi hanno formato sono quelli che cantavano Opium piuttosto che V.C.Eurotic A, ma sono certo che in molti hanno preso questo come disco di partenza e si sono immersi nel decadentismo spinto che solca le tracce di questo LP.
Quello che mi piace di Sin/Pecado è l’onestà di fondo. Non è un disco trendy, è la naturale evoluzione di un sound che si stava già spostando su lidi meno metallici, ma senza dimenticare le radici (bella Flesh), e mischia ai riff di chitarra e al baritono di Ribeiro un’abbondante spruzzata di tastiere/samples ed effetti. Che poi sull’ora di durata ci siano alcune scelte discutibili, per me è innegabile. Non tutto il disco è allo stesso livello (2second Skin è un gradino sotto) e alcune andrebbero bene per un mezzo lento nelle discoteche EBM e Gothic (con ragazze strette in corpetti di pelle e calze a rete e la stessa voglia di vivere che ho io il lunedì mattina – potremmo mettere in questo calderone V.C. o i mille synth di Magdalene), ma stiamo parlando di un prodotto che è strutturato bene e scritto altrettanto.
Segnatevi questo, sentitevi Eurotic A e poi capirete dove ha preso il via act come i Tristania e compagnia gotica.
Se vogliamo trovare qualcosa di profondamente sbagliato è solo il titolo: Let The Children Cum to me… Questo titolo ha diversi livelli di sbagliato. Per il resto, la canzone in sé, è anche bella. Ma puttana miseria, proprio nel titolo dovevano tirare fuori “let the children cum to me…”? Cazzo!
[Zeus]

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2 pensieri su “Dopo Irreligious non poteva che uscire Sin/Pecado – Moonspell (1998)

  1. Pingback: Rotting Christ – Sleep Of The Angels (1999) – The Murder Inn

  2. Pingback: Saluti dallo spazio profondo: Samael – Passage (1996) – The Murder Inn

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