Il suono del demonio. Funeral Mist – Devilry (1998)

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Quanto cazzo sono belli i Funeral Mist? Non penso mi stancherò mai di ripeterlo e, vi giuro, nel momento in cui i Marduk hanno cambiato rotta staccandosi da Legion (il cui rapporto era ormai compromesso e la qualità media dei dischi in rapidissima picchiata) e preso in seno il leader della qui presente band, il sottoscritto ha fatto salti di gioia.
Non hanno fatto così molti del parco black metal, ma me ne sbatto il cazzo del giudizio generale e vi ripeto: Mortuus/Arioch ha dato ai Marduk una seconda vita. Poi potete dire quel cazzo che vi pare, ma così è. Punto.
L’impronta satanica è talmente forte che, ascoltando Devilry (primo EP della band svedese), si rischia di vedersi entrare in stanza il Grande Capro in persona. Quindi c’è solo da mettersi comodi e capire che, quando partono le rasoiate, l’unica cosa che dovete fare è assistere alla colonna sonora dell’apocalisse e della distruzione di tutto ciò che è buono e sacro nel mondo.
Arioch non nasconde posizioni forti e che non mancheranno di suscitare scandalo, ma se bisogna essere emissari del male (The Devil’s Emissary), non si può certo sostenere che il proprio credo stia nella salvaguardia dei gattini, degli amici, dell’amor cortese e tutto quello che sta nel reparto “buono&giusto” della vita. Il black metal è il suono della corruzione, della disfatta, del male, delle cose più turpi, oscene e cattive che la vostra mente possa immaginare (Bringer Of Terror).
In questo EP ci sono già molti dei tratti distintivi dei Funeral Mist che verranno: black metal satanico, che concepisce sia momenti di aggressione pura sia rallentamenti sulfurei e/o parti vagamente melodiche (Funeral Mist) e, per finire, l’assoluta propensione a distorcere tutto con inserti esterni e/o filtri deliranti. Questo è il sound dei Funeral Mist in nuce. Se in un secondo tempo le lyrics diventeranno più ragionate e improntate ad una storpiatura satanica delle letture cristiane è solo perché, con il passare degli anni, Arioch è diventato un songwriter più incisivo e sicuro di sé (tanto da influenzare moltissimo il sound Marduk in dischi come Wormwood Rom 5:12).
In Devilry si sente Satana e blasfemia. In Devilry c’è il black metal senza le cazzate, le copertine vedo-non vedo e tutto quello che arriverà a influenzare il sound del Grande Capro dopo l’esplosione melodica di band come i Dimmu Borgir e i Cradle Of Filth.
[Zeus]

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3 pensieri su “Il suono del demonio. Funeral Mist – Devilry (1998)

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