Emperor – Anthems to the Welkin at Dusk (1997)

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Tre membri su quattro imprigionati per vari motivi subito dopo aver realizzato un disco fondamentale come In The Nightside Eclipse, il solo Ihsahn fuori a tenere alto lo stemma dell’Imperatore e un futuro oscuro a tutti, tranne a loro. Questo lo dico perché nel momento in cui Samoth esce di prigione (e dopo aver inciso un po’ di cose con i Zykon-B), ecco che nel 1997 esce il nuovo disco in studio degli Emperor: Anthems to the Welkin at Dusk. Faust e Tchort vengono sostituiti da, rispettivamente, Trym e Alver, mentre il duo Ihsahn – Samoth sposta le coordinate della band in lande che mischiano in maniera eccellente black metal, eleganza, precisione e brutalità. Il tema demoniaco, per la precisione quello satanico, non ha più la centralità che aveva nel 1994 e il focus viene spostato su temi più mistici, cosa che si adatta alla perfezione al sound degli Emperor del 1997.
Cosa significa questo? Un sound incentrato sulle chitarre, quindi con meno interventi delle tastiere (seppur mixate a volumi incredibili), e un’attitudine che si sposta sul versante progressivo dell’extreme metal. Cosa che permette ai due compositori principali di giostrare al meglio il proprio spirito musicale e gettarlo nel calderone di Anthems… Il risultato, come potete immaginare, è sostanzialmente perfetto, equilibrato nelle due anime (black e death), progressivo e artsy (nel senso positivo del termine) e quindi una forma evoluta di malvagità ed oscurità.
Questo non significa che ci troviamo davanti ad un ammorbidimento del suono, tanto che Trym sembra avere un conto in sospeso con la batteria e non lascia il doppio pedale neanche a morire. Se il mix fosse stato leggermente più equilibrato, avreste avuto modo di sentire meglio il suo lavoro, ma è spesso sommerso dalle chitarre o dalle tastiere.
Come sempre per i dischi usciti oltre vent’anni fa (questo LP li ha compiuti l’anno scorso), non ha senso mettersi a fare un track-by-track. Lo dico perché oltre ad essere noioso per me, è anche noioso per voi che dovete leggervi uno sbrodolamente su un disco che conoscete a memoria.
Mi fa piacere però scrivere qualcosa degli Emperor, visto che non c’è praticamente niente di loro su questo blog e, mea culpa, è veramente una brutta cosa.
Adesso mi son rimesso a posto con il karma, cercherò di non farmi cogliere impreparato dal 2019 quando sarà IX Equilibrium ad essere il festeggiato principale. Non faccio promesse, ma cercherò di essere sul pezzo.
[Zeus]

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