Dark Funeral – Vobiscum Satanas (1998)

Nel 1996, i Dark Funeral fanno uscire The Secrets of the Black Arts e il pubblico si accorge del quartetto svedese, gruppo in cui milita un ispiratissimo Blackmoon (poi responsabile del riffing ispirato del primo disco dei Necrophobic). Due anni dopo la formazione svedese cambia completamente: trequarti dei membri del primo, fortunato, LP sono via e a capo delle operazioni demoniache rimane unicamente Lord Ahriman che, da qua in avanti, sarà il trademark dei Dark Funeral. 
Gli acquisti sono di peso e, soprattutto per quanto riguarda la voce gentilmente offerta da Emperor Magus Caligula (ex Hypocrisy), saranno un tratto distintivo (di certo in termini di carisma) che li accompagnerà fino al 2010.
Vobiscum Satanas non si discosta molto da quanto hanno fatto due anni prima con TSotBA: il riffing è veloce, gelido e, rimanendo nell’alveo del black metal, non sordo alle melodie. Lo screaming di Caligula è efficace, ma ha il problema dell’ultra-verbosità, un terribile morbo che prende certi screamer (vedasi Shagrath) e che comporta un numero spropositato di parole e tutti gli “spazi musicali” sono pieni dalle lyrics.
Solo pochi riescono a concepire un cantato così imponente e riuscire a rendere la struttura un plus e non essere quasi troppo per i miei gusti (sì, sto parlando di Legion, altro singer che, in fatto di testi lunghi non è secondo a nessuno). Sempre sul lato dei meno inserirei anche il drumming di Alzazmon (all’anagrafe Tomas Asklund, poi nei Dissection dal 2004 e nei nuovi Gorgoroth): l’assalto frontale di Alzazmon è senza tregua, asfissiante quasi, ma viene registrato talmente alto che, in certi casi, si fa addirittura fatica a sentire il lavoro di chitarra del duo Ahriman-Typhos. 
Detto delle cose migliorabili, passiamo ai lati positivi e, per il 1998, non sono certo pochi: Vobiscum Satanas è un signor disco di black metal svedese e rivaleggia senza problemi con Nightwing per la palma del miglior prodotto della fiamma nera uscito dalla terra dell’IKEA in quell’annata. I riff sono gelidi e richiamano molto il lavoro fatto da Blackmoon nel disco precedente, cosa che potrebbe essere letta in due maniere: a) continuità con il passato, e b) sicurezza della formula vincente. Entrambe sono soluzioni concepibili, soprattutto per una formazione praticamente rinnovata e in cui il solo Ahriman porta avanti l’idea della band.
Ma veniamo al disco. La tripletta iniziale (Ravenna Strigoi Morti, Enriched by Evil e Thy Legions Come) sono brutali e continuano a massacrarti senza pietà. Per me l’apice del disco, non c’è niente da dire. Se la parte centrale non regge il ritmo infernale dell’inizio, il quartetto svedese mette furbamente dei pezzi bomba verso la fine e così The Black Winged Horde è veloce e ferale e la title-track inizia ispirata direttamente dal Grande Capro e poi non si ferma a respirare un secondo, pur spargendo qualche limitata melodia al suo interno. La chiusura di Ineffable king of Darkness si fa carico di sancire lo standard del black metal svedese: pulizia sonora, velocità, riff gelidi ma con qualche ombra di melodia, un singer sugli scudi e Satana ben in evidenza. 
Come detto, dopo The Secrets of the Black Arts i Dark Funeral dovevano riconfermarsi e con Vobiscum Satanas lo fanno in grande stile. Da qua in avanti Lord Ahriman&Co. incominciano a crederci veramente, a sentirsi Satana in terra svedese, e la musica incomincia pian piano a vacillare. Ma questo sarà per recensioni future (dal 2005 in avanti).
[Zeus]