Un regalo di Natale: Kriegsmachine – Apocalypticists (2018)

Non annunciato su nessun mezzo, il 21.10 è uscito il nuovo disco dei polacchi Kriegsmachine. Per chi non li conoscesse, può sempre guardare sotto la voce Mgla, progetto principale del duo M-Darkside.
Sono passati quattro anni dal precedente, ed estremamente buono, Enemy Of Man, ma sappiamo che M ama prendersi il suo tempo per registrare la musica delle sue due band (gli stessi Mgla sono fermi dal 2015). Ma veniamo ad Apocalypticists. Se pensate di trovarvi le raffinatezze, quelle atmosfere stranianti degli Mgla, qua non ne trovate. Nei Kriegsmachine, il nero, la depressione e tutto quello che circonda un certo disgusto verso la società, viene declinato con stratificazioni di riff circolari, tanto che alla fine se ne esce stritolati da questa colata di nero pece. Dove Exercises In Futility era stato pulito tanto da lasciare trasparire quelle melodie infettive che ancora adesso fatico a levarmi dalla testa, i Kriegsmachine giocano tutto sull’occupare lo spazio, sull’incessante lavoro di Darkside sulla batteria (come sempre, il batterista polacco si distingue per l’approccio quasi jazz allo strumento e i piatti, in questo frangente, suonano come lampi di luce nell’oscurità quasi Burzum-iana della musica di M) e, ovviamente, su testi mai banali o scontati. Sentitevi la terza traccia (Lost in Liminal) e, in buona misura, avete il riassunto di quello che ho detto: i tempi sono medi e la sensazione di costrizione, data dal riffing circolare, ripetitivo e incessante, è oppressione pura. 
The Other Death ha fascino e negli 11 minuti di tempo dipana un ritratto musicale oscuro, ma nell’insieme non raggiunge le lande ipnotiche degli Mgla, pur avviluppandosi come le spire di un serpente e risucchiando l’aria intorno a sé (scusate l’immagine poetica, mi è partita così e non la tolgo). Il finale è lasciato a On The Essence Of Transformation, 9 minuti di catarsi musicale (Darkside protagonista assoluto nella seconda parte della canzone, visto che si gioca tutto sulle sue ritmiche percussive che sovrastano il riffing monocorde e reiterato di M).  
Per poter apprezzare pienamente Apocalypticists ho dovuto dargli molti ascolti; non è un LP diretto o di semplice assimilazione. Ancora adesso non sono pienamente convinto delle sue potenzialità e, mano sul cuore, gli preferisco un With Hearts Towards None, ma è un signor disco e la negatività che trasmette, quel contorcersi su sé stessi, sui propri sentimenti e sul marcio intorno a noi, è pur sempre di prima qualità. 
[Zeus]

3 pensieri su “Un regalo di Natale: Kriegsmachine – Apocalypticists (2018)

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