Darkane – Rusted Angel (1999)

Sul finire degli anni ’90 il mondo del metal si arricchisce di una seconda ondata di band interessanti provenienti dalla penisola scandinava in generale e dalla Svezia in particolare. Il nome che, penso, venga in mente per primo a molti è quello dei Soilwork. Queste band cercano di dar vita ad una nuova scintilla in una scena che aveva dettato legge per tutto il decennio. Partendo dalla violenza di formazioni seminali come Unleashed, Dismember e At The Gates, e attingendo al cosiddetto “Gotheborg Sound” di In Flames, Dark Tranquillity e compagnia bella, viene creata una sonorità che vuole rendere omaggio anche al metallo degli anni ’80. Quello che ne risulta è un thrash metal dalle forti influenze swedish death.

Come sappiamo bene, qualche anno dopo questo genere subirà una svolta melodica e di più facile accesso che farà girare le palle a mezzo mondo. Ma rimaniamo col pensiero al periodo in considerazione. I Soilwork pubblicano una mattonata nei denti che porta il nome di “Steelbath Suicide” (io sono più critico del buon Lenny su questo punto, n.d.Zeus).
A pochi mesi di distanza un’altra band esordisce con un album ancora più violento e oscuro: sono i Darkane e l’album si intitola “Rusted Angel”.

I cinque svedesi sono incazzatissimi, macinano riff su riff, assaltano l’ascoltatore con ritmi furiosi, accelerazioni e assoli di chitarra ispirati, se ne sbattono dei ritornelli melodici, utilizzando solo qualche inserto atmosferico che prelude alla successiva tempesta sonora. Il singer Lawrence Macrory, presente solo su questo album, è il perfetto punto di congiunzione tra il metallo svedese e quello americano, tra At The Gates ed Exodus, se volete dei punti di riferimento.

Per quanto mi riguarda, questo CD supera di gran lunga più o meno qualsiasi cosa pubblicata dalle altre band appartenenti allo stesso genere negli anni successivi fino ad oggi. Peccato che anche i Darkane si siano poi conformati alla tendenza dei colleghi ammorbidendo il sound, forse in modo un po’ meno marcato rispetto ad altri, ma senza ritornare mai a questi livelli di cattiveria.

La band non ha mia raggiunto alti livelli di notorietà, ha avuto un’attività scostante, ha cambiato spesso singer e ha sperimentato cambi di sound, ma consiglio a chi non li ha mai ascoltati di recuperare questo piccolo gioiello, perché ancora oggi non ha perso nemmeno una briciola del suo smalto. I Darkane hanno comunque prodotto altri ottimi album come “Layer of Lies” (2005) e “Demonic Art” (2008).

[Lenny Verga]

Un pensiero su “Darkane – Rusted Angel (1999)

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