Ascolti improbabili: Lit – A Place in the Sun (1999)

Non ho mai provato molto amore per questa band, i californiani Lit, ma in classe alle superiori andavano alla grande (insieme a loro anche altri gruppi che, oggi, reggo per sì e no una canzone). A Place in the Sun era uscito ad inizio 1999, precisamente in febbraio, quindi nei mesi precedenti l’esame di quinta superiore. Capite anche voi che qualsiasi stronzata venisse cagata dal mondo musicale in quel momento andava bene, tanto la prospettiva del futuro era il grande cambiamento
Me li ricordo sparati nel lettore della macchina (per chi aveva già fatto la patente), quindi erano una solfa incredibile che poi verrà prolungata per almeno un altro anno. Sapete come sono le superiori quando finiscono: il gruppo che si è formato rimane insieme e si continua a vivere di ricordi. 
Capite perché uno diventa alcolista? 
I Lit erano sempre su, sempre a girare con queste cazzo di canzoni in formato power-pop o pop-punk all’acqua di rose. 
Diciamocelo, questi Lit sono la colonna sonora perfetta per le serie televisive adolescenziali in cui il livello cerebrale dei protagonisti è di meno dieci e ci sono i drammoni amorosi/di vita e altre cazzate che, nella vita di tutti i giorni, non incroci neanche a cercarli. 
Quindi la musica che deve accompagnare questi “falsi drammi” deve essere altrettanto innocua, altrettanto blanda da non toccarti nel profondo. Sentitevi le prime quattro canzoni (dove i Lit hanno sicuramente sparato al massimo) e poi ecco il brano da “ricordiamoci tutti che bello era” (!?) come Miserable. Power-pop senza pretese, tenete conto che sul genere sono usciti dischi decisamente migliori, o addirittura il comeback delle Hole del 1998 è meglio
Poi ovvio, per darsi il tono da “alternativi”, ecco che riprendono a fare un po’ di punkettone in No Big Thing, un pezzo che non ti ricordi dopo 5 minuti che l’hai finito di sentire. Con Zip-Lock hanno un terzo singolo e, come potete immaginare, è di nuovo quel power-pop/punk che poi sentirete in tutte le salse negli anni successivi con band praticamente identiche fra di loro. 
Vi giuro, l’ho ascoltato anche troppe volte questo LP. Troppe volte e, rispetto a molti dischi della mia vita, l’unico ricordo che ci associo è la noia e un vago ribrezzo. So che dovrebbe farmi andare a quei ricordi felici da “filmone alla American Pie”, in cui mi vengono in mente le risate e la combriccola del 1999, ma il massimo che mi esce è un rutto al sapore di birra. 
E, a pensarci benissimo, la birra è solo il sapore superficiale… il vomito è il secondo cliente della lista.
Se volete recuperare questo disco, ve lo dico francamente, sono cazzi vostri. 
[Zeus]

2 pensieri su “Ascolti improbabili: Lit – A Place in the Sun (1999)

  1. Ma non ci tengo propio a prendere questo disco. Ricordo il video di Miserable, dove in bella mostra era presente la formosa Pamela Anderson. Sai rileggendo questo articolo mi hai riportato alle mente un pensiero che spesso mi sono fatto fra me e me; tutti vorrebbero ritornare all’età della spensieratezza, che forse concilia con gli anni scolastici, ma per il sottoscritto no. Non vorrei mai più tornare a quegli anni, sono contento che sono andati, forse mi mancano più i miei venti (e neanche tutti).

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    1. Penso che hai colto il senso del mio post. Neanche io ci tornerei agli anni della scuola, forse forse per la spensieratezza di non dovermi distruggere il fegato per arrivare a fine mese…. ma neanche, fanculo, mi va bene così.
      E poi i LIT mi stanno sulle balle.

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