Ho voglia di delirare. Metallica – i singoli post-Garage Inc. (1999)

Mentre noi stiamo a discutere se è peggio Load o ReLoad o, in alternativa, il secondo disco di cover dei Metallica, Lars Ulrich, nel segreto della sua stanzetta, stava già incominciando a pianificare il Grande Ritorno con un LP che andremo a commentare nella seconda metà di quest’anno, quindi tenetevi leggeri perché S&M vi intasa come neanche il peggior cenone di Capodanno riuscirà mai a fare. 
Ad inizio febbraio fanno uscire un primo singolo con tre cover: una “nuova” (Whiskey in the Jar) e due più attempate e rese live (The Prince Blitzkrieg). E qua ti fregano, perché mettono una cover art che fa sempre tutto un po’ “vecchiotto” e dici che, forse, dopo aver messo in mostra tutta una serie di scelte artistiche discutibili, un po’ di sobrietà ci può anche stare. 
Almeno così la penso io… 


Ma non è così, perché loro senefottono e pubblicano un secondo singolo (questa volta in giugno) e lo infarciscono di cover del nuovo corso: Die, Die My Darling, Sabra Cadabra e il lungo medley dei Mercyful Fate. Fin qua, signori miei, può anche andare bene. Le canzoni piacciono e non mi sento certo di criticarli in maniera aspra… perché il vero colpo di genio di quel diavolaccio di un Ulrich è la cover art. Una cosa che ti fa venire su il pranzo della comunione. Ideale per le serate di San Remo e/o per dischi che compra vostra nonna perché davanti c’è il faccione sorridente di Pippo Baudo che approva il disco. Una cosa che fa paura, quasi quanto lo sguardo spaventato di Kirk Hammett che, per una volta, non può far finta di essere un protagonista di un cazzo di thriller con Al Capone e si sente una scimmietta al circo; la paresi facciale di Jason Newsted che, poraccio, sta sicuramente pensando “checazzocistoafarequaioconstobrancodistronzi?”, la bullaggine alcolica di Hetfield e poi c’è lui. Voglio tenermelo per ultimo perché LUI, Lard Ulrich, è quello che ha lo sguardo di chi sa di averti messo a novanta sul tavolo e dopo essersi messo del sale grosso sul cazzo ti incula senza pietà alcuna e, ovviamente, il tutto con il sorriso steso su tutto il viso. Guardatelo e ditemi che non è così. Ha quello sguardo che ti sbeffeggia dopo che ti giri con il culo sfondato e sanguinante e, visto che adori la band, con gli occhioni lacrimanti chiedi una spiegazione. Un qualcosa che dia un senso al dolore che hai dovuto provare con Load e poi col terribile ReLoad. 
Ma Lars Ulrich è più determinato di te e, con lo sguardo beffardo, sta già mettendosi altro sale grosso sul cazzo per festeggiare quello che uscirà negli anni futuri. 
Io vi ho avvertito, se non vi siete portati la vasella da casa… son cazzi vostri. 
[Zeus]

6 pensieri su “Ho voglia di delirare. Metallica – i singoli post-Garage Inc. (1999)

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